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Autore Stessa storia: scriviamo! PARTI IN GIOCO-Risultati
gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 29-02-2008 19:52  
a me quello di AIZayd mi è piaciuto per l'inventiva con cui ha fatto dell'albero, l'albero di Natale, facendone oltretutto il vero fulcro del racconto. Non l'ho/avrei votato perchè ho trovato la descrizione della scena di sesso un po' a sé stante, e (è una sensazione) già letta, proprio con quelle parole. L'aspettativa per il bell'inizio si è così un po' dileguata e al momento del voto, ho preferito la prosa di Sandrix (che, a parte i dialoghi, era secca e quasi tutta funzionale al centro del discorso), Quilty perchè seppur cercando di emulare una scrittura pulp abbastanza comune, ha usato maggior creatività e Kubrick5 che, volutamente o no, con il suo testo mi è sembrato più coraggioso di tanti altri.

Purtroppo per gusto personale non amo molto le storie raccontate in maniera semplice e didascalica sia da un punto di vista narrativo che sintattico e così molte storie mi sono state indifferenti.
Quella di Chenoa è una via di mezzo, in alcuni momenti ha dei buoni lampi in cui incrocia bene la descrizione al passato e in terza persona con i pensieri in prima persona del protagonista, ma nella parte centrale diventa piuttosto classica e prevedibile. Il finale penso sia stato il più sacrificato dal vincolo di battue e magari avrebbe dato quell'aerosità alla storia che un po' gli manca.
_________________
Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 29-02-2008 19:57  
Io ritengo che con tali limiti di battute che si potrebbero anche aumentare (ma io non verrò più a "giocare" se non si eliminano i voti, che non rappresentano affatto la "verità", ma solo una tendenza in una "giuria" che manco legge tutto.., mi sembra di aver capito, e se non si bloccano i "perditempo" anonimi, opinione mia personale che non intendo imporre in alcun modo), ma anche no altrimenti c'è il rischio di leggerci ancor meno.., non si possa affrontare un racconto alla "Tolkien". Non è, infine, il concetto, la trama, che esprime un'intenzione "lirica", ma lo stile, la musicalità della frase, la scelta delle parole che poniamo in relazione "suggestiva" tra di loro in un "certa" maniera e che in tal modo diventano evocatrici. Le idee non sono quasi mai del tutto originali; uno stile di scrittura invece si, come le impronte digitali.

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liliangish

Reg.: 23 Giu 2002
Messaggi: 10879
Da: Matera (MT)
Inviato: 29-02-2008 20:07  
io intanto ho già scritto il nuovo racconto... cribbio, devo tagliare 1836 caratteri.
_________________
...You could be the next.

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 29-02-2008 20:07  
quote:
In data 2008-02-29 19:52, gatsby scrive:
ho trovato la descrizione della scena di sesso un po' a sé stante,



Scena di sesso? ... veramente non ho descritto nessuna scena del genere, l'ho solo suggerita, usando una "metafora" (la piccola morte) proprio per evitare di parlare di sesso in maniera esplicita, in modo anche per semmai poter alludere alla riappacificazione della coppia dopo i litigi, prendendo due piccioni con una fava... Pasaggio per me dunque non a sè stante ma importante ai fini della "caratterizzazione" dei "personaggi.., e della storia.
_________________
"Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel

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oronzocana

Reg.: 30 Mag 2004
Messaggi: 6056
Da: camerino (MC)
Inviato: 29-02-2008 20:10  
quote:
In data 2008-02-29 18:54, AlZayd scrive:
la buona scrittura di Oronzo, nonotante il contenuto un po' "disimpegnato", ma sempre fantasioso,



leggo solo ora. Grazie.
_________________
Partecipare ad un'asta, se si ha il Parkinson, può essere una questione molto costosa.
Michael J. Fox
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liliangish

Reg.: 23 Giu 2002
Messaggi: 10879
Da: Matera (MT)
Inviato: 29-02-2008 20:35  
cazzo, sono arrivata a 6666... brrr.
_________________
...You could be the next.

