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Autore H.I.M. a Milano
NancyKid
ex "CarbonKid"

Reg.: 04 Feb 2003
Messaggi: 6860
Da: PR (PR)
Inviato: 01-02-2006 14:22  
quote:
In data 2006-02-01 12:38, projector scrive:
quote:
In data 2006-01-31 20:23, NancyKid scrive:
quote:
In data 2006-01-31 19:48, NancyKid scrive:
Già argomentato al tempo, qui:

http://forumfilmup.leonardo.it/forum/viewtopic.php?topic=20872&forum=18&0

Quindi, quando potrai non appoggiarti più e usare parole tue per (s)parlare dei Placebo, richiamami pure




ma dato che sono pure in super-vena di scrivere ri-argomento a distanza di 2 anni:

Placebo, allora, perchè speciali e perchè interessanti e perchè a mio avviso la miglior rock - alternative band in circolazione.
Ed è effettivamente strano perché ancora prima del successo, furono notati da un certo David Bowie, che li prese come gruppo spalla ancora prima del loro debutto ufficiale con l’album Placebo(1996). Cosa c’avrà visto Bowie nei Placebo, ricevendo quella magnetizzazione smalto a smalto?
Tralasciamo le questioni di presentazioni e cominciamo a parlare di questo benedetto album di debutto. In quegl’anni, dove la musica londinese cominciava ad esplorare e a scoprire pian piano le nuove contaminazioni che la musica sperimentale offriva, la band di Brian Molko esce fuori con quell’aria quasi retrò: siamo a pochi anni dallo scoppio del grunge, e Placebo è effettivamente una commistione di questa sonorità così roca ed incazzata resasi personalizzata da Molko stesso coi suoi testi così nouvelle vague, carica di quel citazionismo involontario della cultura background di Molko, tra versi di poesie scatti lirici e prosa (dis)continua.
E’ bellissimo vedere come questo primo album sia davvero molto immaturo. O meglio, più che immaturo possiamo definirlo puro, perfetto nella sua imperfezione, un po’ come quegl’esordi cinematografici che pur non raggiungendo grandi vette tecniche, delineano però quella impulsività poetica che faranno la fortuna della futura filmografia.
Chitarre incazzate dunque. Roche. Mistate da un sottofondo di urlo espressionista (esplicita), diretta.
La maturità necessaria arriverà con il secondo album Without you i’m nothing. Più raffinato, più elaborato, più pensato, più adulto. Quindi, se nel primo album si parlava di Froci e vasellina, nel secondo s’introducono tematiche, ancora una volta, tipicamente nouvelle vague: la fugacità del tempo, ma soprattutto l’amour en fuite.
Amori impossibili, circondati (e circoncisi) dalla voce di Molko sempre più dai toni bassi, con quelle sonorità invocate lontanamente come vortici di riff che non mancano di ricordare gruppi quali The Cure o Joy Division, tolto (per ora) quel mixage di new wave. I Placebo ci sono vicini, ma non è ancora l’ora. Molko, sempre più un Jean Cocteau moderno, con quel citazionismo(di cosa poi, lo sa solo lui) continuo, di inserti, di una grammatica (non solo musicale) ricercata pur nella sua apparente semplicità di toni, una sorta di rinascita del romanticismo post-new-wave. Compongono il capolavoro di dolcezza che è Burger Queen. A dimostrare la semplicità di come la poesia conti più della tecnica (se la poesia non è tecnica anch’essa), o quella meraviglia di testo che è Every you & every me, carica di dillogie.
Arriva dunque il terzo album, Black market music, una sorta d’intermezzo dopo il successo del secondo, ma anche qui il passo è breve ma intenso: s’introducono nuove sonorità, influenze quasi hip-hop (Spite and Malice). I placebo evocano nuove strade, ma il tutto è destinato a portarsi a compimento solo con l’album successivo, Sleeping With Ghosts, che fin dal titolo non può non ricordare quella meraviglia che furono gl’anni 80’. L’influenza passa alla diffluenza, soprattutto con l’introduzione della tastiera nella band.
Le altre band inglesi del periodo sono troppo occupati a far rinascere la brit pop o a sperimentare tonalità (vedisi la fine dei Radiohead), ma i Placebo tornano nel passato, e questa volta ogni riferimento ai Cure o ai Joy Division non sarà solamente un vago fascio di luce (psichedelica).
Si cambia pelle. Si, ma come politica degl’autori vuole, è solamente, appunto, la pelle.
E’ una sorta di bilancia: da una parte percorrere sonorità nuove ad ogni album, senza ripetersi mai (i Placebo sono forse una delle poche band che si sono ripetute pochissime volte, se non mai), ma nel contempo stesso senza perdere quello stile musicale che renda X unicamente X, i Placebo unicamente Placebo. Molko e compagni sono come gl’auteurs tanto amati dai Cahiers. Delineano un climax, una (r)evoluzione all’interno del proprio topos ogni volta, ma mantenendo quella lucidità di coerenza.
Ma davvero forse si potrà parlare di (super) rivoluzione solamente col quinto album, Meds, in uscita tra un paio di mesi. Incredibile come al primo ascolto i Placebo non sembrino più i Placebo. Elettronica, alternative, tastiere. Un anti-tesi vero e proprio dell’album di debutto. E in quanto anti-tesi, necessaria come passo continuativo nel percorso artistico della band. Meds è dunque scopribile come album tipicamente Placebo, come conseguenza. Meds è per i Placebo ciò che In the mood for love è stato per Wong Kar Wai.
Un po’ come dire che David Bowie, in quel lontano 1996, non c’aveva visto errato.


