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Robert Jonhson e il Blues del Delta |
ilNero
 Reg.: 11 Apr 2003 Messaggi: 5388 Da: Napoli (NA)
| Inviato: 21-03-2004 01:39 |
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Gli ingredienti per il mistero ci sono tutti:
Una vita misconosciuta.
Un talento musicale fuori da ogni regola del suo tempo.
Un patto col diavolo concluso ad un polveroso crocicchio da qualche parte sul delta del Mississipi.
Una morte improvvisa,oscura e mai chiarita.
In mezzo a tutto questo:la nascita del blues.
Robert Jonhson nasce nel 1911 a Hazlehurst,Mississipi.
Della sua vita si sa poc'altro che questo.
Chitarrista autodidatta,all'età di 19 anni,dopo aver perso tragicamente la giovane moglie ed il figlio durante il parto,dedica la sua vita alla musica,alla sua musica e alla sua chitarra.A quei canti che qualcuno chiamava blues,work songs,suonati in fumosi locali improvvisati nel Mississipi schiavista degli anni 20,canti di rassegnazione,amori persi,catene,e alcool,che per qualche ora sembra riesca a spezzarle.
Robert comincia a spendere il suo tempo girando lo stato del Mississipi in lungo e in largo,suonando le sue canzoni,con una tecnica di chitarra mai vista prima.E' veloce,preciso,riesce ad ottenere un suono unico,preciso e tagliente sugli alti,caldo e avvolgente sui bassi.Suona con un acustica artigianale comprata in un mercatino dopo aver impegnato il suo vestito migliore.E' un pezzo di legno,con corde di acciao arruginite.
I suoi riff,pur rifacendosi ai giri classici di blues puro del Delta,si accompagnano a rapidi assoli di raccordo,suonati con una scala armonica mai usata prima.Infatti non c'era prima.Non era stata ancora standardizzata.E non ci sarà nemmeno dopo;la scala pentatonica è l'ossatura degli assoli hard rock/rock blues.Bisognerà aspettare gli anni 50' e Chuck Berry per risentire qualcosa di simile.E i 60',con l'ondata di Rock Blues anglosassone,perchè venga studiata e suoata in modo cosciente.
Unico strumento di percussione:una tavoletta di legno su cui Johnson teneva il tempo,battedovi la punta della scarpa sinistra.
L'effetto è angosciante,passionale,struggente e malinconicamente ritmato,è blues.
Nessuno,tra i musicisti del suo tempo,riuscirà a capire come abbia fatto,e soprattutto in così poco tempo,ad elaborare una tecnica tanto avanzata e straordinaria.
Ci tocca tornare al mistero.
Leggenda vuole che il giovane Robert abbia incontrato,a mezzanotte,ad un incrocio,uno strano uomo vestito di nero,col volto coperto.Gli avrebbe offerto un talento musicale impareggiabile e insuperabile.Prezzo:la sua anima.Robert accetta.E come nei migliori horror d'annata,l'uomo scompare all'improvviso,dissolvendosi,lasciando Johnson in ginocchio.
Torniamo alla realtà.
Tutto ciò che rimane di inciso di Robert Johnson sono 29 canzoni.Registrate in un albergo tra il 1936 e il 1937.(Sono reperibili diverse edizioni,anche rimasterizzate,ma sarebbe preferibile(per non dire essenziale...)godere dell'ascolto di qualche edizione almeno degli anni 70',per gustare la registrazione preistorica,per l'orecchio non allenato al genere,e per ricreare il clima di quella stanza del Blue Bonnet Hotel di San'Antonio).Tema dominante di tutti i pezzi è l'angoscia,palpabile,la fuga da qualcosa che sembra consumarci e succhiarci lentamente l'anima,il dolore,espresso grazie alla sua voce stridula e quasi piagnocolante.E' qualcosa di unico.
Oltre ad essere diventate da subito standard blues e,oggi più che mai,oggetto di studio di ogni scuola di chitarra blues,molti dei 29 pezzi hanno vissuto e vivranno grazie a coloro che hanno raccolto il seme della genialità di Robert Johnson da Hazlehurst,Mississipi.
"Crossoroad" riproposta splendidamente dai Cream di Clapton,Bruce,Backer.
"Traveling Riverside Blues",Led Zeppelin.
"Love in vain",Rolling Stones.
Muore a 27 anni,nel 1938,all'apice della sua carriera,forse avvelenato dal marito di una delle sue amanti,forse d'infarto,forse è lo strano uomo del crocicchio che viene a saldare il conto al momento giusto,finale classico della miglior letteratura horror,come pegno dell'antico patto,suonare come nessuno riusciva a fare,e come nessuno avrebbe fatto fino alla nascita di un altro genio.
Robert Jonhson
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L'Ignoranza è più vicina alla Verità che il Pregiudizio.
[ Questo messaggio è stato modificato da: ilNero il 21-03-2004 alle 12:20 ] |
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sloberi
 Reg.: 05 Feb 2003 Messaggi: 15093 Da: San Polo d'Enza (RE)
| Inviato: 21-03-2004 12:07 |
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Una vera leggenda in campo musicale, aumentata dall'aurea di mistero che lo circonda... però si chiama Johnson...
E attendo con ansia di ascoltare il nuovo cd di Clapton che vuole essere una sorta di tributo al suo primo vero maestro.
_________________ E' ok per me! |
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ilNero
 Reg.: 11 Apr 2003 Messaggi: 5388 Da: Napoli (NA)
| Inviato: 21-03-2004 12:39 |
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Grazie per avermi fatto notare la perdita di qualche "n" quà e là.
Anche se preferirei si aggiungesse qualcosa a quanto scritto.
_________________ Just a perfect day,
Ma starei meglio se tu non appoggiassi quella mano sulla mia spalla. |
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ilNero
 Reg.: 11 Apr 2003 Messaggi: 5388 Da: Napoli (NA)
| Inviato: 21-03-2004 14:22 |
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quote: In data 2004-03-21 12:07, sloberi scrive:
E attendo con ansia di ascoltare il nuovo cd di Clapton che vuole essere una sorta di tributo al suo primo vero maestro.
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Se consideriamo Robert Jonhson una sorta di "padre comune" dei musicisti blues quest'affermazione potrebbe avere un senso.
Ma solo in quest'accezione metaforica e oltretutto imprecisa.
Non c'è continuità di stile tra i due in nessun modo essa si vada a cercare.
Il Clapton blues,oltre ad essere stato allievo di John Mayall,trova la sua matrice molto lontano dal Delta dei Mississipi,nella corrente opposta e parallela del blues elettrico di Atlanta e Chicago.Affinità stilitiche,rilevabili anche da un orecchio meno allenato,lo legano a Muddy Waters,B.B.King,Willie Dixon.Non a caso la sua versione di "Crossroad",riproposta sia con i Cream,sia da solista,rivisitata alla maniera "elettrica" è molto vicina alle sonorità del blues elettrico;acquista vigore e potenza,perndendo il languore e il dolce lamento della tradizione blues del Delta.
Tutto ciò è palese in "From the cradle",1994.
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L'Ignoranza è più vicina alla Verità che il Pregiudizio.
[ Questo messaggio è stato modificato da: ilNero il 21-03-2004 alle 14:24 ] |
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