mario54
 Reg.: 20 Mar 2002 Messaggi: 8838 Da: nichelino (TO)
| Inviato: 04-06-2009 11:04 |
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Ora mai sono già diversi anni che frequento questo forum e qualcuno di voi già mi conosce bene. Riguardo poi ai nuovi utenti essi avranno modo di farsi una idea di me - Adesso però colgo l'occasione nel raccontare un' altra parte della mia storia vissuta - qui traccerò i momenti più epocali che hanno delineato parte della mia vita futura.
Nel 1978 dopo la scuola dell’obbligo della III media a 16 anni. Del quale da prima di ciò, in collegio io persi complessivamente due anni di studio già al mio primo esordio scolastico. Qui senz’altro tale principio di negazione allo studio protratto nel tempo, mi segnò di netto il mio stentato cammino futuro – Quindi ancora dopo: nel 1978 a 16 anni, a terza media finalmente acquisita a stento... Dopo qualche breve lavoretto saltuario d’apprendista generico; - aiuto macellaio – manovale - imbianchino e quant’altro. - Mestieri ai quali io tuttora non disdegno a fatto; - che in ogni modo, nella loro precarietà precostituita, non mi hanno dato al tempo effettive possibilità durature di sostentamento; - poiché se qui non si acquisisce a pieno le capacità di mestiere concreto. Tali attività lavorative, rimangono di durata occupazionale piuttosto limitata – Del resto personalmente a 16 anni pensando anche ad altro, … io non ero sufficientemente ancora maturo da comprendere tale situazione. – Quindi anche appena maggiorenne, (rimasto in ambito professionale al quanto sprovveduto). A fine Giugno del 1980, provai amaramente su pelle, dopo anni vissuti in collegio, senza alcun appoggio famigliare la vita grama da disoccupato; - poiché nessuno mi voleva prendere anche per via del militare
Poi finalmente alcuni mesi dopo poiché io ero rimasto senza una casa e un lavoro con cui sopravivere. Da parte del mio ex collegio mi fu proposto un inaspettato spiraglio d’aiuto. Quindi ai primi di Novembre 1980, ci fu (se pur transitoria) una svolta occupazionale, che mi durò fino nell’Aprile del 1981. Qui dopo l’ospitalità collinare, vitto e alloggio, dei preti salesiani della “Città dei ragazzi”, di Sassi a Torino. In cambio della mia manodopera lavorativa generica. Dopo circa cinque mesi che io andai via da loro, economicamente mi salvò solo il fatto che a 18 anni e mezzo del 1981, dopo anche aver venduto i miei disegni nelle strade e nei negozi. Personalmente poi subito dopo di ciò, io sperimentai da “autodidatta” nelle piazze italiane, e nei luoghi di villeggiatura al mare, l’attività intenerante, di ritrattista figurativo. - Ma non essendo propriamente capace in maniera discreta; - poiché privo d’esperienza, e carente di nozioni specifiche in merito. Tale intenerante attività artistica, mi dava a malapena da vivere. Inoltre c’era anche il problema dei mesi invernali che mi dimezzava il guadagno - In ogni modo per necessità economica di sorta: non mi diedi per vinto; e mediante quel poco d’acquisito autodidattica mente nel tempo, l’attività di ritrattista intenerante, io la continuai ancora a svolgere sfruttandola quasi dignitosamente nel tempo, come secondo lavoro, dal 1981 fino al 1997, e saltuariamente fino al 98. –
Tuttavia purtroppo malgrado che io fossi anche ottimista. Era anche colma di tribolazioni e d’insuccessi; vissuti - ed inoltre: (artisticamente stressante svolgere). Di fatto, poi nel 1998, detta attività diventata più che mai psichicamente logorante e io la smisi. Inoltre: già allora, dai primi di Maggio 97 a tuttora. A scopo terapeutico, assumo psicofarmaci, al fine di compensare (per lo meno in parte) il mio profondo stato depressivo. - Causato anche dal grande accumulo di traumi e di disaggi esistenziali vissuti nel tempo durante l’arco della mia vita. - Il fatto poi che qui, io abbia il desiderio di raccontare comunicare e sfogare per iscritto, i propri fallimenti, le attinenti ansie, e le mie angosce vissute; - e non che di definire anche i miei modesti traguardi raggiunti; (se pur di concreto nel tempo ci sono effettivamente stati)! … Scrivere di questo mi da senz’altro, (o per lo meno in parte); la possibilità di sbloccarmi dalle proprie ansie depressive.
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Vivien Leigh Non voglio realismo, voglio magia!
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