e ora, bimbetti dello spazio, siete tutti interrogati!

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E se capiti nei dintorni
tra i sobborghi e le vie di questa città
assicurati di venire da me..
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[ Questo messaggio è stato modificato da: NancyKid il 31-01-2006 alle 20:28 ]


Bene x argomentare su tutta la discografia dei Placebo, dovrei prima ascoltarla, ma non sono così masochista! a parte che dovendoli inserire nella mia lista di dischi da procurare, il loro turno penso non arriverebbe mai, beh cmq li ho ho ascoltati in radio, ho visto qualche video in tv, e non hanno mai suscitato il mio interesse, adesso che ho letto le tue illuminanti argomentazioni, mi interessano ancora di meno!
Io ho detto che Razorblade Romance degli Him spazza via Green Day e Placebo, e che a confronto è un album splendido, vediamo un pò perchè:

anno 2000 Razorblade Romance, secondo album della formazione finlandese, il loro suono mescola abilmente gothic, riff hard/heavy di derivazione Black Sabbath, e romanticismo, il tutto in modo immediato, piacevole, commerciale. Melodie orechiabili, ed atmosfere oscure ed intense. La loro immagine, a tratti glam a tratti decadente fà il resto e consente loro i passaggi su mtv.
tu hai detto Backstreet boys che si fingono metallari, bene, nella loro immagine, nei loro video, non c'è assolutamente niente di una band metal, così come nella loro musica se non come influenza, la loro è quindi una proposta, particolare, controversa, ma abbastanza valida, l'album in questione quindi direi quasi buono, sempre tenendo conto che si stà parlado di pop rock, e che il termine di paragone sono placebo e green day, se invece paragonato a un qualsiasi album che ne sò dei Sentenced, il voto sarebbe 5/6!
I Green day potevano avere anche un senso quando sono esplosi nel 1994 con Dookie, portando al successo il power pop, che altro non era che un alleggerimento e una semplificazione notevole del melodic hardcore di Bad religion e Pennywise...dell'ultimo album ho ascoltato solo i singoli che passano in radio, o in tv, e non ci ho sentito niente di nuovo, ma soprattutto, sono peggiorati col tempo!
veniamo ai Placebo: la voce del cantante che reputi dolce,soave, a me trasmette il nulla, musicalmente quelle poche canzoni che ho ascoltato mi sembrano tutte uguali, e non ci vedo proprio niente di interessante, dei testi non me ne può fregar di meno, cosa rimane?
in una ipotetica scala di gradimento personale da 1 a 10
Placebo 2
Green Day 3
Him 5

adesso dopo aver argomentato di tutte queste band di di cui non me ne può fregar di meno vado ad ascoltarmi un pò di musica vera:
Anathema - Alternative 4

e cmq complimenti, dopo aver letto le tue delucidazioi sui placebo, mi hai proprio convinto che sono una delle band + inutili uscite dall'inghilterra nell'ultimo decennio! La tua definizione di rock poi!
ma x favore!




