gmgregori
 Reg.: 31 Dic 2002 Messaggi: 4790 Da: Milano (MI)
| Inviato: 08-02-2003 15:14 |
|
Ogni teoria che sta alla base di un buon funzionamento di comunità delinea dei limiti, precisi perché tutto funzioni in maniera adeguata. Gli individui, gli attori sociali stabiliscono delle regole di buon senso, delle vere e proprie credenze che in qualche modo devono essere seguite e l’individuo all’interno di una comunità, con tutti i suoi problemi deve in qualche modo contribuire.
Ti sei alzato?, sei pronto? Ora vai che è tardi, trovati una buona situazione economica, fai famiglia, insomma vivi normalmente.
Il problema sta in chi non contribuisce, come il nostro protagonista, attore di una vita al limite tra la sua realtà e quella comunemente percepita che, suo malgrado o a suo favore connotava la di lui esistenza.
Girando per Milano, Giorgio osservava attentamente le persone per scannerizzarle. Gli pareva divertente e lo era.
Milano, grande città ormai internazionale ha la sua facciata, le sue persone, la sua forza lavoro. Un po’ come un primo piatto di una pizzeria. Funziona, ma i condimenti sono vaghi. Gli odori ci sono ma non troppo, tutto mantenuto normale, senza superare i suoi limiti. Ma quello che pensava Giorgio è che le piccole parti di una città, le sue zone, le sue persone siano particolarmente piccanti, piene di condimenti nascosti che in apparenza non si vedono ma se si va alla base degli ingredienti si intuisce un immenso mare da esplorare a volte anche abbastanza facile da categorizzare a volte no.
_________________ la bruttura del vuoto è tanto profonda fin quando, cadendo, non ti accorgi di poterti ripigliare. I ganci fanno male, portano ferite, ma correre e faticare per poi giorie è un obbiettivo per cui vale la pena soffrire.
_________________ |
|