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Selma - La strada per la libertà











“Selma - La strada per la libertà“ si apre con l’ennesimo tentativo di una donna di colore di ottenere il nulla osta per votare. Tentativo che, come tutti i precedenti, viene immediatamente stroncato da uno zelante funzionario con un pretesto puerile e inconsistente. Questo perché in un’America degli anni sessanta in cui ad un uomo di colore era permesso, se non richiesto, sacrificare la propria vita in guerra per la patria, non era consentito però esprimere un voto politico, non era consentito scegliere coloro che tenevano saldamente in mano le redini del paese. E coloro che cercavano di protestare di fronte a questa palese ingiustizia, negli stati del sud come l’Alabama erano ancora in pericolo di vita.

A cercare di dare una scossa alla situazione tentava il Movimento per i diritti civili degli afro-americani che chiese il supporto di un uomo, vincitore del premio Nobel per la Pace nel 1964 e promotore di una protesta non violenta, un pastore che alla lotta per l’uguaglianza del suo popolo sacrificò la vita, Martin Luther King.
La pellicola diretta da Ava DuVernay racconta uno dei momenti cruciali della lotta di King per ottenere pari diritto di voto per la popolazione di colore, la marcia da Selma a Montgomery nello stato dell’Alabama. Una marcia il cui scopo principale era quello di convincere il Presidente Johnson a cambiare lo stato delle cose.
Una marcia che riuscì solamente al terzo tentativo. Infatti, la prima volta, nel marzo del 1965, le forze dell’ordine, supportate da bande di bianchi armate, interruppero la manifestazione caricando i manifestanti inermi; mentre la seconda volta a fermarsi fu proprio Luther King, che decise di non proseguire grazie ad un immenso acume politico e notevole lungimiranza. Una decisione che, comprensibilmente, non trovò tutti d’accordo, visto che per la prima volta, dopo i sanguinosi eventi del precedente tentativo andato in onda alla televisione nazionale, si unirono alla manifestazione molte persone di razza bianca. Ma proprio quando la polizia sembrava voler lasciare loro l’opportunità di oltrepassare finalmente quel maledetto ponte, la voce più potente per l’uguaglianza dei neri decise di fare un passo indietro. Infine, la terza volta la marcia si concluse e l’eco del successo obbligò il presidente ad emanare una legge sul diritto di voto in cui si dichiaravano uguali diritti di voto per i cittadini di colore.

In questa sua lotta Luther King aveva intorno numerosi e temibili nemici, tra cui il capo dell’FBI, Edgar Hoover. Nemici che non esitavano a minacciare la sua famiglia e a cercare continuamente prove per screditarlo agli occhi del mondo. Come non esitavano ad uccidere innocenti, come le bimbe all’inizio della pellicola o il giovane dimostrante ucciso a sangue freddo dalla polizia di fronte agli attoniti anziani genitori.
Una storia che andava raccontata con forza e coraggio, impresa riuscita a metà alla DuVernay che avrebbe potuto osare di più. Così come avrebbe potuto osare maggiormente nella sua interpretazione il protagonista, l’attore inglese David Oyelowo, già visto in “The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca” e “Interstallar”, autore in ogni caso di un’ottima prova per la quale ha ricevuto anche una candidatura ai recenti Golden Globes. A supportare il lavoro di Oyelowo un ottimo cast di contorno, che comprende Carmen Ejogo nei panni della moglie di King, Tom Wilkinson in quelli del Presidente Johnson, Giovanni Ribisi in quelli di Lee White, e un sempre convincente Tim Roth in quelli del Governatore George Wallace.
“Selma - La strada per la libertà“ è comunque un film di alto livello che racconta uno spaccato importante della storia americana e lo fa con una regia sapiente e precisa, che non cerca di far leva su sentimenti come la commozione, che pure c’è, verso le atrocità commesse, mai troppo invadente e che permette alla storia di scorrere facilmente per le oltre due ore di visione, senza mai annoiare lo spettatore, ma portandolo comunque a riflettere.

La frase:
"Io non voglio creare problemi, voglio registrarmi per votare".

a cura di Redazione FilmUP.com

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