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DISCORSI |
Horror
 Reg.: 18 Nov 2002 Messaggi: 1032 Da: Italia (AG)
| Inviato: 20-04-2003 21:01 |
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sono un patito di filosofia e mi piace molto scrivere argomenti filosofici e pensieri inventati solo da me;ve ne propongo uno non troppo lungo sennò...!!!!!!!!!!!
TESI:NON SI PUò AVER PAURA DEL BUIO
Il buio rappresenta l'ignoto,se ci fate caso,cioè ciò di cui non sappiamo nulla;ma come si può aver paura di ciò di cui non si sa nulla?per averne dobbiamo prima conoscere e poi porre un giudizio...
...è assurdo aver paura di un qualcosa che non si conosce ancora perchè non si sa prima se quel qualcosa sia brutto o bello per noi.
COME vi sembra?
_________________ NULLA é DIFFICILE PER CHI AMA
Cicerone |
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Deeproad
 Reg.: 08 Lug 2002 Messaggi: 25368 Da: Capocity (CA)
| Inviato: 20-04-2003 21:32 |
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Namika
 Reg.: 17 Apr 2003 Messaggi: 166 Da: Brescia (BS)
| Inviato: 20-04-2003 23:41 |
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L'uomo ha paura della maggior parte delle cose che non conosce, tuttavia questa paura si può trasformare con il tempo in una sorta di curiosità verso ciò che ci circonda.
E' vero che razionalmente non bisognerebbe aver paura di ciò che non si conosce, ma molte persone, in questo particolare caso, non badano ad essere razionali.
Quante volte, nel buio, un semplice rumore che alla luce del giorno non noteremmo nemmeno, ci spaventa, o, almeno, ci fa tendere l'orecchio?
In ciò che non è visibile ai nostri occhi, dopotutto, potrebbe nascondersi ogni cosa... |
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TINTOBRASS
 Reg.: 25 Giu 2002 Messaggi: 5081 Da: Roma (RM)
| Inviato: 21-04-2003 00:37 |
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Solitamente non si ha paura del buio, bensì di qualcuno che, proprio al buio, può agire indisturbato intorno a noi. Quando un rumore sospetto ci fa sobbalzare? Quando siamo al buio!
_________________ "La giovinezza è una conquista dello spirito che si raggiunge solo ad una certa età" (Proust)
Il sito della mia personalissima rivoluzione: http://www.vueling.com |
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MikesAngel ex "MissRigth"
 Reg.: 09 Gen 2002 Messaggi: 7725 Da: Firenze (FI)
| Inviato: 21-04-2003 02:12 |
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Guai a non aver paura senza paura non saremmo vivi ne tantomeno uomini
_________________ "... ' fanculo a quelli che credono di capire un film, quando invece si fermano solo ad alcuni aspetti tecnici, credendo di essere dei grandi cineasti..." |
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DemonSeth ex "Phibes"
 Reg.: 27 Feb 2002 Messaggi: 2048 Da: Catania (CT)
| Inviato: 22-04-2003 10:42 |
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La paura è un'emozione...trattare razionalmente le emozioni può essere un grave errore...Horror, credo che il tuo più che un sillogismo sia un entimema. Dunque di valore più che labile.
Il "visionario" di Providence diceva:
"L'emozione più vecchia e più forte del genere umano è la paura, e la paura più vecchia e più forte è la paura dell'ignoto"
_________________ "Capable du meilleur comme du pire, mais pour le pire je suis le meilleur" |
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seanma
 Reg.: 07 Nov 2001 Messaggi: 8105 Da: jjjjjjjj (MI)
| Inviato: 22-04-2003 13:24 |
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"Si ha paura delle cosse che non si riescono a capire"
John Merrick
_________________ sono un bugiardo e un ipocrita |
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gmgregori
 Reg.: 31 Dic 2002 Messaggi: 4790 Da: Milano (MI)
| Inviato: 22-04-2003 13:34 |
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semoplice e coerente!
_________________ la bruttura del vuoto è tanto profonda fin quando, cadendo, non ti accorgi di poterti ripigliare. I ganci fanno male, portano ferite, ma correre e faticare per poi giorie è un obbiettivo per cui vale la pena soffrire.
_________________ |
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DrCalamaro
 Reg.: 14 Giu 2002 Messaggi: 2077 Da: ge (GE)
| Inviato: 22-04-2003 16:06 |
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Una scoreggia la buio fa sempre il suo porco effetto |
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TINTOBRASS
 Reg.: 25 Giu 2002 Messaggi: 5081 Da: Roma (RM)
| Inviato: 22-04-2003 17:17 |
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quote: In data 2003-04-22 16:06, DrCalamaro scrive:
Una scoreggia la buio fa sempre il suo porco effetto
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_________________ "La giovinezza è una conquista dello spirito che si raggiunge solo ad una certa età" (Proust)
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Deeproad
 Reg.: 08 Lug 2002 Messaggi: 25368 Da: Capocity (CA)
| Inviato: 22-04-2003 17:26 |
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Namika
 Reg.: 17 Apr 2003 Messaggi: 166 Da: Brescia (BS)
| Inviato: 22-04-2003 19:18 |
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quote: In data 2003-04-22 17:26, Deeproad scrive:
quote: In data 2003-04-22 10:42, DemonSeth scrive:
Il "visionario" di Providence diceva:
"L'emozione più vecchia e più forte del genere umano è la paura, e la paura più vecchia e più forte è la paura dell'ignoto"
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Io ho più paura dei ragni. Quello si, è un terrore irrazionale...
