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Mereghetti contro tutti |
riddick
 Reg.: 14 Giu 2003 Messaggi: 3018 Da: san giorgio in bosco (PD)
| Inviato: 30-06-2005 09:48 |
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| il mereghetti mi fa venire voglia di prenderlo a calcioni nel sedere |
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oldboy83
 Reg.: 06 Gen 2005 Messaggi: 4398 Da: Mogliano (MC)
| Inviato: 04-07-2005 14:32 |
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E naturalmente le critiche si sono fatte sentire.
Nel numero di Ciak di giugno, Mereghetti risponde alle lettere di Ezio Alberione di Duellanti e Andrea Bruni di Nocturno.
Lettera di Andrea Bruni di Nocturno:
“Caro Mereghetti,
Mi permetto di intervenire in riferimento al suo ultimo articolo per dire la mia sullo stato della “critica”, visto che, ahimè, appartengo pure io alla categoria dei “recensori”, essendo redattore della rivista Nocturno.
Penso che lei abbia, di massima, centrato il segno, sia giunto senza troppi salti pindarici al cuore palpitante della questione. Direi che potremmo suddividere l’attuale panorama critico nelle seguenti categorie:
1) Quotidianisti: gli “arbiter” del gusto. Non va dimenticato che il lettore medio (che poi è anche Spettatore) non si legge di certo Filmcritica: no, egli legge la Repubblica, il Corriere, la Stampa etc… Ecco quindi che il quotidianista ha una grandissima responsabilità sull’impatto di una pellicola. Purtroppo, tale ruolo è (troppo) spesso occupato da aureolate penne del bel tempo che fu, sempre più simili al Divin Marchese negli anni di Chareton… Annoiati, disillusi, ripiegati su se stessi.
2) Le riviste da edicola: a parte Ciak, Film Tv e (Nocturno!) il panorama non mi pare dei più rosei: anche perché spesso le riviste pensate per la grande distribuzione sembrano più cataloghi pubblicitari o frettolosi pieghevoli per il dvd del mese…
3) Le riviste di cinema su Internet: no comment. Ricordo ancora un feroce attacco, su di una celebre pubblicazione on line, all’opera di Federico Fellini che mi causò un travaso di bile.
4) Le riviste specializzate: e qui sposo alla lettera le sue parole.
Vede, io credo che il problema non sia fra coloro che nell’oggi svolgono l’ingrato compito del “critico”: temo che il problema sia insito nella “critica” stessa. Che è per sua natura una pratica sterile, arida, pronta a spalancar le cosce a Narciso, se non quando a Onan… A meno che non sia inserita in un preciso “momento” storico – artistico. Ma oggi? Che panorama abbiamo dinanzi a noi? Dove sono i Bazin del Nuovo Millennio? Il dibattito culturale è morto da un pezzo, ne consegue che anche il “critico” ha terminato il proprio mandato ed ha scoperto lo specchio della Regina Grimilde…
Mi piacerebbe che codesta mia piccola, innocua, “provocazione” scaturisse un minimo di dibattito sulle pagine di Ciak. Farebbe bene a tutti noi che abbiamo il compito di stimolare, incuriosire, illuminare lo Sguardo del pubblico che ancora “vive” il culto della Sala Cinematografica.
Grazie per l’attenzione.
Andrea Bruni.”
_________________ Una sola cosa è certa: da questa vita non ne usciremo vivi. |
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oldboy83
 Reg.: 06 Gen 2005 Messaggi: 4398 Da: Mogliano (MC)
| Inviato: 04-07-2005 14:33 |
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Lettera di Ezio Alberione di Duellanti
“Caro Paolo,
Non ti nascondo il dispiacere che ho provato nel leggere su Ciak la tua opinione sulle altre (piccole) riviste di cinema. E mi chiedo perché una corazzata senta il bisogno di attaccare delle barchette…
Chiaramente mi dispiace soprattutto per Duellanti, tenendo conto del considerevole sforzo economico (abbiamo fondato una cooperativa per poter fare il giornale senza condizionamenti) e della fatica impiegata ogni mese per riuscire a realizzare il giornale.
Ti mando il numero di maggio che è appena uscito, così potrai verificare con i tuoi occhi (per l’ennesima volta?) quanto sfioriamo l’autismo e fino a che punto rischiamo nel regredire nel narcisismo.
Non sai quanto ti stimo, ma per una volta permettimi di non dirti grazie.