Le tue argomentazioni sui Placebo sono futili e priva di ogni possibile oggettività, in quanto, parole tue: hai sentito si o no quei 4 singoli passati in televisione. Quindi non vedo neanche il senso del citare ondarock, in quanto per te è come parlare arabo, una lingua sconosciuta. E' un po' come parlare di un film avendo visto solo il trailer, davvero privo di ogni fondamento idealista ma anche dogmatica. Reputato queste 2 versanti come impossibilitati dalla tua (immuno)deficienza, passiamo agl'HIM, un gruppo che purtroppo conosco bene (ahimè, la mia ex ragazza si ritrovò con la discografia intera). Il problema degl'HIM è che fanno la stessa canzone dal debutto, non solo proprio a livello tecnico-musicale, ma anche a livello di significazione. Prima cosa dunque, non c'è un'evoluzione artistica nel loro sound, e quindi non reputabili come "artisti", nel senso cahiersiano del termine.
Della voce di Molko poi, non è colpa del gallo se ti fa schifo Billy Corgan o Brett Anderson, di cui è la sintesi ideale. Qua, ancora una volta, parla la tua (in)sensata soggettività.

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[ Questo messaggio è stato modificato da: NancyKid il 01-02-2006 alle 19:38 ]

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DottorDio

Reg.: 12 Lug 2004
Messaggi: 7645
Da: Abbadia S.S. (SI)
Inviato: 01-02-2006 15:01  
quote:
In data 2006-02-01 14:22, NancyKid scrive:
E' un po' come parlare di un film avendo visto la recensione di Pierre Hombrebueno


Veritas est!
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projector


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Da: Teramo (TE)
Inviato: 01-02-2006 20:06  

Della voce di Molko poi, non è colpa del gallo se ti fa schifo Billy Corgan o Brett Anderson, di cui è la sintesi ideale. Qua, ancora una volta, parla la tua (in)sensata soggettività.

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[ Questo messaggio è stato modificato da: NancyKid il 01-02-2006 alle 19:38 ]
[/quote]
ma infatti la voce di Corgan è una delle + odiose che mi sia mai capitato di ascoltare! giudicare un gruppo da 4 canzoni non è affatto come giudicare un film dal trailer, soprattutto se queste non mi hanno trasmesso niente, non vedo perchè avrei dovuto approfondire, o torturarmi aon l'ascolto di un intero album! Un film è tutt'altra cosa, una canzone x un artista è un pò come un film x un regista, anche perchè non mi pare che i placebo abbiano fatto qualche concept!
quindi che ne sò non posso dire che Tiziano Ferro fa cagare se prima non mi sorbisco un suo album intero...certo, certo.
beh finalmente ho capito perchè cel'hai tanto con le dodicenni che ascoltano gli him!
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NancyKid
ex "CarbonKid"

Reg.: 04 Feb 2003
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Da: PR (PR)
Inviato: 01-02-2006 20:18  
quote:
In data 2006-02-01 20:06, projector scrive:

Della voce di Molko poi, non è colpa del gallo se ti fa schifo Billy Corgan o Brett Anderson, di cui è la sintesi ideale. Qua, ancora una volta, parla la tua (in)sensata soggettività.

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[ Questo messaggio è stato modificato da: NancyKid il 01-02-2006 alle 19:38 ]


ma infatti la voce di Corgan è una delle + odiose che mi sia mai capitato di ascoltare! giudicare un gruppo da 4 canzoni non è affatto come giudicare un film dal trailer, soprattutto se queste non mi hanno trasmesso niente, non vedo perchè avrei dovuto approfondire, o torturarmi aon l'ascolto di un intero album! Un film è tutt'altra cosa, una canzone x un artista è un pò come un film x un regista, anche perchè non mi pare che i placebo abbiano fatto qualche concept!
quindi che ne sò non posso dire che Tiziano Ferro fa cagare se prima non mi sorbisco un suo album intero...certo, certo.
beh finalmente ho capito perchè cel'hai tanto con le dodicenni che ascoltano gli him!