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Mizar81

Reg.: 29 Ott 2004
Messaggi: 8463
Da: Latisana (UD)
Inviato: 29-02-2008 23:09  
quote:
In data 2008-02-29 18:54, HistoryX scrive:

Anche lo stile di Mizar non è affatto male, molto visivo, anche se un pò inconcludente come testo.


me l'hanno già detta, 'sta cosa del visivo. D'altra parte mi sono accorta di scrivere proprio quello che vedo.
L'inconcludente me lo spieghi... voglio proprio capire, fatemi da tester così miglioro
_________________

Agitandosi in una terra dove la luce della Luna ghiaccia, comincia un'era di distruzione e rinascita...

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Luna23

Reg.: 11 Nov 2004
Messaggi: 455
Da: Milano (MI)
Inviato: 29-02-2008 23:16  
Si lo so che è troppo tardi, che è già stato eletto un vincitore e che c'è già un nuovo tema su cui cimentarsi.
L'ignoranza poi non è mai una scusa valida perciò non ha molta importanza il fatto che abbia scoperto questo topic solo questo pomeriggio.
Il fatto è che la frase iniziale mi ha ispirato queste 4000 battute(forse qualcosina in più) e ora mi spiace non postarle.
Nessuna pretesa ovviamente, non scrivo praticamente mai se non roba di lavoro e sono anche un po' un'analfabeta di ritorno.
Nel caso tutto ciò costituisse un problema autorizzo fin d'ora i mod a cancellare il post.


Non molti anni prima sotto quell'albero la mia vita era cambiata.
L'ultima volta che mi ci portarono avevo circa 7 o 8 anni, ricordo che era sera e che faceva freddo. Quello stesso giorno Sara mi aveva raccontato la leggenda dei giorni della merla. Avevo pensato che quella storiella fosse ridicola, ma non le avevo lasciato intendere nulla perchè a lei piaceva e non volevo ci rimanesse male.
Sapete, Sara era la mia migliore amica.
Di lei mi piaceva tutto, a partire dal modo serio in cui mi parlava, non come facevano tutti gli altri che si rivolgevano a me come ad un decerebrato, e poi adoravo la sua risata, le fossette sulle sue manine grassocce, i capelli soffici e sottili che mi facevano il solletico e soprattutto il suo odore. Sara odorava di latte e di burro, di caramelle alla fragola, di cioccolato alle nocciole, di coperte morbide, insomma, di buono.
Io e lei venivamo sempre a giocare sotto quest’albero. Ci divertivamo un mondo a rincorrerci intorno al suo tronco.

Quella sera però Sara non c'era purtroppo, quando Totò mi ordinò di seguirlo lei dormiva già da un pezzo, al calduccio fra le coperte con i disegni di paperino sopra.
A dire il vero non avevo nessuna voglia di fare quell'imprevista scampagnata notturna, ma a Totò difficilmente si poteva dire di no e io d'altronde non ci avevo mai nemmeno provato.
Mentre procedavamo in silenzio, l’uno accanto all’altro, continuavo a domandarmi che cosa poteva esserci di così urgente da costringermi ad uscire a quell'ora e con quel freddo.

Quando infine giungemmo al vecchio albero, timidi fiocchi di neve incominciarono a scendere lenti, ed io istintivamente alzai gli occhi al cielo per godermi lo spettacolo. La neve mi è sempre piaciuta tanto.
Fu proprio in quel momento che Totò, approfittando della mia distrazione, mi colpì forte alla testa.
Un suono sordo e mi accasciai al suolo.
Effettivamente la pesante pala che si era trascinato dietro fino a quel momento avrebbe potuto insospettirmi, ma che ci volete fare, ero un ingenuo per natura.

Ero confuso, non che fosse la prima volta che Totò mi picchiava, ma mai così duramente.
Che cosa potevo aver combinato di così grave questa volta per meritarmi una simile punizione?
Proprio non riuscivo a ricordare.
Durante la mezz'ora seguente lo sentii affondare faticosamente la vanga nel terreno indurito dal gelo. Ogni tanto si fermava per prendere fiato e per bestemmiare a bassa voce.
Per quanto mi riguarda rimasi tutto il tempo immobile, incapace perfino di emettere il più flebile suono, mentre i cristalli di neve, scendendo sempre più fitti, mi ricoprivano lentamente, come a voler stendere un velo pietoso sulle mie povere ossa.
Quando le calde braccia di Totò mi sollevarono dolcemente da terra, per un attimo m’illusi che avesse cambiato idea, e invece ritrovai adagiato sul fondo della fossa.
La prima palata di terra mi colpì in pieno viso e una zaffata di odori mi sopraffece, un misto di foglie secche, terra, vermi, erba marcia.
Mi sforzai di continuare a respirare finché fu possibile poi allentai la presa e mi lasciai scivolare verso il buio.