Ciao
Ezio Alberione”
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oldboy83
 Reg.: 06 Gen 2005 Messaggi: 4398 Da: Mogliano (MC)
| Inviato: 04-07-2005 14:33 |
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Risposta di Mereghetti:
“Se la critica sta poco bene, passiamo alla storia
Molte le reazioni polemiche alla precedente rubrica. Eccone due, di Ezio Alberione (Duellanti) e di Andrea Bruni (Nocturno). Alle quali Merghetti risponde con una proposta paradossale: occupiamoci del cinema di ieri.
Il mio ultimo intervento su queste pagine, dedicato alla critica “a un punto critico” […] ha suscitato qualche reazione. A favore e contro, come testimoniano due delle tante lettere arrivate in redazione o a me personalmente e che qui pubblichiamo.
Devo discolparmi? Fare autocritica? A Ezio Alberione, direttore responsabile di Duellanti, vorrei ribadire la mia amicizia e la mia stima e rassicurarlo che dietro il mio articolo non c’è nessuna dichiarazione di guerra da parte di nessuna corazzata.
Ma ho riletto quello che avevo scritto e non mi sembra di avere molte cose di cui pentirmi. Riassumo la polemica in due righe: mi sembra che la critica militante, oggi in Italia, rischi di privilegiare l’egocentrismo dello scrivente a discapito dell’analisi del film, finendo per considerare il recensore più importante dell’oggetto delle sue stesse analisi. Forse non avrei mai dovuto fare i nomi delle riviste, ma il senso di quell’intervento mi sembra valido e sensato anche oggi.
Andrea Bruni di Nocturno allarga il discorso, partendo dalle responsabilità che l’industria culturale ha finito per dare ai recensori dei quotidiani, giustamente definiti “arbiter del gusto”. Senza però che sentano su di loro la responsabilità di una tale carica, vorrei aggiungere.
Perché anche questo è un argomento che il “dibattito sulla critica” dovrebbe tener presente e che nel mio articolo sfioravo soltanto grazie alla citazione di Bertrand Tavernier. Quando sostengo che non mi piace la critica autoreferenziale, mi riferisco soprattutto all’effetto devastante che può avere sul lettore, cancellando sistemi di riferimento e parametri critici per dare libero sfogo solo alla propria creatività lessicale, in una notte nera dove tutti i film finiscono per essere dello stesso colore. In questo modo si finisce per umiliare tutta la vera pratica critica e giustificare il più sfrenato soggettivismo. Per questo non sono d’accordo con il finale della lettera di Bruni, dove definisce la critica “per sua natura una pratica sterile, arida, pronta a spalancar le cosce a Narciso, se non quando a Onan”. Ci sono fior di critici, e non solo in campo cinematografico, per fortuna, che hanno dimostrato nei fatti che la critica non è così. Che non deve essere così. Potrei fare il nome di Edmund Wilson, di Gianfranco Contini, di Ernst Gombrich, di Lester Banks, di Ezio Ungari, di Serge Daney, di Jonathan Rosembaum, che in vari campi, dalla letteratura all’arte, dalla musica al cinema non si sono lasciati andare a Narciso o Onan. È su di loro che cerco di misurare il valore di una critica, le ambizioni di un testo, il senso di una pratica culturale, non certo su coloro che non sono nemmeno capaci di rispettare le più elementari regole della grammatica italiana.
Bruni richiede ancora dove sono gli Andrè Bazin del Nuovo Millennio e soprattutto che panorama abbiamo di fronte oggi, quando “il dibattito culturale è morto da un pezzo”. Certo, un nuovo Bazin non mi sembra che si stagli all’orizzonte, ma mi sembra che i suoi scritti abbiano ancora molto da insegnarci senza doverne aspettare dei nuovi. Piuttosto penso che nonostante la povertà del dibattito culturale oggi, specie in Italia, i compiti di una vera critica siano ancora molti. Da una parte varrebbe la pena di smontare un po’ quelle macchine per far soldi messe in pista da Hollywood (e dai suoi imitatori) per ragionare su quanto sia frutto di creatività e quanto di marketing: troppe volte mi sembra che anche le peggiori produzioni seriali siano scambiate per straordinarie opere del genio autoriale. E troppe volte mi sembra che la cosiddetta teoria degli autori stia facendo più danni che bene se messa in mano a critici che non hanno nessun altro metro di riferimento critico.