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Idem........... |
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gatsby
 Reg.: 21 Nov 2002 Messaggi: 15032 Da: Roma (RM)
| Inviato: 22-04-2003 23:24 |
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Ecco un mio testo:
Titolo:
Perchè?
Sotto la dinastia dei Tolomei, Alessandria divenne il più importante e attivo centro intellettuale del mondo antico. I sovrani attirarono nel Museo della città filosofi e artisti, storici, scienziati, poeti provenienti da luoghi lontani appartenenti a culture diverse. Alla realizzazione di quest’opera così grandiosa aveva contribuito, oltre ad un’insaziabile sete culturale anche la convinzione della classe dominante greco - macedone che lo studio e la comprensione delle civiltà straniere avrebbero contribuito a rafforzare l’esercizio del potere sui nuovi sudditi.
Demetrio fu il plenipotenziario della Biblioteca durante il regno di Tolomeo. Ogni tanto il re passava in rassegna i rotoli, come manipoli di soldati. “Quanti rotoli abbiamo?”chiedeva. E Demetrio lo aggiornava sulle cifre. Si erano proposti un obiettivo, avevano fatto dei calcoli. Avevano stabilito che, per raccogliere ad Alessandria “i libri di tutti i popoli della Terra” fossero necessari in tutto cinquecentomila rotoli. Dopo circa un ventennio la cifra, grazie all’incessante impegno di Demetrio, fu raggiunta. La città ed i sudditi del re festeggiarono l’evento con un delle più grandi celebrazioni mai fatte nell’antica Grecia. Adesso, grazie alle nozioni apprendibili dalle opere raccolte nella Biblioteca, avrebbero avuto la possibilità di governare su tutti i popoli esistenti sulla Terra. Tolomeo, ormai vecchio, sapeva che questa non era la verità. In uno dei suoi tanti viaggi di guerra gli era capitato di conoscere un popolo non descritto in nessuno dei rotoli da lui posseduti, e quindi non controllabile. “Sicuramente sarà un popolo di primitivi analfabeti” pensò. E subito gli si ripresentarono in mente le immagini di quel giorno in cui, per caso, di ritorno da un’avventura amorosa, sbagliò la strada del ritorno all’accampamento ritrovandosi, solitario, nel bosco. Udendo grida e risate, si era avvicinato a quello che sembrava un piccolo accampamento e, nascosto dietro un cespuglio aveva osservato quella dozzina di giovani ragazzi e ragazze schierati uno di fronte all’altro, divisi da una sottilissima rete, che si lanciavano una palla. Pregustando un combattimento bizzarro, era rimasto a guardare l’evolversi dell’incontro, rimanendo inizialmente deluso dalla mancanza di sangue e di contatto fisico che lui riteneva indispensabile in un combattimento. Quei giovani invece, per tutta la durata della sua permanenza, non fecero altro che tirare la palla da una parte all’altra della rete senza farsi del male e senza alcuno spunto che potesse dare l’impressione che una delle due formazioni potesse prevalere sull’altra sottomettendola. All’epoca Tolomeo aveva pensato di lasciare stare quel gruppo così stravagante di persone, e difatti una volta ritornato all’accampamento non ne aveva parlato con alcuno. Ma adesso che realizzava la più imponente raccolta di testi di tutti i tempi, da cui sarebbe dovuta conseguire la conquista del mondo, il fatto di non potere avere nessuna prova scritta e nessuna informazione su quella popolazione lo impauriva terribilmente. Già all’epoca forse aveva avuto paura. Non c’è cosa così paurosa come ciò che non si conosce o che non si capisce. E lui, quel giorno, i comportamenti di “quella gente” non li aveva capiti. E neanche il giorno dopo. E neanche il giorno dopo ancora. Tante erano state le notti insonni, successive all’ incontro, il cui soggetto era stata l’analisi di quei comportamenti che non trovarono soluzione se non nella dimenticanza. Adesso alle soglie dei sessant’anni si ritrovava a combattere con gli spettri d’un passato ormai lontano, ma mai così importante per il futuro. Certo, adesso aveva tutte le informazioni necessarie per conquistare “quasi tutto” e “quasi tutti”. Ma coma fare per conquistare “tutto” e “tutti”? Cosa avrebbe dovuto fare per prevalere su quel popolo così strano che aveva incontrato quel giorno e che tuttora, a distanza di quarant’anni, non riusciva a capire. “Ciò che non si capisce non si può sottomettere” aveva imparato da Platone. E fu per questo motivo che quel giorno decise di bruciare ciò per cui aveva lavorato tutta la vita. Anche se avesse vinto tutte le battaglie che si accingeva ad affrontare per la conquista del mondo, come avrebbe potuto proclamarsi “Dominatore di tutti i popoli ”, se non aveva la possibilità di prevalere su quel misterioso popolo?. E fu così che Tolomeo buttò via le chiavi cartacee che gli avrebbero aperto le porte della leggenda, mandandole in fumo.
_________________ Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è |
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mulaky
 Reg.: 09 Lug 2002 Messaggi: 32104 Da: Catania (CT)
| Inviato: 22-04-2003 23:28 |
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ottimo discorso horror!!
io non ho paura del buio!!
ho paura solo di una persona...
_________________ What you fear in the night in the day comes to call anyway
Well darling if the shit came out then, I suppose that the shit went in
(A.D.) |
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Deeproad
 Reg.: 08 Lug 2002 Messaggi: 25368 Da: Capocity (CA)
| Inviato: 23-04-2003 01:21 |
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