xander77
 Reg.: 12 Ott 2002 Messaggi: 2521 Da: re (RE)
| Inviato: 29-03-2003 12:39 |
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quote: In data 2003-03-26 09:47, MRSSTEELE scrive:
nevicava e cosa caspita può fare al 15 gennaio. Io ero dietro al bancone e guardavo la mia vita passare la mia giovinezza sciogliersi come la neve che cadeva al di fuori senza un perchè...la si calpestava coi piedi come avevano sempre fatto con me,una timida una passiva una che aveva paura di tutto se non altro per timore di venire insultata. MA mi chiedevo se mai ci fosse stata una riscossa per noi che come la neve si lasciavano calpestare e poi si scioglievano senza lasciare traccia. Il mio animo esacerbato da tutto quello era il mio incubo, la mia confusione,tale confusione come quella che c'è ad una festa piena di gente ubriaca che urla, tutti per conto proprio che vomita negli angoli perchè è troppo ubriaca per andarsene di li.Nessuno badava a me tranne che per darmi degli ordini...karen porta il vino....e come un autome eseguo. MA perchè? Cosa significa tutto questo. Nella mia mente cominciava ad aprirsi un piccolo varco di follia. E se provassi a farli sparire tutti, uno ad uno come con una bacchetta magica. Mi diressi verso la cucina lentamente e mi sedetti su di una sedia,mi guardai intorno. C'era una bottiglia di vino su ltavolo.Non era una gran bevitrice ma me ne versai una coppa dal decanter...Il signor Kurt entò di scatto e mi apostrofò "cosa cavolo fai li vai a servire ai tavoli..." E mi diede subito le spalle. Era abituato a fare così perchè ero una remissiva...ma quella sera ero ben decisa a fargliela pagare. Cieca di rabbia e di vergogna per aver accettato così a lungo quella situazione,afferrai una bistecchiera a griglia . Accidenti se pesava, ma fui fulminea e la bistecchiera si calò pesantemente sul crani odel signor kurt che no nebbe tempo a dire nulla . Stramazzò a terrà, con una tempia aperta.Un flebile suono gl iuscì dalla bocca ma i oero troopo occupata a cercar e la mia prossima vittima per sentirlo. Sarebbe stata la moglie, con tutti suoi vaneggiamenti sulla moda.La chiamai in cucina per chiedre aiuto per alzare una mensola e invece lei non sapeva che andava a trovare quel negriero del marito...colpii anche lei più volte finchè non cadde a terra sanguinante gli occhi spalancati, la mano protesa verso l'uscita come per chiedere l'ultimo inutile aiuto.
Quando vidi il mio duplice misfatto mi sentti più leggera sollevata come se mi avessero tolta una fastidiosa mosca dal collo. Scappai dal retro con il cappotto in mano e la sciarpa che penzolava e corsi sulla neve ricadendo e rialzandomi più volte come Cristo...come se LUI sapesse già cosa aveva fatto la sua Karen la ragazza timida e riservata, votata al silenzio e alla sottomissione. PAssai qualche ora dentro la stazione dei bus e quando alla mattina sentii le sirene non mi spaventai ne mi opposi . Mi lasciai portar via docilmente. In fondo ero sempre stata una timida...
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1) LA FORMA: piuttosto zoppicante fin dall'inizio, la frase d'esordio non è delle migliori : "NEVICAVA E COSA CASPITA (?!) PUO' FARE AL 15 GENNAIO.Già qui si notano i due difetti principali del testo, la scarsa consecutio dei tempi verbali e un certo infantilismo linguistico che mal si adatta al tono iper-drammatico del racconto (più vanti parli di un MISFATTO, tanto per citare un altro esempio). Anche le frasi successive in cui è contenuto il paragone con la neve calpestata e la festa in cui tutti vomitano negli angoli è debole dal punto di vista grammaticale per un uso "imperfetto" dell'imperfetto.
Altra piccola osservazione apprentemente insignificante: MI SEDETTI SU UNA SEDIA. E' una frase ovvia e ridondante (mai visto uno sedersi sul fornello in cucina) che mostra come il ritmo del racconto è troppo appesantito e in generale frammentario: in questi casi occorre togliere, snellire e lasciar maggirmente respirare le parole, se capisci ciò che intendo.
2) IL CONTENUTO: la cameriera timida che compie una strage non è certo un idea originalissima (anche se molto liberatoria per tutto l'immaginario femminile), ma questa non è una colpa, l'innovazione nella letteratuta è una faccenda che riguarda pochissimi grandi scrittori. Più che altro mi lascia perplesso il modo in cui la protagonista matura la sua decisione omicida. Tu scrivi che nella sua mente comincia ad aprirsi un piccola varco di follia. L'errore è narrarlo in prima persona cona la consapevolezza che tale follia venga percepita da karen come se arrivasse uno starnuto: oscilli tra la lucidità del gesto della donna e il suo raptus incontrollabile, due cose inconciliabili. Il tutto risulta poco chiaro e credibile: karen perde la brocca o decide volontariamente di amazzare i due "negrieri" (non c'era una parola più bella?)? Bisogna decidersi per dare una direzione chiara al racconto e per renderelo più incisivo e realmente disturbante.
CONCLUSIONI: non prendertela a male ,ma si vede che quando lo hai scritto eri malata...
E' importantissimo doopo aver buttato giù la colonna portante di una racconto, l'operazione di riscrittura per cesellarlo al meglio e tapare ogni possibile falla formale e narrativa.
scusami se sono stato troppo critico, nulla di persoanle. grazie per la tua disponibiltà e per il coraggio di condividere quello che hai scritto qui nel forum. Un saluto e un bacio.
_________________ "Quando sarò grande non leggerò i giornali e non voterò. Così potrò lagnarmi che il governo non mi rappresenta. Poi quando tutto andrà a scatafascio, potrò dire che il sistema non funziona e giustificare la mia antica mancanza di partecipazione" |
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