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Abbiamo davvero bisogno dei critici? |
AlZayd
 Reg.: 30 Ott 2003 Messaggi: 8160 Da: roma (RM)
| Inviato: 12-01-2007 16:39 |
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quote: In data 2007-01-11 03:53, Ahsaas scrive:
spesso un'Artista nemmeno si rende conto della reale portata di un suo progetto, di ciò che scatenerà o provocherà nelle riflessioni critiche e sociali?
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Forse no, ed è anche giusto che così sia. L'artista è comunque sempre consapevole della portata estetica della sua opera, e comunque, se anche non lo fosse, figuriamoci in che modo e per quale ragione dovrebbe esserlo il critico. Il quale acchiappa con la forchettina l'olivetta (della riflessione critico-sociale, a posteriori, raramente in tempo reale) dal piatto solo perchè la poverina è stanca.., dopo i tanti tentativi d'afferrarla... Voglio dire che l'arte della critica è una cosa, e che l'arte dell'arte è un'altra cosa. Dunque l'arte della critica - che è profondamente speculativa, saprofita, approfittatrice delle altri intuizioni - ha delle ragioni sue proprie che non servono a dimostrare la bontà dell'arte dell'arte - che è creazione lirica in atto, se non la validità di se stessa. Per tale ragione l'arte della critica non serve a dimostrare nulla, salvo se sia o meno fatta della buona "letteratura" (parlo in termini di linguaggi e contenuti, di forme e "conoscenze"). Resto ammirato da scritti critici che a mio avviso non hanno capito un cazzo del film preso in esame, per la loro intrinseca bellezza e compiutezza letteraria e poetica, e ne riconosco l'utilità; mi fanno al contrario cagare quelle critiche che concordano con la mia idea sul film e che tuttavia ritengo scritte coi piedi. Queste si che sono (anche socialmente) inutili, anche se dicono la "verità". La quale, lo sappiamo tutti, non non solo non appartiene a nessuno (solo a se stessa), ma proprio non esiste. Esiste la "verità" poetica dello scritto stesso, quantunque dica solenni cazzate sul piano del giudizio filmico. Ho già detto a proposito dell'approccio critico filmico "esatto" di natura storicistico-analitica, che studia e approfondisce l'"oggettività" del linguaggio, dei comuni, collettivi, denominatori della "riconoscibilità", spesso con il senno del poi... (e torniamo all'olivetta).
A mio avviso i migliori - forse gli unici - critici d'arte sono gli artisti stessi.
Solo dopo aver dimostrato con i "fatti" la sua insigne arte musicale, il grande compositore tedesco Robert Shumann, che era anche critico musicale, si permise di "recensire" la prima di un'opera lirica con un unico, semplice ma icastico segno (una croce).
Il Profeta di Meyerbeer
(1 febbraio 1850)
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Davvero non è da/per tutti...
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"Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel
[ Questo messaggio è stato modificato da: AlZayd il 12-01-2007 alle 16:44 ] |
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sandrix81
 Reg.: 20 Feb 2004 Messaggi: 29115 Da: San Giovanni Teatino (CH)
| Inviato: 12-01-2007 17:06 |
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non è che sia chissà quanto d'accordo.
il critico buono è quello che mi fa riflettere; certo se scrive da cani faccio più fatica a leggerlo, ma il mio obiettivo non è di correggergli un tema d'italiano, quanto di ragionare con lui.
che si faccia critica o che si facciano film, è sempre cinema che si sta facendo.
ma poi basta con sta storia che il critico si appropria delle idee del regista e non può saperne più di lui su quello che fa. compito del critico è proprio portare a galla quei processi inconsci e subconsci che portano l'autore a fare propri quei processi intellettivi che concorrono, senza che lui probabilmente se ne renda conto, a determinare la sua poetica. per dirla in altra maniera, evidenziare quelle associazioni mentali spontanee attraverso cui l'autore parla (spontaneamente, appunto) di sé.
_________________ Quando mia madre, prima di andare a letto, mi porta un bicchiere di latte caldo, ho sempre paura che ci sia dentro una lampadina. |
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AlZayd
 Reg.: 30 Ott 2003 Messaggi: 8160 Da: roma (RM)
| Inviato: 12-01-2007 17:45 |
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quote: In data 2007-01-12 17:06, sandrix81 scrive:
non è che sia chissà quanto d'accordo.
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**** Non ambivo a tanto e poi non hai capito lo spirito del mio post, e manco le chiere parole.
quote: [i]il critico buono è quello che mi fa riflettere; certo se scrive da cani faccio più fatica a leggerlo, ma il mio obiettivo non è di correggergli un tema d'italiano, quanto di ragionare con lui.
