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Come diventare grandi nonostante i genitori

La recensione del film a cura della Redazione di FilmUP.com

di Rosanna Donato10 novembre 2016Voto: 6.5
 

  • Foto dal film Come diventare grandi nonostante i genitori
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“Come diventare grandi nonostante i genitori” è la nuova commedia di Luca Lucini con protagonisti Margherita Buy, Giovanna Mezzogiorno e Matthew Modine. Nel cast anche Ninni Bruschetta, Paolo Calabresi, Roberto Citran, Paolo Pierobon, Federico Russo e molti altri. Sempre più spesso i genitori assumono comportamenti competitivi verso i professori dei propri figli: contestano voti e programmi, vaneggiano di simpatie, antipatie e complotti. Così, invece di aiutarli nella formazione dei loro ragazzi, diventano ostacoli insormontabili alla loro crescita. Presuntuosamente pensano: “Noi conosciamo meglio di chiunque altro i nostri figli e sappiamo quanto valgono e come e cosa gli si deve insegnare”. E' quello che accade anche ai ragazzi di “Come diventare grandi nonostante i genitori” quando, al liceo, arriva la nuova preside che decide di non aderire al concorso scolastico nazionale per gruppi musicali. Per i ragazzi, che hanno una passione sfrenata per la musica, è un colpo mortale e, anche quando i genitori corrono a protestare, la preside decide addirittura di raddoppiare il lavoro quotidiano dei ragazzi. Dopo i primi voti bassi, i genitori consigliano prudentemente ai ragazzi di sottostare alle decisioni della nuova preside. Tuttavia i ragazzi, con orgoglio, decidono di iscriversi al concorso musicale pur avendo contro scuola e genitori. La sfida pare impossibile e invece porterà i ragazzi a crescere in modo sorprendente tra ostacoli di ogni tipo da superare.

Non possiamo dire che il nuovo film di Luca Lucini, regista di “Tre metri sopra il cielo” e “L'uomo perfetto”, sia un capolavoro, ma certamente ha un suo perché. Innanzi tutto è giusto sottolineare che la pellicola è pervasa da un senso di leggerezza tale che anche le scene più drammatiche risultano molto godibili. Nonostante sia una commedia targata Disney, infatti, non mancano momenti toccanti, particolarmente empatici e riflessivi. Fin dall’inizio si intuisce che il film è rivolto a bambini e ragazzi, ma può dare qualche buono spunto ai genitori sull’educazione dei propri figli e su cosa sia giusto fare o non fare. Se l’impatto con le prime scene può non essere dei migliori in quanto vengono presentate le diverse famiglie coinvolte senza avere una visione d’insieme, non lasciatevi condizionare. La pellicola, infatti, vuole mostrare situazioni familiari molto differenti tra loro: c’è chi è troppo permissivo per paura di far soffrire la figlia, c’è chi sembra non accettare la passione del figlio, c’è chi lo appoggia in tutto quello che vuole fare e chi è disposto a guardare nel suo tablet per capire cosa gli passa per la testa. Non abbiate timore, le vite dei protagonisti si incroceranno poco dopo per dare vita ad una band e vincere un concorso.

Tra piccoli sorrisi e grandi emozioni, il film riesce ad intrattenere il pubblico per tutta la sua durata (poco più di un’ora e mezza), suscitando anche qualche sana risatina, sorrisi, un po’ di gioia e un pizzico di tristezza. Ovviamente non mancano i lati negativi, che però non incidono particolarmente sul risultato. Per prima cosa è evidente, vista anche la trama, che il soggetto sia un po’ banale, poco stimolante per un pubblico adulto e molto prevedibile, soprattutto nel finale. Eppure, non annoia e si lascia seguire senza alcun problema. Sono presenti, inoltre, dei piccoli ma importanti colpi di scena che vi sorprenderanno. Proprio per questo motivo vi consigliamo di guardarlo attentamente, in modo da cogliere i dettagli e capire in anticipo cosa emergerà verso la fine della loro avventura musicale. Una cosa è sicura: se all’inizio non riuscirete a comprendere il senso dell’esistenza di un determinato personaggio, non preoccupatevi. Tutto prenderà forma man mano che la pellicola andrà avanti nella narrazione.

Ad essere sinceri, inoltre, l’interpretazione dei ragazzi coinvolti (stiamo parlando dei membri della band Alex&Co) non è stata eclatante e forse ci aspettavamo di meglio, dato che molti - se non tutti - hanno già lavorato in televisione. Le performance degli attori più navigati, invece, sono risultate più convincenti di quanto ci si potesse immaginare di vedere in un progetto destinato ai giovanissimi. Una menzione speciale va senza dubbio a Margherita Buy e Giovanna Mezzogiorno per la naturalezza che hanno dimostrato nel vestire i loro relativi panni. Tra i temi più interessanti segnaliamo il dolore dovuto ad una perdita importante e quanto esso possa limitarci in tutti gli ambiti della nostra vita, ma anche il valore dell’amicizia (i protagonisti sono pronti a farsi bocciare per di creare una band e sostenersi l’un l’altro) e il coraggio di lottare per raggiungere il proprio sogno, senza mai arrendersi.


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