[/quote]

Beh, mi dispiace per te e per corgan (ma neanche tanto), in quanto reputo i Pumpkins davvero grandiosi.
Ah, giudicare un gruppo da 4 canzoni (su quanti? un centinaio in tutto della loro carriera?) è referenza oggettiva? Allora si, abbiamo concezioni di musica molto molto diverse. Io stesso non mi permetto di dire che Tiziano Ferro è nammerda, proprio perchè consapevole di non conoscerlo. Al massimo, posso affermare che Sere Nere è una merda, questo si.
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eh?

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DottorDio

Reg.: 12 Lug 2004
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Da: Abbadia S.S. (SI)
Inviato: 01-02-2006 22:13  
quote:
In data 2006-02-01 20:18, NancyKid scrive:

Ah, giudicare un gruppo da 4 canzoni (su quanti? un centinaio in tutto della loro carriera?) è referenza oggettiva?


Certo, per giudicare un gruppo sarebbe ottimale ascoltarsi tutto e poi riascoltarselo.
E' anche vero che non facendo dei concept i placebo sono più facilmente giudicabili da pochi campioni ben selezionati, anche perchè non sono uno di quei gruppi che hanno subito variazioni stilistiche poi così rilevanti, almeno per ora (basti pensare ai primi metallica e i metallica di ora (non che il loro cambiamento sia migliorativo), oppure ancora i king crimson (cazzo, basta ascoltarsi il primo disco e ci si rende conto che sono 5 canzoni completamente diverse tra loro, nonostante si senta la loro impronta, sono 5 approcci musicali completamente diversi...e questo nell'ambito di 40' e non di un'intera discografia), oppure ancora i pink floyd, gli opeth...per non parlare di Frank Zappa!).
Però dai, ammettilo, definire i placebo tra i migliori gruppi degli ultimi diec'anni è decisamente esagerato, amplificato dal tuo definire gli Iron Maiden delle merde...ma se hanno fondato un genere!
Capisco che può non piacere il metal (piacere=fatto soggettivo), ma da qui a dire che i Maiden hanno avuto sempre il solito sound sgradevole e che sono delle merde ce ne corre!
Cazzo, basta sentire i primi due album e poi the number of the beast...hanno poi il solito sound? ma manco per il cazzo!
E' come dire che sad wings of destiny e painkiller hanno il solito sound...manco per un cazzo segato!
E poi dai, i placebo si ripetono anche molto, molte canzoni si somigliano, a parte i soliti giri d'armonici (questa è una pecca comunissima nella musica leggera), ma poi i soliti riff, i soliti ritornelli con melodie facilone e spaccafava, aggiungiamoci poi che Molko non è manco sto gran cantante e non ha poi questi gran connotati particolari (Ozzy, Wyatt, Di Anno, il cantante dei Cirith Ungol erano particolari e avevano un loro fascino, nonostante (forse sarebbe bene esculdere Di Anno) non fossero queste voci perfette e poi così belle...ecco, Molko è piuttosto insignificante)
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NancyKid
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Reg.: 04 Feb 2003
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Da: PR (PR)
Inviato: 01-02-2006 22:25  
quote:
In data 2006-02-01 22:13, DottorDio scrive:
quote:
In data 2006-02-01 20:18, NancyKid scrive:

Ah, giudicare un gruppo da 4 canzoni (su quanti? un centinaio in tutto della loro carriera?) è referenza oggettiva?



E' anche vero che non facendo dei concept i placebo sono più facilmente giudicabili da pochi campioni ben selezionati, anche perchè non sono uno di quei gruppi che hanno subito variazioni stilistiche poi così rilevanti, almeno per ora



ahahah, questo dimostra davvero quanto poco conosci i Placebo.
Confrontare, giusto per il gusto, Come Home (96), Burger Queen (98), Spite and Malice (2000), English Summer Rain (2003) e Infrared o Space Monkey (2006). E se non si riconosce un cambio stilistico radicale, davvero si è sordi
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eh?