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Infatti. Ma per ragionare bene occorre scrivere bene, e scrivere bene non è fare un bel tema.., o scrfivere un buon italiano, ho specificato cosa invece serve. Si non hai capito nulla, o fai finta di non capire.
quote: [i]che si faccia critica o che si facciano film, è sempre cinema che si sta facendo.
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E sti cazzi!
quote: [i]ma poi basta con sta storia che il critico si appropria delle idee del regista e non può saperne più di lui su quello che fa. compito del critico è proprio portare a galla quei processi inconsci e subconsci che portano l'autore a fare propri quei processi intellettivi che concorrono, senza che lui probabilmente se ne renda conto, a determinare la sua poetica.
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Seguiti la deriva. Ho parlato di una certa critica "consapevole", ma tu parti a testa bassa.., ma capisco che voglia difendere la categoria. I processi consci/inconsci autoriali di cui parli emergono dall'opera d'arte stessa; hai un'opinione bestia dell'arte. le mediaioni rappresentano semplici speculazioni del critico e non sono più illuminanti di quelle dello spettatore pagante. Il critico non ha verità da elargire, ma solo la personale opinione; ne ammiriamo la forma e la sostanza poetica, qualora ve ne fosse. Null'altro che non sia comunque rapportabile al gusto e alle intuizioni del semplice spettatore, il quale ovviamente non vanta "pretese" artistiche, poichè non è il suo lavoro criticare, giudicare...
Altra cosa sono gli studiosi di cinema.
quote: [i]per dirla in altra maniera, evidenziare quelle associazioni mentali spontanee attraverso cui l'autore parla (spontaneamente, appunto) di sé.
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Ma quale incrollabile ingenuità! Solo perchè hai così ragione nel dire una banalità che non dice niente, in andata e ritorno.
La recensione di Bunuel che ho sopra linkato dimostra come il critico prenda come specchio l'opera d'arte per parlare, in essa riflesso, invero di se. Come fa anche lo spettatore normale, in modi meno sofisticati.
_________________ "Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel |
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AlZayd
 Reg.: 30 Ott 2003 Messaggi: 8160 Da: roma (RM)
| Inviato: 12-01-2007 17:57 |
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In parole povere, un mio amico cantante di musica classica, tra i più gettonati del mondo, al momento, nel repertorio di musica antica (a dir poco essenzialmente osannato dalla critica internazionale), resta convinto che i critici siano musicisti falliti e frustrati. Non saprei.., di sicuro sono così "umorali" e legati alle proprie miserie e grandezze umane che dio ce ne scampi dalla loro attendibilità. Un artista, un creatore invece, è quel che offre.., che possa piacere o meno, è creazione in atto, sangue del suo sangue.
Ci sono troppe parole che cercano di sostituirsi all'arte, dunque al cinema.
L'arte parla da sola; chi ne comprende il linguaggio bene; chi nom è uguale, di sicuro non sarà il critico a sensibilizzarlo. Il critivo arriva in quei terreni già scafati.., dove se la sonamo e cantamo da soli.., non oltre.
_________________ "Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel |
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AlZayd
 Reg.: 30 Ott 2003 Messaggi: 8160 Da: roma (RM)
| Inviato: 12-01-2007 18:03 |
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quote: In data 2007-01-12 15:47, sandrix81 scrive:
manca solo da dire che i neri corrono più veloci e ce l'hanno più grosso, poi siamo a posto.
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Attendo Sandro!.., ne hai giusto uno dietro!
_________________ "Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel |
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sandrix81
 Reg.: 20 Feb 2004 Messaggi: 29115 Da: San Giovanni Teatino (CH)
| Inviato: 12-01-2007 18:10 |
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scusa la domanda, ma perché passi tanto tempo a fare - seppure dilettantisticamente - il critico, se la categoria ti sta tanto sul cazzo? perché ne parli come se fossero i più biechi meschini del mondo.
io invece li ritengo pensatori, creatori, comunicatori, autori, artisti essi stessi, non tanto quanto i registi, ma nello stesso modo.
che poi non abbiano la verità in tasca, questo nessuno glielo chiede. d'altronde non ce l'hanno manco i filmaker. l'opera d'arte non è una verità, è un pensiero, proprio come una critica.
dì al tuo amico da parte mia che magari canta da dio ma che il frustrato mi pare lui.
_________________ Quando mia madre, prima di andare a letto, mi porta un bicchiere di latte caldo, ho sempre paura che ci sia dentro una lampadina. |
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gatsby
 Reg.: 21 Nov 2002 Messaggi: 15032 Da: Roma (RM)
| Inviato: 12-01-2007 18:14 |
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AlZayd
 Reg.: 30 Ott 2003 Messaggi: 8160 Da: roma (RM)
| Inviato: 12-01-2007 18:36 |
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quote: In data 2007-01-12 18:10, sandrix81 scrive:
scusa la domanda, ma perché passi tanto tempo a fare - seppure dilettantisticamente - il critico, se la categoria ti sta tanto sul cazzo? perché ne parli come se fossero i più biechi meschini del mondo.
io invece li ritengo pensatori, creatori, comunicatori, autori, artisti essi stessi, non tanto quanto i registi, ma nello stesso modo.
che poi non abbiano la verità in tasca, questo nessuno glielo chiede. d'altronde non ce l'hanno manco i filmaker. l'opera d'arte non è una verità, è un pensiero, proprio come una critica.
dì al tuo amico da parte mia che magari canta da dio ma che il frustrato mi pare lui.
