Sole a catinelle

"Vizio di forma"

Intervista al regista e al cast.


di Alessio Altieri26 gennaio 2015



Il 26 febbraio uscirà nelle sale italiane "Vizio di forma", settima fatica di Paul Thomas Anderson, a due anni dal meraviglioso e controverso "The Master". Il film, ambientato nell'America anni '70, ha come soggetto l'omonimo romanzo di Thomas Pynchon e vede continuare il sodalizio Anderson-Phoenix, iniziato proprio in "The Master" e, a quanto pare, destinato a proseguire, vista la stima e l'affiatamento tra i due.


Phoenix, per interpretare un personaggio così spiccatamente anni '70, ha dovuto fare un lavoro di ricerca particolare?
Joaquin Phoenix: Devo dire di aver avuto una grande fortuna, e cioè ho avuto subito la sensazione che nel libro ci fosse tutto, c'era talmente tanto materiale da bastare da solo. E comunque Paul quando prepara un film mette insieme talmente tante cose (musica, foto e video) che entrando nel suo studio sembra di calarsi nella realtà dell'epoca in cui è ambientato il film

Il film è pervaso di una melanconia dovuta alla consapevolezza che quei tempi sono ormai irrimediabilmente andati. La sua interpretazione, anche nella sua mimica facciale, sembra riflettere proprio questo stato d'animo: è stata una sua volontà ben precisa?
Joaquin Phoenix: È vero che questa sensazione permea il film e il libro tutto, è la sua parte che potremmo definire sentimentale. Però no, non ho fatto uno sforzo consapevole in questo senso. Non faccio mai espressioni studiate perché mi sembrerebbe di voler vendere qualcosa al pubblico, e invece quello che si crea sul momento è quello che voglio passi. Poi, in generale, ci sono molti elementi, come il colore e il guardaroba che comunicano tutto questo

Ci dica qualcosa sul suo rapporto con Paul Thomas Anderson.
Joaquin Phoenix: È una persona che mi piace. È sempre molto calmo, ma soprattutto, con lui ha la sensazione di immergerti in mondo, ed è proprio questo quello che amo, questa sensazione di trovarmi in un altro mondo

Ci sono state delle differenze di lavorazione rispetto a "The Master"?
Joaquin Phoenix: Si! Doc è un personaggio che abbraccia il mondo, mentre Freddie, il personaggio che interpretavo in "The Master" era un isolato, e questo ha fatto sì che io facessi altrettanto sul set. In quest'ultimo film c'è stato un divertimento totale da parte di tutto il cast. Poi è chiaro, ci sono dei giorni sul set dove tutto va bene e altri dove le cose vanno un po' peggio

Lei ha vissuto in una comunità hippy con i suoi genitori, quell'esperienza l'ha aiutata a prendere ispirazione per questa parte?
Joaquin Phoenix: Ma avevo solo due anni! (ride ndr)

Lei è un appassionato di musica, cosa pensa della colonna sonora di questo film?
Joaquin Phoenix: Meravigliosa. Ho assistito alle riunioni nelle quali si parlava proprio della musica, e devo dire che la scelta è stata perfetta

Infine, esiste un vizio di forma in lei?
Joaquin Phoenix: Non lo so, sto cercando di pensare a qualcosa che vi impressioni e vi faccia ridere tutti, ma non mi viene in mente niente!

Anderson, ha avuto contatti con Pynchon, l'autore del libro? Gli esperti dicono che "Vizio di forma" sia il suo titolo più cinematografico, ma certo non deve essere comunque un lavoro semplice.
Paul Thomas Anderson: Non ho mai avuto contatti con l'autore, Pynchon è un personaggio molto particolare che tiene alla sua stretta riservatezza, per quanto ne sappiamo potrebbe essere anche un cane o una bambina (ride ndr). Comunque stimo molto questo suo approccio, e in una ipotetica seconda vita farei come lui, per il quale è solo il lavoro a parlare. Per quanto riguarda invece la complessità, non ho mai pensato fosse un qualcosa di difficile.Questo libro, tra tutti quelli di Pynchon, si presentava come quello leggermente più fattibile, e così mi sono messo a scrivere

Le vicende, all'interno del film, sembrano accadere con modalità particolarmente distanti dalla realtà il che, unito alle immagini e ai colori, dà al film un alone di sogno allucinato e di iperrealismo, è così?
Paul Thomas Anderson: Io credo che gli avvenimenti del film possano sembrare all'apparenza assurdi, ma in realtà mostrano solo quanto le vicende della vita riescano ad essere spesso inconcepibili e persino metafisiche, penso per esempio alla telepatia

Nel film c'è questa amarezza di fondo data dalla sensazione che i tempi mostrati non possano più tornare, come se l'America tutta avesse perso la sua innocenza. Questo è un modo, pur rappresentando gli anni '70, di criticare l'America odierna?
Paul Thomas Anderson: Nel libro c'è un chiaro riferimento alla fine di un certo tipo di innocenza. Si dice esplicitamente che Charles Manson e la sua banda hanno portato via per sempre all'America l'innocenza di quegli anni

Quali indicazioni ha dato a Joaquìn Phoenix per interpretare Doc?
Paul Thomas Anderson: Non molte. Abbiamo guardato insieme tante cose su quegli anni, ma poi ho lasciato che facesse lui

Il film è ricco di personaggi e di attori più o meno famosi, come ha scelto i vari interpreti e perché?
Paul Thomas Anderson: In questo, come del resto in ogni altra cosa, mi ha dato una grossa mano il libro, che presenta una grande quantità di personaggi, tutti pieni di sfumature. Ci sono attori famosissimi, come Josh Brolin, Owen Wilson, Benicio Del Toro e Reese Witherspoon ma anche attori quasi sconosciuti come Katherine Waterstone che fa una parte importantissima. Lei l'avevo vista in un film molti anni fa e mi piacque subito tantissimo. E poi è stato decisivo il fatto che avesse una faccia ed un fisico molto anni '60 e '70, appena l'ho vista ho capito che doveva essere lei Shasta

In ogni suo lavoro è particolarmente evidente la sua mano, come fa a rendere tutto così evidentemente personale?
Paul Thomas Anderson: Bisogna sempre considerare che il prodotto che viene mandato in sala è figlio di un grande lavoro. Ci sono molte scene girate, scritte o recitate male, bisogna solo capire quali sono successivamente, quindi direi che il fattore fondamentale è proprio questo, riuscire a dare un taglio alle cose che decisamente non vanno e cercare di mantenere solo quelle veramente buone

Sta già pensando ad un nuovo film?
Paul Thomas Anderson: No, per ora ancora no, mi riposerò un po' fino a quando non mi verrà in mente un'idea

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