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La candidatura del disabile Massimini è un proiettile di civiltà, Antonello De Pierro scuote le ammi |
paparazzo1
 Reg.: 19 Apr 2007 Messaggi: 270 Da: roma (RM)
| Inviato: 21-05-2026 03:24 |
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La candidatura del disabile Massimini è un proiettile di civiltà, Antonello De Pierro scuote le amministrative di Percile
La candidatura del disabile Massimini è un proiettile di civiltà, Antonello De Pierro scuote le amministrative di Percile
"Schierare un disabile motorio nel borgo delle barriere architettoniche non è una provocazione, ma un obbligo morale. Se Fabrizio verrà eletto, o il Comune si adegua o Palazzo Borghese chiude per illegalità democratica. Noi dell’Italia dei Diritti - De Pierro non facciamo sconti"
Roma - Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio a Percile assumono oggi una rilevanza che travalica i confini locali, diventando un caso di studio nazionale sulla democrazia e l'inclusione. All'interno della lista guidata dal candidato sindaco Luca Hammad, il movimento Italia dei Diritti-De Pierro ha calato l'asso: la candidatura di Fabrizio Massimini, cittadino con disabilità motoria. Una mossa che il presidente del movimento Antonello De Pierro commenta in questa intervista fiume, tracciando la linea di una battaglia che promette di cambiare per sempre il volto e l'accesso del borgo.
Presidente De Pierro, la candidatura di Fabrizio Massimini a Percile sta facendo rumore. Qualcuno la definisce una mossa audace, altri una sfida aperta all'attuale amministrazione. Qual è la verità?
"La verità è che la candidatura di Fabrizio Massimini è un proiettile di civiltà puntato contro il cuore del castello burocratico di Percile. Non è una sfida, è la realtà che bussa alla porta di chi ha fatto finta di non vedere per anni. Schierare Fabrizio nella lista di Luca Hammad significa dire: 'Ecco, questo è un cittadino che vuole servire il suo paese, ma a cui voi state impedendo fisicamente di farlo'. Fabrizio è la carne e il sangue di una battaglia per i diritti che l'Italia dei Diritti- De Pierro porta avanti da quando è nata. A Percile le chiacchiere stanno a zero: ora servono i fatti."
Massimini è un disabile motorio in un comune dove la sede comunale è preceduta da una scalinata ripidissima e inaccessibile. Cosa succederebbe concretamente se venisse eletto il 24 e 25 maggio?
"Succederebbe un terremoto istituzionale senza precedenti. Dal giorno dopo l'elezione, il Comune di Percile si troverebbe in una situazione di illegalità permanente. Se Fabrizio Massimini venisse eletto consigliere, ogni minuto in cui Palazzo Borghese rimane inaccessibile sarebbe un minuto di violazione della Costituzione. Un consigliere eletto dal popolo ha il diritto e il dovere di partecipare alle sedute. Se non può entrare in aula perché l'amministrazione non ha rimosso le barriere, quel consiglio comunale è monco, è illegittimo. Noi siamo pronti a impugnare ogni singola delibera, ogni bilancio, ogni atto prodotto in un'aula dove a un eletto è negato l'accesso. O mettono un ascensore, o il consiglio si dovrà tenere in piazza, davanti a tutti."
Luca Hammad, il vostro candidato sindaco, sembra aver sposato appieno questa linea dura. C'è sintonia totale su questo punto?
"Sintonia assoluta. Luca Hammad è un candidato che guarda al futuro e capisce che un paese che esclude i disabili è un paese che muore. Insieme a lui e all'Italia dei Diritti-De Pierro, abbiamo deciso che l'abbattimento delle barriere non sarà un punto tra i tanti nel programma, ma la precondizione per governare. Fabrizio Massimini non è in lista per fare numero o per raccogliere 'voti di simpatia'. È lì perché è un uomo capace, un cittadino esemplare che, pur vivendo sulla propria pelle il disagio di un borgo ostile, ha deciso di metterci la faccia. Se vinceremo, Fabrizio sarà il garante che ogni centesimo dei fondi regionali e nazionali venga speso per rendere Percile accessibile a tutti."
Lei ha spesso citato il programma nazionale del Suo movimento depositato al Ministero dell'Interno. Come si lega la candidatura di Massimini a quella visione nazionale?
"Si lega in modo indissolubile. Quando abbiamo depositato il nostro programma al Ministero, abbiamo scritto chiaramente che il diritto alla mobilità e all'accessibilità deve essere garantito per legge, con poteri sostitutivi dello Stato in caso di inerzia dei comuni. Percile è il laboratorio di questa visione. Se lo Stato permette che un consigliere comunale non possa accedere al proprio ufficio, lo Stato ha fallito. Con la candidatura di Massimini, noi costringiamo le istituzioni superiori, la Regione Lazio, il Prefetto, il Ministero a intervenire. L'Italia dei Diritti-De Pierro non fa politica per occupare poltrone, ma per abbattere i muri che dividono i cittadini. Fabrizio è il nostro ariete contro il muro dell'indifferenza."
E se l'amministrazione uscente dovesse dire, ancora una volta, che non ci sono le risorse per un ascensore urbano o per lo spostamento degli uffici?
"Rispondo che stanno mentendo o che sono degli incapaci. Abbiamo già denunciato l'esistenza di bandi regionali, uno con scadenza proprio ad aprile scorso, che coprono il 100% delle spese per i piccoli comuni. Se non hanno presentato i progetti, devono andare a casa per manifesta negligenza. Se invece dicono che non si può fare perché il borgo è 'storico', citino la legge che dice che la pietra vale più della dignità umana. Non esiste. La tecnologia oggi permette di installare ascensori urbani a impatto zero, come dimostrato in tanti altri borghi laziali. La verità è che a Percile è mancata la volontà politica. Ma con Massimini in Consiglio, la volontà diventerà un obbligo legale."
Presidente, un messaggio finale ai cittadini di Percile che andranno al voto tra poche settimane.
"Il messaggio è semplice: il 24 e 25 maggio non sceglierete solo un sindaco, sceglierete che tipo di comunità volete essere. Volete continuare a vivere in un borgo che ignora i propri anziani, i propri disabili e i propri cittadini fragili, o volete un paese che non lascia indietro nessuno? Votare per Luca Hammad e per Fabrizio Massimini significa votare per un'Italia dei Diritti-De Pierro che non si arrende all'evidenza dei gradini, ma che quei gradini li vuole abbattere. Noi siamo la voce di chi oggi è costretto a fermarsi ai piedi di quella scalinata. Dal 26 maggio, quella voce entrerà prepotentemente dentro Palazzo Borghese. E allora sì che inizierà la vera democrazia."
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