Per i due anni successivi le radici del vecchio albero sono state la mia umile dimora finché anche per lui è giunto il momento di diventare cibo per i vermi. O forse nel suo caso sarebbe più appropriato dire legna per il caminetto.
Ed è stato proprio mentre quei bruti cercavano di sradicare le radici del nostro frondoso amico che i miei poveri resti sono venuti allo scoperto.
"Cristo che schifo - ha esclamato uno dei due uomini- una carogna di cane. Guarda c’è ancora attaccata della carne. Che devo fare?" "Echemminchia vuoi fare- gli ha risposto il suo degno compare - chiamare i RIS? Buttalo da qualche parte e torna a lavorare"
Ora, non vorrei passare per quello che sta sempre a lamentarsi, però se una volta tanto mi permettete dire la mia, questa razza umana mi ha davvero scassato la minchia.
Io che in vita li ho amati tanto, che non negavo una sana scodinzolata a nessuno, io che avevo in loro una fiducia incondizionata, comincio a sospettare di essere stato un po' coglione.
Giuro che se rinasco mi reincarno nel presidente degli Stati Uniti, e poi vediamo chi riderà per ultimo.
Fanculo tutti, a parte Sara naturalmente.


Ecco fatto, adesso corro a nascondermi in un angolino buio.
Ciao

_________________

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thetourist

Reg.: 01 Mag 2007
Messaggi: 7007
Da: estero (es)
Inviato: 29-02-2008 23:38  
bellaaa!
complimenti luna
a me è piaciuta molto

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revangier

Reg.: 05 Feb 2008
Messaggi: 2484
Da: NAPOLI (NA)
Inviato: 29-02-2008 23:42  
AlZayd scrive:

<< le frasi a mitraglia di revangier, immaginifiche, anche se alcune fanno un po' "bacio perugina" (dove nel precedente racconto cancellato, peccato, vi era un opulento decadentismo intrecciato a mo' d'intrigo di radici e liane della foresta.., con macro e micro sensazioni "interne" che rimandavano a D'Annunzio, contorto, ridondante ma "sensuale", con "baci" tra parole "sposate" con la musica di Mahler.., ricordanto la Pioggia nel Pineto... >>

E non posso 'trascurare' questo stralcio di commento dedicato.
Alle solite, sai esprimerti meglio di chiunque, più nel bene per fortuna e meno nel male, e il grazie è doppio dal momento che questo giudizio posso ritenerlo al 100% obiettivo e non dettato dal retaggio di un'amicizia incrinata.
Mi farebbe piacere ringraziarti ripubblicando il racconto: L'INVERNO PERDUTO, mi ha sorpresa soprattutto che tu l'avessi letto, - ero convinta che solo la turista vi avesse prestato attenzione - e sapere in quali passaggi lo trovi contorto e ridondante alla luce di una sorta di spiegazione prima della rilettura.
La ridondanza, se intendi la ripetitività, è voluta per sottolineare la ciclicità delle esperienze, come tutto si ripete anche laddove all'apparenza è tutto spezzato, senza legami, dove ogni cosa sembra a sé stante e invece è amalgamata in armonia, non mimetizzata ma in rilievo certo, col resto ed è soggetto alle stesse leggi della natura.
Considera poi il passaggio repentino dall'inverno alla primavera e viceversa come un'allegoria della dualità umana, come l'avere due braccia: una è tesa verso il basso (materialità), l'altra tende all'alto (spiritualità), l'avere due gambe: una procede avanti nel futuro, l'altra passeggia nel passato (eppure entrambe 'ancorate' nell' "attimo" presente).
C'è questo turbinio di stati d'animo in un'altalena mista di tinte che si fondono nel punto d'incontro per poi riprendere ogni tinta i propri contorni e delineare il caldo e il freddo dell'animo che non dipende dall'esposizione al sole.

Indicami un topic dove poterlo pubblicare o magari te lo invio in pvt, sempre che ti va di rileggerlo e darmi un giudizio ancora più analitico.