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DottorDio

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Da: Abbadia S.S. (SI)
Inviato: 01-02-2006 23:42  
quote:
In data 2006-02-01 22:25, NancyKid scrive:
quote:
In data 2006-02-01 22:13, DottorDio scrive:
quote:
In data 2006-02-01 20:18, NancyKid scrive:

Ah, giudicare un gruppo da 4 canzoni (su quanti? un centinaio in tutto della loro carriera?) è referenza oggettiva?



E' anche vero che non facendo dei concept i placebo sono più facilmente giudicabili da pochi campioni ben selezionati, anche perchè non sono uno di quei gruppi che hanno subito variazioni stilistiche poi così rilevanti, almeno per ora



ahahah, questo dimostra davvero quanto poco conosci i Placebo.
Confrontare, giusto per il gusto, Come Home (96), Burger Queen (98), Spite and Malice (2000), English Summer Rain (2003) e Infrared o Space Monkey (2006). E se non si riconosce un cambio stilistico radicale, davvero si è sordi



Ehm, se tu avessi preso anche la parte di quote dove facevo l'esempio dei king crimson avresti capito cosa intendo per cambio stilistico, ma più che di cambio stilistico proprio cambio radicale.
Io intendo quello per cambio stilistico, cribbio, cambio che appare ancora più evidente all'interno alla discografia dei Crimson.
Probabilmente non avrai mai ascoltato quel capolavoro di "In The Court Of The Crimson King" quindi te lo spiego velocemente.

Traccia 1) 21th century schizoide man:
composizione turbinosa, chiassosa, cambi di tempo continui, una battua in tre quarti, una in 6 ottavi, tematiche in levare, strumentazioni sovrapposte e spiazzanti, voce distorta e filtrata. Sembra proprio di sentirlo l'urlo allucinato dell'uomo schizoide del 21esimo secolo, splendidamente rappresentato dalla copertina.

Traccia 2) I Talk To The Wind:
Canzone molto rilassante, la quiete dopo la tempesta iniziale, melodia splendidamente sviluppata con un'armonia che lasci libero spazio e importanza alla melodia senza passare, tuttavia, in un ruolo secondario ma essndo bensì parte integrante e fondamentale della struttura del pezzo e non solo un suono di riempimento come spesso avviene nelle composizioni dei placebo.

Traccia 3) Epitaph:
Uno degli apici poetici e d'estrema intensità dell'intera discografia dei king crimson che fa compagnia all'immensa "starless and bible black" dell'album omonimo e presente anche in "Red".
Epitaph è una canzone in tonalità rigorosamente minore, malinconica, struggente, d'una potenza emotiva impressionante, quasi irreale, ogni nota è perfettamente al suo posto e raggiunge il suo punto di massima intensità nel famoso "ritornello" (se così lo possiamo chiamare) "But i fear tomorrow, I'll be crying!"

Traccia 4) Moonchild:
canzone che riprende un po' le tematiche delle due songs precedenti con una prima parte molto rilassante e una seconda esclusivamente strumentale "absolutely free" raggiungendo una vetta onirica e surreale degna di un grande autore novecentesco contemporaneo (del'69) come un Ligeti, uno Tsukamoto oppure, andando un po' indietro con gli anni (con stile e tonalità ovviamente diversi) con un Satie o un Debussy.

Traccia 5) The Court Of The Crimson King:
Qui la composizione corale raggiunge il suo punto d'arrivo con l'ultima track con melodie e parole struggenti, cori che ribattono il canto di Lake, gli stupendi spunti affidati al flauto. Una composizione circolare che quando sembra aver fine ricomincia per poi concludersi definitivamente lasciando nell'ascoltatore un senso d'ineguagliabile appagamento musicale ed estasiante: in poche parole un senso di meraviglia sconfinato.


