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Autore In Campania l'assalto della legalità, Antonello De Pierro racconta la rivoluzione sul territorio
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Reg.: 19 Apr 2007
Messaggi: 288
Da: roma (RM)
Inviato: 04-07-2026 00:16  
Il leader del movimento Italia dei Diritti-De Pierro traccia la rotta dopo l'exploit di nomine tra Napoli e Salerno: «Le giunte locali sono avvertite: con i nostri 'consiglieri ombra' portiamo la luce dei diritti nelle stanze del potere. Non siamo un semplice partito, siamo una sentinella che non dorme mai»



Napoli - Mentre i partiti tradizionali si arroccano nelle segreterie, l’Italia dei Diritti–De Pierro sta portando avanti un’espansione territoriale senza precedenti in Campania. In poco tempo, il movimento ha occupato caselle chiave da Napoli a Salerno, strutturando una rete di "sentinelle" pronte a dare battaglia nelle Municipalità e nei Comuni. Abbiamo incontrato il presidente Antonello De Pierro per capire come questa crescita lampo stia cambiando i rapporti di forza nella regione e perché il suo metodo stia togliendo il sonno agli amministratori locali.

Presidente De Pierro, la crescita del suo movimento tra Napoli e Salerno negli ultimi mesi è stata definita "clamorosa". Si aspettava una risposta così rapida dal territorio campano?

«Sapevo che il terreno era fertile, ma la velocità è stata impressionante. Abbiamo costruito una struttura d’acciaio in tempo record. A Napoli, sotto la guida della segretaria Maira Nacar e dei vice Agnese Buonocore e Nicola Martone, abbiamo creato un nucleo operativo d'eccellenza. L'innesto di Emanuele Travino nella X Municipalità e di Luca Martone nell'Agro Giuglianese dimostra che non vogliamo solo "esserci", vogliamo presidiare ogni metro quadrato della regione. Da poco sul territorio è presente anche Gianfranco Bellissimo come consigliere ombra su Napoli città; la sua è una new entry di valore assoluto che rafforzerà ulteriormente il controllo sul capoluogo. In Campania la gente ha fame di verità e noi siamo gli unici a offrirla senza filtri».

Lei parla spesso di "famiglia della legalità". È questo il segreto che anima gli amministratori che già operano nelle istituzioni, come i consiglieri di Sant'Angelo a Fasanella?

«Assolutamente sì. Monica Persiani, Teresa Trerotola e Massimo Pacico non sono semplici esponentii, sono soldati della trasparenza nel cuore del Salernitano. Chi entra nell'Italia dei Diritti sa che ha alle spalle un movimento che non scende a compromessi. Il nostro responsabile nazionale per la Politica Interna Carlo Spinelli, fa un lavoro straordinario nel coordinare queste energie: non cerchiamo poltrone, cerchiamo persone perbene che vogliano lottare per il trionfo dell'etica».

Il radicamento a Salerno è diventato un caso studio, con nomine che coprono aree vaste come il Vallo di Diano e il Cilento. Qual è la strategia dietro questi nomi?

«La strategia è la competenza. A Salerno abbiamo una squadra formidabile guidata da Corrado Fella, con il supporto di Andrea Vricella, Piero Quagliariello, Michele Cataneo e del nuovo vice segretario Francesco Casciano. Le altre nomine dei responsabili per l'Area Alburni e Alto Cilento, nonché per il Vallo di Diano, chiude il cerchio su zone strategiche. Vogliamo amministratori che sappiano leggere un bilancio e che non abbiano paura di denunciare. Il nostro non è civismo di facciata, è controllo democratico permanente».

Il "metodo dei consiglieri ombra" sta agitando molte giunte locali campane. Perché questa strategia di opposizione esterna fa così paura ai sindaci?

«Fa paura perché è un metodo scientifico di vigilanza. I nostri responsabili territoriali, a Napoli e a Salerno, agiscono come sentinelle. Laddove non abbiamo ancora eletti ufficiali, monitoriamo delibere, appalti, discariche abusive e inefficienze nei servizi pubblici. Quando Maira Nacar denuncia i disservizi della mobilità a Napoli o Quagliariello accende i fari sul degrado ambientale, non fa filosofia: porta i fatti davanti ai cittadini e alle autorità. Alcuni sindaci temono il nostro fiato sul collo perché sanno che con noi la "pacchia" della gestione opaca è finita».

Qual è il suo messaggio per i cittadini campani che vedono in questa rapida espansione l'ultima speranza contro l'immobilismo politico?

«Dico loro che la nostra scalata è solo all'inizio. Ogni nuova nomina, da Emanuele Travino a Gianfranco Bellissimo, è un nuovo lucchetto che mettiamo alle porte della mala amministrazione. Ai campani prometto che non faremo un passo indietro. Siamo Davide contro Golia, ma la nostra forza è la coerenza: non cambiamo idea ogni volta che cambia il vento e i risultati di questo inizio 2026 ci stanno dando ragione su tutta la linea».

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