Mi fa ridere "le frasi a mitraglia": il background è la rivoluzione francese che, peggio, era una valanga umana.
Ecco, credevo non facessero affatto effetto 'bacio perugina'.
Cmq, ho deciso di farci un post sul blog con quest'ultimo racconto (anche per pubblicare le altre immagini dell'anime che nel primo post sono rimaste fuori), quindi, mi assenterò un po'.

Circa il tuo racconto, AlZayd, io avevo capito, differentemente dalla turista, che il regalo era per la moglie e il biglietto inserito per Irene.

Non so se mi tocca ma l'avete fatto tutti.
Ho votato senza scindere forma da contenuto.
M'è piaciuto sandrix per la rozzezza cruda che non raggiunge però la violenza del racconto di Quilty.

Gatsby, votato al posto di AlZayd, l' ho scelto perché io già m'ero ripromessa di rileggerlo per valutarlo meglio (i miti greci mi son sempre piaciuti, ho diversi libri, compresi quelli di De Crescenzo con i video). Alla prima lettura non avevo afferrato granché.
Sapendo che avrebbe senz'altro preso voti, figuriamoci che "danno" avrei fatto.
L'occasione s'è presentata con la rivotazione.

'thetourist' l'ho votata perché è come uno di quei motivi orecchiabili, di cui subito ne impari le parole e il motivetto. Semplice ma non per questo banale e anche per incoraggiarla a ripartecipare giacché una volta ha scritto che si vergognava, un'altra che voleva cancellare il suo racconto e bla bla bla e post-votazione ha scritto - menomale - che riparteciperà.

Mizar, in pvt potresti spiegarmi (tanto solo io non l' ho capito) perché la fatina con le ali di drago avrebbe dovuto cercarsi un'altra porta?, perché è stata scoperta?
Ma è stata lei a volersi rivelare al ragazzo, no?
E, se gli ha fatto le chiavi, vuol dire che si fida, che cmq il reincontrarsi non è un pericolo per lei, lui ormai sa della sua esistenza.

Mi piaceva anche la storia di Kubrick, a parte quella di Mizar tranne il finale incompreso.
Purtroppo, il racconto di Chenoa m'è piaciuto abbastanza finché non ha introdotto gli ufo.
Ho uno strano rapporto con gli alieni. Non ho perso una puntata di X-files ma E.T. non l' ho mai voluto vedere. Alien idem, però, che so, mi piace Indipendence Day.

Questo nuovo incipit mi ha dato solo una mezza idea e chissà se parteciperò.

E con questo... ho detto tutto? Mi pare di sì! Alla prossima.

PS= Jerry, se ritrasmettono Lady Oscar, prova a guardarlo anche se censurato.
Non si sa mai. Magari te ne innamori anche tu.



EDIT

E con quella di Luna, un'altra storia che avrei votato.
Perché Totò ha ammazzato il cane?
Perché quelle fuori gara le trovo 'super' meritevoli?
Non per la lunghezza (vedi sandrix e kubrick).

Sono d'accordo col tuo EDIT, Alzayd.
Eh, davvero indimenticabile il tuo viaggio a Parigi.
Col tempo l'hai recuperata l'amicizia col tuo migliore amico?
Al tuo migliore amico però non dovevi farlo!

Lo scambio dei pacchi l' ho visto in qualche film.
Tu, a quanto pare, sei sempre stato attento a non sbagliare.

_________________
ROBOTECH, in aiuto verrà!

[ Questo messaggio è stato modificato da: revangier il 01-03-2008 alle 02:22 ]

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
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Da: roma (RM)
Inviato: 01-03-2008 01:06  
quote:
In data 2008-02-29 23:42, revangier scrive:
AlZayd scrive:

<< le frasi a mitraglia di revangier .... ... >>


1) questo giudizio posso ritenerlo al 100% obiettivo e non dettato dal retaggio di un'amicizia incrinata.

.... L'INVERNO PERDUTO, mi ha sorpresa soprattutto che tu l'avessi letto, ...

2) e sapere in quali passaggi lo trovi contorto e ridondante ....

C'è questo turbinio di stati d'animo
... affatto effetto 'bacio perugina'.


3) Circa il tuo racconto, AlZayd, io avevo capito, differentemente dalla turista, che il regalo era per la moglie e il biglietto inserito per Irene.





1) Cerco , per quanto possibile, di non farmi condizionare in queste cose da aspetti "extra diegetici". Se una cosa mi piace non potrei mentire a me stesso.