Ecco, questo è un disco con i controcazzi, e c'è più evoluzione stilistica e musicale in quest'album che non in tutta la discografia dei Placebo presente...e perchè no, ci scometto anche futura!
Ma aggiungiamo pure che un pezzo di questi cinque preso a casaccio vale più di tutta la discografia dei placebo...e non sto esagerando, sono serissimo, così come (forse lui esagerava) Stravinski disse che "c'è più musica nella donna è mobile di Verdi che non in tutto Wagner!"...e tutti i torti il buon Aigor non ce li aveva!
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Da: Abbadia S.S. (SI)
Inviato: 01-02-2006 23:48  
Ah, dimenticavo, dire che gli Iron Maiden hanno fatto le solite cose dall'inizio alla fine...e per giunta in maniera pessima è una bestemmia assurda!
Hanno fatto anche loro le loro pisellate, ma il primo album è un semplice capolavoro!
Oltre all'ottima capacità compositiva e la creazione di uno nuovo stile ORIGINALE c'è poi una foga e una rabbia di suonare che difficilmente si ritrova in altri album.
questo per dire che la musica non è solo un pezzo di carta e un'esecuzione letterale, ma è soprattutto espressività e personalità che gli esecutori danno a quel pezzo di carta.
E continuo a dirlo, ai placebo questa componente manca e non poco!
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DottorDio

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Da: Abbadia S.S. (SI)
Inviato: 02-02-2006 00:02  
Oh, se non ti basta ti comincio a parlare di esempi di crescendi rossiniani in alcuni brani dei genesis oppure delle complessitò dei van der graaf generator e delle loro tematiche esistenziali, oppure dei cambi di registri e dell'apprezzabilità acustica degli opeth, o dell'immensità musicale di "the human equation" degli Ayreon (nota che quest'ultimo album è del 2004 e gli opeth sono della seconda parte dei '90 in poi).

Ah, dimenticavo, datti anche un'occhiatina ai testi dei king crimson, dato che ci sei!

http://lyrics.rockmagic.net/lyrics/king_crimson/in_the_court_of_the_crimson_king_1969.html#03
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Da: PR (PR)
Inviato: 02-02-2006 01:30  
quote:
In data 2006-02-01 23:42, DottorDio scrive:
quote:
In data 2006-02-01 22:25, NancyKid scrive:
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In data 2006-02-01 22:13, DottorDio scrive:
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In data 2006-02-01 20:18, NancyKid scrive:

Ah, giudicare un gruppo da 4 canzoni (su quanti? un centinaio in tutto della loro carriera?) è referenza oggettiva?



E' anche vero che non facendo dei concept i placebo sono più facilmente giudicabili da pochi campioni ben selezionati, anche perchè non sono uno di quei gruppi che hanno subito variazioni stilistiche poi così rilevanti, almeno per ora



ahahah, questo dimostra davvero quanto poco conosci i Placebo.
Confrontare, giusto per il gusto, Come Home (96), Burger Queen (98), Spite and Malice (2000), English Summer Rain (2003) e Infrared o Space Monkey (2006). E se non si riconosce un cambio stilistico radicale, davvero si è sordi



Ehm, se tu avessi preso anche la parte di quote dove facevo l'esempio dei king crimson avresti capito cosa intendo per cambio stilistico, ma più che di cambio stilistico proprio cambio radicale.
Io intendo quello per cambio stilistico, cribbio, cambio che appare ancora più evidente all'interno alla discografia dei Crimson.
Probabilmente non avrai mai ascoltato quel capolavoro di "In The Court Of The Crimson King" quindi te lo spiego velocemente.

Traccia 1) 21th century schizoide man:
composizione turbinosa, chiassosa, cambi di tempo continui, una battua in tre quarti, una in 6 ottavi, tematiche in levare, strumentazioni sovrapposte e spiazzanti, voce distorta e filtrata. Sembra proprio di sentirlo l'urlo allucinato dell'uomo schizoide del 21esimo secolo, splendidamente rappresentato dalla copertina.

Traccia 2) I Talk To The Wind:
Canzone molto rilassante, la quiete dopo la tempesta iniziale, melodia splendidamente sviluppata con un'armonia che lasci libero spazio e importanza alla melodia senza passare, tuttavia, in un ruolo secondario ma essndo bensì parte integrante e fondamentale della struttura del pezzo e non solo un suono di riempimento come spesso avviene nelle composizioni dei placebo.