Ecco, ripensare la metodologia dell’analisi critica, aggiornando strumenti superati dai tempi (come il concetto di cinofilia, o di festival) potrebbe essere un buon esercizio di pratica critica. Dall’altra, forse, varrebbe la pena di mettere in discussione la perduta centralità del cinema rispetto a quello che è diventato il panorama audiovisivo mondiale. E cercare di trarne delle indicazioni metodologiche sul proprio lavoro. Forse la storia (critica) del cinema ha più senso della pura critica, se non altro per ritrovare dei metri di paragone utili a non confondere troppo i valori in gioco. Visto che la diffusione sempre maggiore dei dvd permette anche alle ultimissime generazioni di scoprire un cinema di cui forse non immaginano neppure l’esistenza.”
_________________ Una sola cosa è certa: da questa vita non ne usciremo vivi. |
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oldboy83
 Reg.: 06 Gen 2005 Messaggi: 4398 Da: Mogliano (MC)
| Inviato: 04-07-2005 14:33 |
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Editoriale di Gianni Canova su Duellanti di giugno
“Dedicato a chi non prevede la traiettoria del boomerang
<<Noi non amiamo le rappresentazioni obiettive
Ne l’idea di lasciare allo spettatore la possibilità di concludere.>>
(da Where the Truth Lies di Aton Egoyan)
Nell’ultimo numero di Ciak, celebrando il ventennale della rivista di cinema edita dalla casa editrice di proprietà di Silvio Berlusconi, Paolo Mereghetti dichiara una personale “guerra preventiva” contro tutte le riviste ci cinema italiana – da SegnoCinema a Cineforum, da Filmcritica a duellanti – accusandole l’una per l’altra di narcisismo, velleitarismo e autoreferenzialità.
Fatti suoi. Libero il Mereghetti di sparare cannonate su riviste che evidentemente ha smesso da tempo di leggere, e di celebrare peana cortigiani in lode di chi lo paga per scrivere quello che ha scritto.
Noi però ci sentiamo in obbligo di ringraziarlo.
Sinceramente.
Il suo attacco rancoroso e immotivato contro piccoli giornali che non posseggono la potenza mediatica e finanziaria delle testate di proprietà del Presidente del Consiglio ha incuriosito non pochi lettori di Ciak, che di queste riviste non avevano mai sentito parlare. Sono andati in edicola a cercarle e le hanno comprate. Noi di duellanti, per esempio, non abbiamo mai venduto così tanto.
E siamo inondati di mail di nuovi lettori che ci dicono che ora che ci hanno conosciuto non compreranno più Ciak.
Come dire: anche nell’ambito della “critica cinematografica” la “guerra preventiva” è un’arma a doppio taglio: non è detto che a vincerla siano coloro che l’hanno scatenata.
Un grazie di cuore, dunque, a Paolo Mereghetti e a Ciak per la pubblicità boomerang che ci hanno regalato: ancora un paio di attacchi così e i nostri problemi di bilancio saranno in gran parte risolti.
Gianni Canova”
_________________ Una sola cosa è certa: da questa vita non ne usciremo vivi. |
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royearle ex "meskal"
 Reg.: 06 Mag 2005 Messaggi: 6294 Da: napoli (NA)
| Inviato: 04-07-2005 14:52 |
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| Be', innanzitutto grazie di cuore a oldboy per averci aggiornato su un dibattito comunque interessante. Che dire, a giudicare dall'articolo di Canova questa polemica ha sortito alla fine effetti positivi sulla salute delle riviste se non altro. Comunque le critiche di Mereghetti erano un po' generiche,le riviste di cinema non sono tutte uguali, filmcritica è molto rigorosa e lontana dal suo ritratto, di Duellanti che è quella che più spesso è caduta in certi errori, ho l'inpressione che ci sia di recente uno sforzo ad adottare un metodo più lineare e un linguaggio più sensato e comprensibile. |
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eastwood

 Reg.: 18 Lug 2005 Messaggi: 72 Da: Salerno (SA)
| Inviato: 21-07-2005 23:39 |
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di solito non leggo le critiche degli altri,infischiandomene cosa ne pensano del cinema. Non fa eccezione il Mereghetti che dell'avversione su Leone e su Tarantino fa il suo cavallo di battaglia. Criticare un regista perchè non ti piace il genere è lucida follia. Non voglio addentrarmi nei particolari,perchè quando attacco a parlare si fa notte ma dico solo una cosa : se il Mereghetti si pone ancora la domanda del perchè Tarantino è stato tanto innovativo,lo invito di nuovo a contattarmi che glielo spiego io, come ho fatto per bene 2 volte al corriere della sera senza avere, OVVIAMENTE, alcun tipo di risposta
_________________ Coraggio....fatti ammazzare |
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sandrix81
 Reg.: 20 Feb 2004 Messaggi: 29115 Da: San Giovanni Teatino (CH)
| Inviato: 22-07-2005 02:56 |
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quote: In data 2005-07-21 23:39, eastwood scrive:
se il Mereghetti si pone ancora la domanda del perchè Tarantino è stato tanto innovativo,lo invito di nuovo a contattarmi che glielo spiego io, come ho fatto per bene 2 volte al corriere della sera senza avere, OVVIAMENTE, alcun tipo di risposta
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comincia con lo spiegarlo a noi, che ci interessa. vedrai che le risposte arriveranno sontuose .