2) Contorto e ridondante nell'ottica dell'"opulenza" cui facevo riferimento, inteso non in maniera negativa (anche la musica del grande Malher, e la prosa e scrittura di D'annunzio lo sono), diciamo potrebbe ricollegarsi al senso del "turbinio di stati d'animo" a cui fai riferimento tu. L'effetto "baci perugina" è dovuto essenzialmente a frasi un po' "standard", anche se sentite, e dove i baci perugina vanno in giro plagiando cose di marche meno note e non per questo non autentiche.

3) Il mio raccontro.., forse neanche tu hai capito, o non sono stato capace di raccontarlo bene io; in realtà c'è stato uno scambio di regali, il protagonista ha confuso i pacchetti, dando alla moglie quello dell'amante e viceversa... Sembra inverosimile ma è successo realmente, non a me, per fortuna, anche se il mo racconto contiene elementi autobioggrafici: un indimenticabile viaggio a Parigi, un mio "tradimento" meno da tragedia greca però.., quasi, perchè mi costò anche l'amicizia del mio miglio amico. Il "lapsus" dell'inizio torna alla fine.., dove però è il marito -"colpevole" - a farlo. E'un cerchio che si chiude. Un sipario che cala. E se ne aprono altri.

EDIT. per dire che spesso molte verità si scoprono con queste forme di "distrazioni" (lapsus); dopo magari aver creato intorno a quelle una cortina di bugie impenetrabile.., ecco che accade l'imprevisto, basta un gesto sciocco, una leggerezza, distrazione, ed è tutta una rivelazione. Spesso i lapsus li facciamo per inconsciamente "confessare" la "colpa", la verità. L'es non lo freghi.., l'io si, può strutturarlo a mestiere, almeno ci puoi provare, l'inconscio no, ti frega sempre.

_________________
"Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel

[ Questo messaggio è stato modificato da: AlZayd il 01-03-2008 alle 01:25 ]

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 01-03-2008 01:14  
quote:
In data 2008-02-29 23:16, Luna23 scrive:
Si lo so che è troppo tardi, che è già stato eletto un vincitore e che c'è già un nuovo tema su cui cimentarsi.
L'ignoranza poi non è mai una scusa valida perciò non ha molta importanza il fatto che abbia scoperto questo topic solo questo pomeriggio.
Il fatto è che la frase iniziale mi ha ispirato queste 4000 battute(forse qualcosina in più) e ora mi spiace non postarle.
Nessuna pretesa ovviamente, non scrivo praticamente mai se non roba di lavoro e sono anche un po' un'analfabeta di ritorno.
Nel caso tutto ciò costituisse un problema autorizzo fin d'ora i mod a cancellare il post.


Non molti anni prima sotto quell'albero la mia vita era cambiata.
L'ultima volta che mi ci portarono avevo circa 7 o 8 anni, ricordo che era sera e che faceva freddo. Quello stesso giorno Sara mi aveva raccontato la leggenda dei giorni della merla. Avevo pensato che quella storiella fosse ridicola, ma non le avevo lasciato intendere nulla perchè a lei piaceva e non volevo ci rimanesse male.
Sapete, Sara era la mia migliore amica.
Di lei mi piaceva tutto, a partire dal modo serio in cui mi parlava, non come facevano tutti gli altri che si rivolgevano a me come ad un decerebrato, e poi adoravo la sua risata, le fossette sulle sue manine grassocce, i capelli soffici e sottili che mi facevano il solletico e soprattutto il suo odore. Sara odorava di latte e di burro, di caramelle alla fragola, di cioccolato alle nocciole, di coperte morbide, insomma, di buono.
Io e lei venivamo sempre a giocare sotto quest’albero. Ci divertivamo un mondo a rincorrerci intorno al suo tronco.

Quella sera però Sara non c'era purtroppo, quando Totò mi ordinò di seguirlo lei dormiva già da un pezzo, al calduccio fra le coperte con i disegni di paperino sopra.
A dire il vero non avevo nessuna voglia di fare quell'imprevista scampagnata notturna, ma a Totò difficilmente si poteva dire di no e io d'altronde non ci avevo mai nemmeno provato.
Mentre procedavamo in silenzio, l’uno accanto all’altro, continuavo a domandarmi che cosa poteva esserci di così urgente da costringermi ad uscire a quell'ora e con quel freddo.

