Benvenuto Mr. President
Il primo lungometraggio di Pjer Zalica sembra non essere un ennesimo film sulla guerra, sulle sue atrocità e sui drammi che inevitabilmente colpiscono le popolazioni coinvolte.
O, quantomeno, non solo questo.
"Benvenuto Mr. President" narra gli eventi che si dipanano nel giro di una settimana in una cittadina della Bosnia, Tesanj, in fermento per la notizia dell'imminente visita del presidente Clinton, pronto a diventare cittadino onorario del piccolo comune. Ma anche se sono passati due anni dalla fine della guerra, la realtà post-bellica non è certo confortante: intolleranza etnica, crimine, prostituzione e corruzione sono all'ordine del giorno in tutto il Paese e, per guadagnarsi l'onore di ricevere niente di meno che il presidente americano, alla comunità di Tesanj non resta altro che eliminare - almeno in apparenza - tutto il marcio che c'è e costruire una democrazia in soli sette giorni.
Essendo il background della storia la frenetica corsa contro il tempo di una intera cittadina, il film non poteva essere che un racconto corale, e da quindi spazio un po' a tutti: da una famiglia sull'orlo dello sfaldamento al sindaco senza scrupoli, passando per i corrotti rappresentanti delle istituzioni, il super-boss del territorio (che assomiglia vagamente al cantante Pelù...!) e i 'nemici serbi' al di là del confine - tutti personaggi marcati da colori vivaci e definiti, leggermente ma volutamente stereotipati.
Con un singolare tocco di ironia ed uno stile che armonizza perfettamente commedia e dramma, il 39enne Zalica (che ha alle spalle un passato di documentari e cortometraggi sulla guerra di Sarajevo) è riuscito a realizzare un gioiellino della cinematografia bosniaca.
"Mi ero stufato di fare film sull'orrore che mi circondava, sulle uccisioni, il sangue e le interminabili e futili discussioni", dice il regista. "desideravo fare film sulla pace... ma ho scoperto che la pace può essere peggiore della guerra".
È stata quindi la consapevolezza che l'unico modo per riprendersi da una esperienza atroce come un grave conflitto è il 'coraggio di ridere' ad ispirare Zalica nella lavorazione di "Benvenuto Mr. President": l'ingrediente segreto, infatti, sembra essere proprio l'ottimismo tragicomico con cui il regista tratta le vicende e i personaggi della pellicola. Tutta l'amarezza e la disarmante realtà del dopoguerra bosniaco arrivano allo spettatore attraverso un canale anomalo, quello del sorriso, che aiuta non solo narratologicamente a sviluppare il film ma rende anche più facile la comprensione di stati d'animo e situazioni dolorose a noi (per fortuna) piuttosto lontane.
Pardo d'argento al Festival di Locarno, il lavoro di Zalica vanta un cast professionale e promettente - su tutti, Bogdan Diklic (Zaim) e Sasa Petrovic (Husnija), entrambi già visti nel 2001 in "No man's land" - e momenti di interesse anche culturale, come le gustose feste folkloristiche che sono rappresentate in due o tre passaggi del film.

Laura Spina

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