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Credete nelle giornate nate sfortunate? |
gatsby
 Reg.: 21 Nov 2002 Messaggi: 15032 Da: Roma (RM)
| Inviato: 02-04-2003 22:31 |
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Fortuna voleva
La sveglia mi assillava da tempo immemore quando decisi che era il caso di allungare il braccio per spegnere quel martellante ti-ri-ti-tì-ti-ri-ti-tì. Con gran dolore mi accorsi che il braccio incaricato di questa importantissima missione non rispondeva ai comandi e giaceva inerme sotto il mio petto chissà da quante ore. Dopo un leggero e piacevole formicolio il dolore, dovuto all’appisolamento dell’arto, si fece sempre più insistente tanto da indurmi ad assoldare l’ altra mano per l’incarico.
Bisogna adesso soffermarsi sul delicato momento che il mio corpo intorpidito dal lungo sonno notturno, quasi come una mummia egizia risvegliata dal riposo millenario dall’ Indiana Jones di turno, stava vivendo in quell’istante. Nel mio caso il rompicog…, ehm… il simpatico Indiana era rappresentato da quel continuo ti-ri-ti-tì che altro non era che il piacevole canto della mia amatissima sveglia. Purtroppo inavvertitamente il mio braccio sinistro non abituato a sbrogliarei situazioni così delicate, urtò violentemente l’abat-jour facendola cadere a terra. In una situazione di quasi moribondo e con le tendine degli occhi ancora incastrate sotto la pelle tirai su l’abat-jour per constatarne i danni subiti, e mi svegliai definitivamente grazie alla schicchera da circa 220volts che partita dalla mia mano sinistra si diffuse in tutto il corpo alla velocità della luce con la potenza di un carro armato. Alzato, non pago del dolore, con un istinto masochista pestai i cocci della lampadina alla ricerca delle pantofole che fortuna voleva stessero sotto il letto, nel punto di incrocio fra le due diagonali della struttura, punto irraggiungibile per le braccia ma obiettivo possibile per le mia gambe che in quel momento erano integrate dalla lunghezza dei vetri incastrati sulle piante dei piedi. Solo oggi capisco che quelli non erano altro che segni premonitori di una mattinata in cui tutto ciò che sarebbe potuto accadere sarebbe successo.
Sistemati i piedi con un attento e doloroso controllo mi trascinai verso il bagno. Dopo aver tirato giù la cerniera ed aver iniziato l’attività di espulsione dei liquidi mi colse una serie infinita di starnuti che rese più scure ed umide piccole parti dei nivei pantaloni del pigiama, tanto da renderli adatti al travestimento di un arlecchino in bianco e nero.
Levato e vestito mi ritrovai davanti allo specchio. L’acconciatura era irrimediabilmente stravolta dal segno del cuscino così come la mia faccia. Dopo aver perso molto tempo a cercare di aggiustarmi realizzai che i capelli non sarebbero andati mai al loro posto e che ormai era troppo tardi per altri inutili tentativi. Di corsa portai giù Kimba, il mio pastore tedesco, in quel bellissimo parchetto sotto casa riservato ai cani che ogni volta che frequento regala con estrema cortesia un odoroso dono alle mie scarpe che quel giorno, fortuna voleva, avessero il fondo in carro armato. Risalito sopra, lasciai le scarpe sul balcone colla speranza di avere un po’ di tempo da dedicarci nel pomeriggio. Mi cambiai le scarpe in un batter d’occhio e mi diressi verso l’ascensore. OCCUPATO. E quando mai! Percorsi le scale in tempo zero. Entrai in macchina , partii in tutta fretta accesi i bocchettoni del riscaldamento quando mi accorsi che nella notte un gatto ci aveva fatto i propri bisogni. Arrivato nei pressi dell’università cominciai a cercare parcheggio. Vidi una vecchia Fiesta lasciare il proprio posteggio e di corsa intrapresi la piccola stradina di un’unica corsia unica nella quale dovevo parcheggiare. Pronto ormai alla manovra dietro la mia vettura si formò una fila infinita di macchine anche loro in preda alla fretta di arrivare in orario al lavoro. Era un parcheggio semplice, ma chissà perché quel giorno non riuscii a fare subito la manovra. Le auto dietro di me cominciarono a suonare il clacson ed io dopo un secondo errato tentativo sempre più preso dal panico e con la fronte grondante di sudore neanche mi trovassi ai tropici decisi che forse sarebbe stato meglio andare avanti, fare il giro dell’isolato e ritornare all’ambito parcheggio con un po’ più di calma e tempo per fare la manovra. Fortuna voleva che quando tornai in quel punto una simpaticissima Smart avesse preso il posto da me bramato, risparmiandomi la fatica della manovra ed offrendomi la possibilità di conoscere tutto ciò che circonda la mia università nel raggio di un paio di miglia. Dopo aver lasciato la macchina a distanza chilometrica mi recai correndo alla meta, sicuro che la giornata non avrebbe potuto che migliorare!
E voi credete nelle gionate nate storte e che quindi possono solo continuare per quella strada?
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Quando tornai a guardare nella direzione di Gatsby, questi era scomparso, e io ero di nuovo solo nell'oscurità inquieta.
[ Questo messaggio è stato modificato da: gatsby il 03-04-2003 alle 19:24 ] |
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FlatEric ex "Darkness"
 Reg.: 03 Dic 2002 Messaggi: 3200 Da: Roma (RM)
| Inviato: 03-04-2003 13:27 |
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Giornate sfortunante ce ne sono molte, per esempio oggi per me è stata una giornata deprimente. Vedremo più avanti nella giornata...
_________________ Then I see you standing there
Wanting more from me
And all I can do is try
Then I see you standing there
Wanting more from me
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Try |
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mulaky
 Reg.: 09 Lug 2002 Messaggi: 32104 Da: Catania (CT)
| Inviato: 12-04-2003 20:38 |
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le giornate nate sfortunate (parla una che se ne intende), generalmente (circa il 99,99 %) continuano ad essere sfortunate. Il mio consiglio è di stare a casa soli, se è possibile, altrimenti, è quello di guardare avanti senza soffermarsi troppo sulle sventure!!!
_________________ What you fear in the night in the day comes to call anyway
Well darling if the shit came out then, I suppose that the shit went in
(A.D.) |
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Grabbi ex "Loserkid"
 Reg.: 15 Feb 2002 Messaggi: 7197 Da: legnano (MI)
| Inviato: 13-04-2003 15:32 |
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minchia se ci credo.. capisco se una giornata andrà male dai primi 15 minuti dopo essermi svegliato!
_________________ "Mi disse urlando che solo io potevo salvare la terra. Cososcevo bene lo sguardo di un uomo disperato.
A casa ho uno specchio." |
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mulaky
 Reg.: 09 Lug 2002 Messaggi: 32104 Da: Catania (CT)
| Inviato: 13-04-2003 23:10 |
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quote: In data 2003-04-13 15:32, Loserkid scrive:
minchia se ci credo.. capisco se una giornata andrà male dai primi 15 minuti dopo essermi svegliato!
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ti ci vogliono 15 minuti per capirlo, a me 5!!! Cribbio........che sfiga!!
_________________ What you fear in the night in the day comes to call anyway
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(A.D.) |
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