roccomedia
 Reg.: 15 Lug 2005 Messaggi: 3829 Da: Bergamo (BG)
| Inviato: 04-09-2006 15:23 |
|
E se ne andato anche l'ultimo mito del tennis mondiale: il "Punk di Las Vegas", a 36 primavere, nella "sua" Flushing Meadows (dove partecipava per la 21esima volta!), ha chiuso una straordinaria carriera, sconfitto in 4 set al terzo turno dallo sconosciuto Benjamin Becker. Una straordinaria ovazione, in passato tributata solo a Connors e a McEnroe, ha accompagnato il commiato di Agassi in lacrime.
Arrivato giovanissimo al grande tennis grazie al suo primo maestro Nick Bollettieri, nel 1988, a soli diciotto anni chiude già l'anno al terzo posto della classifica mondiale (grazie alle semifinali raggiunte a Parigi e Flushing Meadows).
Dal look ribelle e stravagante, è l'uomo-immagine del tennis sul finire degli anni 80': chioma fluente e ossigenata, orecchie tempestate di orecchini, calzoncini di jeans fino a completini sempre più sgargianti e colorati.
Anche sul piano del gioco Agassi è un giocatore atipico, che coniuga il tennis da fondo campo degli "arrotini" alla Borg con una straordinaria capacità di anticipare i colpi giocando dentro il campo (Rino Tommasi dirà di lui "usa il campo da tennis come fosse un tavolo da ping-pong"), dando vita alla generazione dei cosiddetti "attaccanti da fondo campo".
Considerato ad inizio carriera un "esotico" perdente, che fallisce puntualmente ad ogni grande appuntamento (la finale di Roma 89' con Mancini; le due finali di Parigi 90-91 con Gomez e Courier), il grande riscatto arriva nel torneo che meno gli era congeniale.
Con Wimbledon Andrè ha sempre avuto un rapporto di amore e odio: ci va una prima volta nel 1987, umiliato dal grandissimo Henry Leconte che gli lascia solo due games in tre set. Poi per anni lo boicotta, arriva a dire che "l'erba è buona per pascere le pecore e non per giocare a tennis". Ci torna nel 1991, tutto di bianco vestito, ed arriva ad un dignitoso quarto di finale. L'anno dopo compie un miracolo, aggiudicandosi il torneo prendendo letteralmente a pallate due "mostri sacri" come Becker e McEnroe, e superando Ivanisevic in finale. E' una straordinaria impresa, più grande di quella di Borg, perchè Andrè riesce a vincere a Wimbledon continuando a giocare da fondo campo.
Agassi è finalmente pronto ad arrivare in vetta alla classifica mondiale, impresa coronata nel 1994, dopo la vittoria agli U.S. Open contro Stich, bissata dal successo in Australia a Gennaio 1995 e dalla vittoria Olimpica ad Atlanta nel 1996.
La relazione con Brooke Shields va a coronare il suo momento d'oro e l'inizio del declino che lo porta nel 1997 al numero 141 della classifica ATP. La burrascosa fine del matrimonio con la Shields e l'incontro con la collega campionessa Steffi Graf, ne rappresentano la rinascita: nel 1999 Andrè vince a sorpresa Parigi (spettacolare la rimonta nella finale con Medvedev), bissando poi a Flushing Meadows e a Melbourne (2000, 2001, 2003), ritrovando alla soglia dei trent'anni il primo posto nella classifica mondiale.
Vincitore di 8 prove del Grande Slam (4 volte in Australia, 2 U.S. Open, una Parigi e Wimbledon), quinto giocatore (con Budge, Emerson, Laver, e Perry) a vincerle tutte e quattro ed unico a vincerle su superfici diverse. E' stato per ben 101 settimane il Numero Uno della classifica mondiale.
Ciao Andrè |
|