Traccia 3) Epitaph:
Uno degli apici poetici e d'estrema intensità dell'intera discografia dei king crimson che fa compagnia all'immensa "starless and bible black" dell'album omonimo e presente anche in "Red".
Epitaph è una canzone in tonalità rigorosamente minore, malinconica, struggente, d'una potenza emotiva impressionante, quasi irreale, ogni nota è perfettamente al suo posto e raggiunge il suo punto di massima intensità nel famoso "ritornello" (se così lo possiamo chiamare) "But i fear tomorrow, I'll be crying!"

Traccia 4) Moonchild:
canzone che riprende un po' le tematiche delle due songs precedenti con una prima parte molto rilassante e una seconda esclusivamente strumentale "absolutely free" raggiungendo una vetta onirica e surreale degna di un grande autore novecentesco contemporaneo (del'69) come un Ligeti, uno Tsukamoto oppure, andando un po' indietro con gli anni (con stile e tonalità ovviamente diversi) con un Satie o un Debussy.

Traccia 5) The Court Of The Crimson King:
Qui la composizione corale raggiunge il suo punto d'arrivo con l'ultima track con melodie e parole struggenti, cori che ribattono il canto di Lake, gli stupendi spunti affidati al flauto. Una composizione circolare che quando sembra aver fine ricomincia per poi concludersi definitivamente lasciando nell'ascoltatore un senso d'ineguagliabile appagamento musicale ed estasiante: in poche parole un senso di meraviglia sconfinato.


Ecco, questo è un disco con i controcazzi, e c'è più evoluzione stilistica e musicale in quest'album che non in tutta la discografia dei Placebo presente...e perchè no, ci scometto anche futura!
Ma aggiungiamo pure che un pezzo di questi cinque preso a casaccio vale più di tutta la discografia dei placebo...e non sto esagerando, sono serissimo, così come (forse lui esagerava) Stravinski disse che "c'è più musica nella donna è mobile di Verdi che non in tutto Wagner!"...e tutti i torti il buon Aigor non ce li aveva!




Ma questo non prova un bel niente. Forse dovresti spiegarmene il senso. O forse si, ho capito. E allora a questo punto ti consiglio caldamente di ascoltarti le prime 5 canzoni di Meds:
- Meds
- Infra-red
- Drag
- Space Monkey
- Follow the cops back home

5 approcci diversi. 5 generi diversi (dalla electro-industrial, allo sperimentale, alla emo). Il tutto in 5 canzoni. In un unico album. E sentirsi le canzoni rimamenti.

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[ Questo messaggio è stato modificato da: NancyKid il 02-02-2006 alle 01:36 ]

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ex "CarbonKid"

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In data 2006-02-02 01:30, NancyKid scrive:
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In data 2006-02-01 23:42, DottorDio scrive:
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In data 2006-02-01 22:25, NancyKid scrive:
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In data 2006-02-01 22:13, DottorDio scrive:
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In data 2006-02-01 20:18, NancyKid scrive:

Ah, giudicare un gruppo da 4 canzoni (su quanti? un centinaio in tutto della loro carriera?) è referenza oggettiva?



E' anche vero che non facendo dei concept i placebo sono più facilmente giudicabili da pochi campioni ben selezionati, anche perchè non sono uno di quei gruppi che hanno subito variazioni stilistiche poi così rilevanti, almeno per ora



ahahah, questo dimostra davvero quanto poco conosci i Placebo.
Confrontare, giusto per il gusto, Come Home (96), Burger Queen (98), Spite and Malice (2000), English Summer Rain (2003) e Infrared o Space Monkey (2006). E se non si riconosce un cambio stilistico radicale, davvero si è sordi



Ehm, se tu avessi preso anche la parte di quote dove facevo l'esempio dei king crimson avresti capito cosa intendo per cambio stilistico, ma più che di cambio stilistico proprio cambio radicale.
Io intendo quello per cambio stilistico, cribbio, cambio che appare ancora più evidente all'interno alla discografia dei Crimson.
Probabilmente non avrai mai ascoltato quel capolavoro di "In The Court Of The Crimson King" quindi te lo spiego velocemente.