Quando infine giungemmo al vecchio albero, timidi fiocchi di neve incominciarono a scendere lenti, ed io istintivamente alzai gli occhi al cielo per godermi lo spettacolo. La neve mi è sempre piaciuta tanto.
Fu proprio in quel momento che Totò, approfittando della mia distrazione, mi colpì forte alla testa.
Un suono sordo e mi accasciai al suolo.
Effettivamente la pesante pala che si era trascinato dietro fino a quel momento avrebbe potuto insospettirmi, ma che ci volete fare, ero un ingenuo per natura.

Ero confuso, non che fosse la prima volta che Totò mi picchiava, ma mai così duramente.
Che cosa potevo aver combinato di così grave questa volta per meritarmi una simile punizione?
Proprio non riuscivo a ricordare.
Durante la mezz'ora seguente lo sentii affondare faticosamente la vanga nel terreno indurito dal gelo. Ogni tanto si fermava per prendere fiato e per bestemmiare a bassa voce.
Per quanto mi riguarda rimasi tutto il tempo immobile, incapace perfino di emettere il più flebile suono, mentre i cristalli di neve, scendendo sempre più fitti, mi ricoprivano lentamente, come a voler stendere un velo pietoso sulle mie povere ossa.
Quando le calde braccia di Totò mi sollevarono dolcemente da terra, per un attimo m’illusi che avesse cambiato idea, e invece ritrovai adagiato sul fondo della fossa.
La prima palata di terra mi colpì in pieno viso e una zaffata di odori mi sopraffece, un misto di foglie secche, terra, vermi, erba marcia.
Mi sforzai di continuare a respirare finché fu possibile poi allentai la presa e mi lasciai scivolare verso il buio.

Per i due anni successivi le radici del vecchio albero sono state la mia umile dimora finché anche per lui è giunto il momento di diventare cibo per i vermi. O forse nel suo caso sarebbe più appropriato dire legna per il caminetto.
Ed è stato proprio mentre quei bruti cercavano di sradicare le radici del nostro frondoso amico che i miei poveri resti sono venuti allo scoperto.
"Cristo che schifo - ha esclamato uno dei due uomini- una carogna di cane. Guarda c’è ancora attaccata della carne. Che devo fare?" "Echemminchia vuoi fare- gli ha risposto il suo degno compare - chiamare i RIS? Buttalo da qualche parte e torna a lavorare"
Ora, non vorrei passare per quello che sta sempre a lamentarsi, però se una volta tanto mi permettete dire la mia, questa razza umana mi ha davvero scassato la minchia.
Io che in vita li ho amati tanto, che non negavo una sana scodinzolata a nessuno, io che avevo in loro una fiducia incondizionata, comincio a sospettare di essere stato un po' coglione.
Giuro che se rinasco mi reincarno nel presidente degli Stati Uniti, e poi vediamo chi riderà per ultimo.
Fanculo tutti, a parte Sara naturalmente.


Ecco fatto, adesso corro a nascondermi in un angolino buio.
Ciao






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Chenoa

Reg.: 16 Mag 2004
Messaggi: 11104
Da: Vittorio Veneto (TV)
Inviato: 01-03-2008 11:06  
quote:
In data 2008-02-29 20:07, liliangish scrive:
io intanto ho già scritto il nuovo racconto...



Io ho cominciato, sono solo a metà.

Luna, perché non partecipi anche con il secondo incipit?

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Chenoa

Reg.: 16 Mag 2004
Messaggi: 11104
Da: Vittorio Veneto (TV)
Inviato: 01-03-2008 11:16  
quote:
In data 2008-02-29 19:52, gatsby scrive:
Il finale penso sia stato il più sacrificato dal vincolo di battue e magari avrebbe dato quell'aerosità alla storia che un po' gli manca.



Sì, è vero, se non avessi avuto limiti di caratteri avrei descritto meglio la scena. Ma è stato per tutti così, alla fine. Magari con i caratteri in più che si sono aggiunti i prossimi scritti saranno più articolati e quindi soddisferanno di più tutti, a partire dagli autori stessi!

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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 01-03-2008 11:38  
Devo dire che sta volta è stato ideato un incipit non facile, che a differenza del primo non ti permette (almeno secondo me) di spaziare con più libertà, costringendoti a percorrere linee anche troppo prestabilite.
Proviamo...
_________________
Riminesi a tutti gli effetti...a'l'imi fata!

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