_________________
"Non vorrei mai appartenere ad un club che accettasse tra i suoi soci uno come me." (Groucho Marx)
"Ci vuole tutta la vita per vivere.O anche: ci si mette tutta la vita per imparare a vivere.Si può dire in tutt'e due i modi." (Tiziano Sclavi)
[ Questo messaggio è stato modificato da: sandrix81 il 22-07-2005 alle 03:42 ] |
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malebolgia
 Reg.: 15 Gen 2003 Messaggi: 2665 Da: matelica (MC)
| Inviato: 22-07-2005 03:10 |
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sarei curioso pure io.
su tarantino l'innovatore, intendo.
_________________ ... e per un istante ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità |
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royearle ex "meskal"
 Reg.: 06 Mag 2005 Messaggi: 6294 Da: napoli (NA)
| Inviato: 22-07-2005 03:20 |
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quote: In data 2005-07-22 03:10, malebolgia scrive:
sarei curioso pure io.
su tarantino l'innovatore, intendo.
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Su quello, ha tutto il mio appoggio. |
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NancyKid ex "CarbonKid"
 Reg.: 04 Feb 2003 Messaggi: 6860 Da: PR (PR)
| Inviato: 22-07-2005 04:36 |
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quote: In data 2005-07-22 02:56, sandrix81 scrive:
quote: In data 2005-07-21 23:39, eastwood scrive:
se il Mereghetti si pone ancora la domanda del perchè Tarantino è stato tanto innovativo,lo invito di nuovo a contattarmi che glielo spiego io, come ho fatto per bene 2 volte al corriere della sera senza avere, OVVIAMENTE, alcun tipo di risposta
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comincia con lo spiegarlo a noi, che ci interessa. vedrai che le risposte arriveranno sontuose .
_________________
"Non vorrei mai appartenere ad un club che accettasse tra i suoi soci uno come me." (Groucho Marx)
"Ci vuole tutta la vita per vivere.O anche: ci si mette tutta la vita per imparare a vivere.Si può dire in tutt'e due i modi." (Tiziano Sclavi)
[ Questo messaggio è stato modificato da: sandrix81 il 22-07-2005 alle 03:42 ]
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ecco si, muoio dalla voglia di saperlo...
_________________ eh? |
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royearle ex "meskal"
 Reg.: 06 Mag 2005 Messaggi: 6294 Da: napoli (NA)
| Inviato: 22-07-2005 04:58 |
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| Andiamo, non so cosa voglia dire lui ma che Tarantino abbia innovato è sotto gli occhi di tutti. |
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sandrix81
 Reg.: 20 Feb 2004 Messaggi: 29115 Da: San Giovanni Teatino (CH)
| Inviato: 22-07-2005 05:16 |
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ok, allora spiega tu.
_________________ Quando mia madre, prima di andare a letto, mi porta un bicchiere di latte caldo, ho sempre paura che ci sia dentro una lampadina. |
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eastwood

 Reg.: 18 Lug 2005 Messaggi: 72 Da: Salerno (SA)
| Inviato: 22-07-2005 08:55 |
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Per non tirarla alle lunghe e molto brevemente, Tarantino invade i linguaggi cinematografici con il suo gergo. Prima Le Iene e Pulp Fiction poi, il dialogo è veloce,quasi un botta e risposta,caratterizzato ,appunto, dal gergo tarantiniano (divenuto oramai aggettivo) che non voglio spiegarvi io,ma che vi basta vedere le iene e pulp fiction per capire.
Scrive Roberto Ariagno: "Non è Pulp Fiction a somigliare al nostro mondo, ma il contrario".
Ci sarebbe ben altro da dire,ma me ne vado a mare con tutto il rispetto
_________________ Coraggio....fatti ammazzare |
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NancyKid ex "CarbonKid"
 Reg.: 04 Feb 2003 Messaggi: 6860 Da: PR (PR)
| Inviato: 22-07-2005 09:39 |
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eh?!
linguaggio tarantiniano???!!!
guarda che il pulp esiste da decenni e decenni..
_________________ eh? |
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