Traccia 1) 21th century schizoide man:
composizione turbinosa, chiassosa, cambi di tempo continui, una battua in tre quarti, una in 6 ottavi, tematiche in levare, strumentazioni sovrapposte e spiazzanti, voce distorta e filtrata. Sembra proprio di sentirlo l'urlo allucinato dell'uomo schizoide del 21esimo secolo, splendidamente rappresentato dalla copertina.

Traccia 2) I Talk To The Wind:
Canzone molto rilassante, la quiete dopo la tempesta iniziale, melodia splendidamente sviluppata con un'armonia che lasci libero spazio e importanza alla melodia senza passare, tuttavia, in un ruolo secondario ma essndo bensì parte integrante e fondamentale della struttura del pezzo e non solo un suono di riempimento come spesso avviene nelle composizioni dei placebo.

Traccia 3) Epitaph:
Uno degli apici poetici e d'estrema intensità dell'intera discografia dei king crimson che fa compagnia all'immensa "starless and bible black" dell'album omonimo e presente anche in "Red".
Epitaph è una canzone in tonalità rigorosamente minore, malinconica, struggente, d'una potenza emotiva impressionante, quasi irreale, ogni nota è perfettamente al suo posto e raggiunge il suo punto di massima intensità nel famoso "ritornello" (se così lo possiamo chiamare) "But i fear tomorrow, I'll be crying!"

Traccia 4) Moonchild:
canzone che riprende un po' le tematiche delle due songs precedenti con una prima parte molto rilassante e una seconda esclusivamente strumentale "absolutely free" raggiungendo una vetta onirica e surreale degna di un grande autore novecentesco contemporaneo (del'69) come un Ligeti, uno Tsukamoto oppure, andando un po' indietro con gli anni (con stile e tonalità ovviamente diversi) con un Satie o un Debussy.

Traccia 5) The Court Of The Crimson King:
Qui la composizione corale raggiunge il suo punto d'arrivo con l'ultima track con melodie e parole struggenti, cori che ribattono il canto di Lake, gli stupendi spunti affidati al flauto. Una composizione circolare che quando sembra aver fine ricomincia per poi concludersi definitivamente lasciando nell'ascoltatore un senso d'ineguagliabile appagamento musicale ed estasiante: in poche parole un senso di meraviglia sconfinato.


Ecco, questo è un disco con i controcazzi, e c'è più evoluzione stilistica e musicale in quest'album che non in tutta la discografia dei Placebo presente...e perchè no, ci scometto anche futura!
Ma aggiungiamo pure che un pezzo di questi cinque preso a casaccio vale più di tutta la discografia dei placebo...e non sto esagerando, sono serissimo, così come (forse lui esagerava) Stravinski disse che "c'è più musica nella donna è mobile di Verdi che non in tutto Wagner!"...e tutti i torti il buon Aigor non ce li aveva!




Ma questo non prova un bel niente. Forse dovresti spiegarmene il senso. E a questo punto ti chiedo pure di ascoltarti le prime 5 canzoni di Meds:
- Meds
- Infra-red
- Drag
- Space Monkey
- Follow the cops back home

5 approcci diversi. Quasi 5 generi diversi (dalla electro, allo sperimentale, alla emo). Il tutto in 5 canzoni. In un unico album. E sentirsi le canzoni rimamenti.




Ah, e in tutto questo nell'ambito di 25 minuti.
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eh?

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projector


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E poi dai, i placebo si ripetono anche molto, molte canzoni si somigliano, a parte i soliti giri d'armonici (questa è una pecca comunissima nella musica leggera), ma poi i soliti riff, i soliti ritornelli con melodie facilone e spaccafava, aggiungiamoci poi che Molko non è manco sto gran cantante e non ha poi questi gran connotati particolari (Ozzy, Wyatt, Di Anno, il cantante dei Cirith Ungol erano particolari e avevano un loro fascino, nonostante (forse sarebbe bene esculdere Di Anno) non fossero queste voci perfette e poi così belle...ecco, Molko è piuttosto insignificante)

[/quote]
benisssimo, dottordio ha ascoltato i placebo e più o meno ha espresso un parere molto simile al mio che ho ascoltato solo qualche singolo...

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