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The Giver - Il Mondo di Jonas











La società distopica è lo sfondo di questa ennesima trasposizione sull’argomento. Dopo i successi di “Hunger Games”e “Divergent” tocca alle parole del romanzo di Lois Lowry prendere vita sul grande schermo in un’opera di molto antecedente a quelle citate poc’anzi.
“The Giver – Il Mondo di Jonas” è più un “1984” rivisitato in chiave moderna, dove, la società vive in assoluta armonia e senza alcun tipo di conflitto seguendo delle regole. Le istruzioni degli anziani sono il modo meno pericoloso e più semplice di condurre una vita priva della sua vera essenza.
Il cast è d’alto livello con la leggendaria Meryl Streep, qui nel ruolo della cattiva tutta d’un pezzo, a guidare la truppa agli ordini di Phillip Noyce. La curiosità è che la voce della soundtrack dei tributi del distretto 12 è anche attrice in questo film: Taylor Swift salta la barricata e passa dal microfono di “Hunger Games” al palcoscenico in una parte breve, ma intensa.
La scelta cromatica di raccontare il vuoto di questo mondo apparentemente perfetto con il bianco nero è la migliore possibile visto che, come descritto nell’opera letteraria i colori vengono riscoperti nel proseguimento dell’intreccio via via dal protagonista, con il volto di un comunque sufficiente Brenton Thwaites.
Il vero protagonista però è l’amore, non solo tra il giovane protagonista e Fiona, ma dell’umanità verso il valore della vita.
Jeff Brdges, qui nei panni del “Donatore” del nuovo “Accoglitore di memorie” in uno dei dialoghi più toccanti spiega come l’amore sia l’emozione e non il sentimento. Katie Holmes non è più la ragazza di “Dawson Creek” o l’eroina del “Batman” di Christopher Nolan, ma una madre dal cuore spietato a capo di un delicato sistema di giustizia che si basa interamente sull’autoritarismo. Questa differenza sarà il cardine e la forza con cui affrontare le difficoltà in una corsa disperata contro il tempo. Il mondo nasconde insidie e pericoli non indifferenti, ma la bellezza, anche soltanto della tremenda paura, è meglio che vivere in modo meccanicistico. La lotta e l’ostinazione dei sommi anziani nel nascondere il passato si ritorce contro di loro, poiché il giovane eroe e il suo mentore sono gli unici in un mondo distorto a capire che senza conoscere il tempo trascorso non si può affrontare il futuro.
Le scene più belle sono senza dubbio quelle dei flashback, ma anche gli spettacoli naturalistici denotano una buona fotografia. Una pellicola che sicuramente non passerà alla storia nonostante l’ottimo cast, purtroppo in alcuni passaggi non c’è originalità e ne esce un lavoro sufficiente, ma senza passaggi indimenticabili e per un libro di questo livello forse si poteva fare di più per un titolo così atteso.

La frase:
"I sentimenti sono più sfuggenti, restano in superficie. Le emozioni primordiali ti restano dentro".

a cura di Thomas Cardinali

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