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Autore Addio a Candido Cannavò
gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 22-02-2009 11:37  
Mi dispiace moltissimo, leggendo vari commenti, mi sono anche commosso e qualche lacrima l'ho versata. Mi era capitato raramente per persone non conosciute direttamente, oltretutto nonostante non siano pochi 78 anni, non sono neanche molti, e penso che avesse ancora da dare e dire.
L'ho sempre stimato ed è per lui che da quando sono piccolo, invece che comprare il romano Corriere dello sport, con pagine e pagine sulla Roma, compro la Gazzetta. Una persona sempre sopra le parti, pacata, con un grande senso dello sport e dell'etica. Era davvero, uno dei pochi, e tra questi il migliore, capace di parlare di sport con il giusto tono, intelligenza e competenza. Un uomo che davvero faceva trasparire la sua onestà intellettuale e, talvolta, dolore per dovere dire qualcosa che lo turbava personalmente, ma che pensava fosse giusto dire (come quando criticò Pantani senza se e senza ma). Una bella persona, sembrava di consocerla anche senza averla mai vista negli occhi.

Tra i tanti "necrologi" letti in rete, il più bello mi sembra quello di Repubblica che riporto qui sotto:


Si era sentito male giovedì a casa sua, e cioè alla Gazzetta. Vano il ricovero in ospedale, Candido Cannavò è morto oggi, a 78 anni. Storico direttore del più venduto giornale sportivo italiano, un uomo in rosa per le sue scelte coraggiose e spesso controcorrente, per le tante battaglie d'opinione che è impossibile citare. Dal doping all'etica nel calcio, fino al suo impegno per gli invisibili e per i meno garantiti, dopo aver lasciato la direzione.

Candido Cannavò non è stato alla Gazzetta il direttore delle bombe di mercato e dei titoli forzati, ha dato al suo giornale una cifra e un'autorevolezza internazionale. Ha fatto un giornalismo civile, mai violento e mai localistico. Non ha avuto paura di schierarsi contro intoccabili come Nebiolo. Ha combattuto gli eccessi del calcio, ha polemizzato anche con le squadre di Milano. Fino ad andare "contro" i suoi interessi di giornale organizzatore del Giro d'Italia. Fu severo con Pantani, ma la sua morte lo sconvolse. Andò perfino contro la sua città, quando si schierò a favore della giustizia federale, per la cancellazione del Catania, ricevendo minacce molto pesanti.

Stracandido, come lo aveva soprannominato Teocoli, passerà anche alla storia per essere stato uno dei pochi personaggi pubblici ad aver detto no nel 2003 a "Scherzi a parte": "E' una cosa volgare, non vi darò mai il permesso per trasmettere questa roba". Aveva ragione: mai in tv Cannavò è sembrato sopra le righe: che parlasse di ciclismo al Processo alla tappa, o di calcio alla Domenica Sportiva.

Lasciata la direzione, ha lavorato a San Vittore e scritto libri sulla vita dei disabili, sui preti da marciapiede: non aveva niente da espiare Cannavò. Semplicemente a un punto della vita in cui in genere si fa i nonni o ci si riposa o si cede alle chiacchere da bar, lui è tornato con amore al giornalismo di strada.


Aveva iniziato in Sicilia, a Catania, come corrispondente della Gazzetta, a metà degli anni '50, dopo un passato nell'atletica. Fu Gino Palumbo a chiamarlo a Milano, per assumerlo e poi promuoverlo inviato. Da quelle stanze di via Solferino, Cannavò non si è più mosso, fino ad arrivare alla carica di direttore. Che ha coperto per quasi vent'anni, dal 1983 al 2002.

Poi ha continuato a frequentare la Gazzetta. Aveva una stanza dipinta di rosa. Si è sentito male in mensa, era insieme ad altri colleghi e al figlio che lavora al Corriere della Sera. Una vita dentro i giornali non poteva che finire così.

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Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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DonVito
ex "quentin83"

Reg.: 14 Gen 2004
Messaggi: 11488
Da: torino (TO)
Inviato: 22-02-2009 11:47  
r.i.p.

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utopia


Reg.: 29 Mag 2004
Messaggi: 14557
Da: Smaramaust (NA)
Inviato: 22-02-2009 11:48  
Che peccato...
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Tutto dipende da dove vuoi andare... Non importa che strada prendi!

Happiness only real when shared.

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Moreschi


Reg.: 14 Gen 2006
Messaggi: 2038
Da: Milano (MI)
Inviato: 22-02-2009 13:43  
Per me è l' unico, vero, ultimo...dopo lui uno schifo

CIAO DIRETTORE
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“Tutti i miei film possono essere pensati in bianco e nero, eccetto Sussurri e grida ... ho sempre immaginato il rosso come l'interno dell'anima” (I. Bergman).

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sloberi

Reg.: 05 Feb 2003
Messaggi: 15093
Da: San Polo d'Enza (RE)
Inviato: 22-02-2009 13:55  
Non mi piaceva tantissimo quando era direttore ma, incredibilmente, l'ho sempre rimpianto vista la pochezza di quelli che l'hanno seguito.

Comunque un ottima persona.
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E' ok per me!

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badlands

Reg.: 01 Mag 2002
Messaggi: 14498
Da: urbania (PS)
Inviato: 22-02-2009 18:01  
mi accodo,mi è sempre parsa un'ottima persona,e senza il minimo dubbio(anche se oggi la leggo quasi mai),la gazzetta ha perso quasi tutto come stile e qualità da quando fu sostituito
ciao!

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TheSpirit

Reg.: 21 Set 2008
Messaggi: 3605
Da: Napoli (NA)
Inviato: 24-02-2009 23:45  
A Napoli abbiamo subito sfruttato la morte di Cannavò come ennesima occasione per renderci ridicoli:

quote:
Intitolare la tribuna stampa dello stadio San Paolo a Candido Cannavò e organizzare un evento sportivo che ne ricordi la figura professionale e la sua dedizione a tutto ciò che sia sport, è la proposta dell'assessore allo Sport del Comune di Napoli, Alfredo Ponticelli, che vuole così rendere omaggio all'ex direttore della Gazzetta dello Sport. «Proporrò alla commissione Toponomastica di intitolare la tribuna stampa dello stadio San Paolo a Cannavò - ha detto Ponticelli sollecitato da alcuni giornalisti - lo faremo in accordo con l'Ussi. Poi ho intenzione di organizzare, con la collaborazione del Coni e dell'Ussi, un evento sportivo allo stadio Collana che rappresenti la voglia di sport, di tutti gli sport, che il Direttore aveva». Continuando Ponticelli ha sottolineato che nell'evento ci sarà un forte protagonismo dello sport agonistico per diversamente abili e compatibilmente con le sue condizioni di salute e con il budget, sarà auspicabile la presenza di Oscar Pistorius, l'atleta disabile per il quale proprio Cannavò si è battuto molto».

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