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Autore Chi ha paura del cinema?
ermejofico

Reg.: 17 Ago 2005
Messaggi: 662
Da: roma (RM)
Inviato: 15-12-2006 14:14  
Due film che, per motivi diversi, non vedrò.

Primo film. Manager, broker, megadirettore generale della corporation è giunto ad un punto morto nella sua vita. Il luogo di lavoro si è rivelato essere una giungla terribile, dove conta solo la rapacità e la capacità di sopraffazione. Ogni discorso che evochi affetti, solidarietà o spirito di corpo non è che una trappola: dandovi retta si finisce, nello spazio di un istante, all’ultimo gradino della scala sociale. Né il mondo degli affetti è poi fondalmente diverso: anche qui interesse, cupidigia, soddisfazione narcisistica la fanno da padrone: non c’è via d’uscita. Dove rifugiarsi, cosa fare? Del tutto inatteso giunge il rimedio: occorre che il protagonista si rechi in Francia per occuparsi della liquidazione di una azienda vinicola in seguito alla morte del parente che ne era il titolare. Il nostro spalluto eroe è ben convinto che porterà a termine in breve tempo la sua missione, ma ecco che una serie di circostanze impreviste lo obbliga a prolungare la sua permanenza, a riprendere le fila interrotte dal suo predecessore. Alla fine, ritroverà nella semplice vita campagnola, fatta di botti di rovere, baci francesi e profumo del mosto selvatico, i veri valori che sembravano scomparsi per sempre dalla faccia della terra. Gli saranno di prezioso ausilio una serie di flashback che lo ritraggono bambino, intento ad assorbire preziose perle di saggezza dal suo avo, nonché l’incontro con una notevole rappresentante della fauna femminile locale, interpretata da una giovane speranza del cinema mondiale, già in testa in molti sondaggi come “gnocca of the year”.

Secondo film. L’immagine è traballante: l’operatore sta ancora regolando l’inquadratura perché il suo oggetto sia perfettamente al centro della composizione. Dalla povertà del sonoro e della ripresa intuiamo che si tratta di una macchina minima, una telecamera compatta, forse. Finalmente il regista trova la posizione giusta e vediamo l’oggetto del suo interesse: tre ragazze che sul portone della scuola stanno aspettando l’ora di entrare in classe. Una ha qualche brufoletto sulla fronte (la mano corre a coprirla), un'altra fuma lanciando occhiate laterali in direzione del corridoio, temendo probabilmente che arrivi qualcuno da dentro a sgridarla. Quasi di comune accordo le tre si mettono a fargli gesti come per cacciarlo via. La camera ruota verso di lui che tenta un’espressione libidinosa. Taglio. Dal modo rapido della rotazione (e dal formato, ora ce ne rendiamo conto) realizziamo che si tratta di un cellulare con camera incorporata.
Brevi inquadrature di una classe irrequieta. Dai discorsi che si sentono nella traccia audio capiamo che “il prof” non verrà oggi e che il supplente è in ritardo. Un aereo di carta passa davanti al telefonino. La camera è di nuovo in cerca di ragazze fra i banchi: si sofferma ora sull’una ora sull’altra ma non sembra soddisfatta di nulla in particolare. Ad un certo punto il movimento si arresta su di un ragazzo robusto con una felpa con su scritto “Napapijri”. L’operatore stava per passare oltre ma, dall’arresto improvviso in coincidenza con il movimento del soggetto, capiamo che il ragazzo ha catturato l’attenzione dell’operatore, che questo si aspetta che il suo compagno farà presto qualcosa di interessante o divertente.
“Napapijri” si è alzato ed ora si dirige verso la porta dell’aula (uno stacco sulla classe ci avverte che tutti gli occhi sono puntati su di lui). Rientrando in classe, con aria forzatamente seria, il ragazzo urla: “Cos’è sto casino? Sono il supplente e vi sbatto tutti dal Preside!”. La camera – cellulare lo segue mentre raggiunge la cattedra e sale sulla pedana, le acclamazioni della classe crescono di intensità. All’improvviso “Napapijri” alza il registro sopra la sua testa e lo sbatte con violenza sul piano della cattedra: silenzio improvviso interrotto solo da qualche risolino. “E ora interroghiamo” continua il finto supplente con aria solenne aprendo il registro (l’operatore ha staccato violentemente e deve aver raggiunto la cattedra, dato che vediamo, nell’immagine seguente, il dettaglio del registro con i nomi su cui scorre il dito). “Napapijri” guarda diritto in macchina e fa una faccia aggressiva. Poi torna a guardare il registro. “Vediamo, vediamo…Abinato, …Arrosio … Si, potremmo sentire subito Arrosio… Arrrrosio…. Avvosio… No: ma con quel bel nome da frocione Avvvvosio che ti ritrovi magari sei pure preparato e allora che gusto c’è?” (risate). “Vediamo: Azzone, anzi C- azzone, Barbiello…no,…Puzzola, … Arripotter… (la camera fa una panoramica veloce e mossa verso il titolare del soprannome), Yenapisski… no!”. Stacco e veduta frontale a mezza figura di “Napapijri”. Si sporge indietro spalancando gli occhi, sempre guardando l’elenco degli allievi, e trattiene il fiato. Poi prorompe con voce altissima: “Mooooongo! Mongolinobbbello, quasi mi dimenticavo di te…! Interrogato, alla lavagna!” (brusio, la camera si sposta ad inquadrare in campo medio un ragazzo seduto al banco a metà della classe. Zoom sul suo volto). L’espressione di sorpresa è accentuata dal fatto che “Mongo” ha la bocca piena ed in mano una pizzetta unta. Tenta di sorridere mentre guarda in macchina. “Ahhh… non hai studiato… non vuoi venire…. E ride pure, in faccia al professore…!”. Napapijri si alza di scatto, scende dalla pedana e cammina a passi veloci verso il ragazzo. La camera lo segue molto da vicino standogli alle spalle e muovendosi molto. “Napapijri” nel suo cammino travolge sedie e sposta rumorosamente i banchi anche se non si trovano esattamente sulla sua traiettoria (si sentono i rumori fuori campo). L’operatore ora deve aver incespicato su di uno zainetto perché la MDP va improvvisamente in picchiata a riprendere per un attimo il pavimento. Intorno risate e schiamazzi; qualcuno batte le mani. La camera si porta di nuovo sul volto del ragazzo seduto al banco, che appare ora molto più nervoso, mentre tenta di nascondere la pizzetta sotto il banco. […]
Nella sua cameretta un ragazzo (l’operatore) è seduto al computer. Cerca un sito in rete, sullo schermo del computer leggiamo su di una cartella: “Video divertenti - upload”. Volto perplesso del ragazzo in primo piano. Passa qualche secondo. Nell’inquadratura successiva, l’ultima, il dito preme “invio”.

Chi ha paura del cinema?

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"Che cosa te ne fai di una banca se hai perduto l'amore?"

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