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Io non mi considero un critico, scrivo di cinema, mi diverto a mettere nero su bianco le mie impressioni, sensazioni, emozioni, personalissime, per un piacere letterario, ed anche un po' con lo spirito da bar dell sport.., infatti mi capita spesso di scontrarmi polemicamente con altri pareri.
Mai parlato della categoria in termini di meschinità e biecaggine, lo avrai sognato come al solito. Anzi.., apprezzo la critica seria, quella che studia il fnomeno con gli strumenti del sapere e della conoscenza, non dei prersonali rodimenti di culo. Carichi l'iperbole e fuggi gli argomenti, fraintendendo. Come sempre. La vera arte è sempre "verità", per definizione. Non è solo pensiero, è soprattutto strumento della poesia. Nella quale non tutti devono necessariamente riconoscersi. Come l'arte critica, quella storicistica e letteraria, cui ho già fatto cenno, alla quale tu non appartieni e, con tali sballate premesse, mai apparterrai, così seguitando... Potrai fare il mestierante, il venditore di fumo, lo psicologo delle pulsioni degli artisti, non dico necessariamente il pennivendolo di regime...
"pensatori, creatori, comunicatori, autori, artisti [navigatori, trasmigratori, santi e poeti.., come diceva la buonanima, invece no? ndr ] essi stessi, non tanto quanto i registi, ma nello stesso modo."
Perchè no, ma direi, al contrario, tanto quanto i registi ma non nello stesso modo. Evidente, pleonastico dover fornire ulteriori spiegazioni al riguardo.
Il mio amico sarà anche frustrato per altri cazzi suoi, di sicuro non sul piano artistico. Lui sa cantare, riceve gratificazioni, guadagna una sacco di soldi, gira il mondo, scopa come un riccio.., tu invece sai appena belare, peraltro ad imitazioni de li pecure della... mannaggia la Majella!
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AlZayd
 Reg.: 30 Ott 2003 Messaggi: 8160 Da: roma (RM)
| Inviato: 12-01-2007 18:50 |
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quote: In data 2007-01-12 18:14, gatsby scrive:
il crtico contestualizza quindi è logico che spesso vada al di là di quanto l'artista pensa. Anche perchè l'individuo ovvero l'artista, vive in una società in cui è sia agente che effetto.non può renderesi conto, sempre, di tutto.
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E perchè il critico si? Ma poi di quali critici stiamo parlando? Di quelli che contestualizzano invece il proprio mondo, agendo dunque in maniera limitata e limitante, se non anche condizionante, circoscritta, a misura delle proprie personali vedute e aspirazioni (insomma, quello che crea una moda transitoria), oppure del critico che studia l'arte, lo dico per la terza volta.., sperando di essere almeno letto:
"Ho già detto a proposito dell'approccio critico filmico "esatto" di natura storicistico-analitica, che studia e approfondisce l'"oggettività" del linguaggio, dei comuni, collettivi, denominatori della "riconoscibilità", spesso con il senno del poi..."?
L'arte sa bene come contestualizzarsi anche senza l'approccio critico. Quando la critica non esisteva.., ciò accadeva, direi egregiamente. I grandi affreschi delle chiese, palzzi mediovali, rinascimentali, ecc, erano il cinema di allora.., per il piacere degli occhi anche della gente comune che sapeva capire e come il significato estetico e simbolico, anche senza la mediazione critica. Certo, i tempi cambiano, ma il primo approccio con l'opera d'arte resta la nostra personale intuizione, maturata sul campo, con le nostre risorse ed energie, con la poesia che abbiamo dentro di noi. Lo strumento critico, quello serio, diventa semmai un passo successivo, un modo per confrontarci. Ma lo possiamo fare anche tra amici appassionati.., attraverso i tanti strumenti della cultura. A mio avviso il mestiere del critico è sopravvalutato.
_________________ "Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel |
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AlZayd
 Reg.: 30 Ott 2003 Messaggi: 8160 Da: roma (RM)
| Inviato: 12-01-2007 19:04 |
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Insomma, un critico, e noi stessi comuni fruitori e scribacchini di cinema, può, con gli adeguati strumenti cui facevo sopra riferimento, cercare di giudicare un film, analizarlo nella sua struttura, nelle sue risultanze poetiche, ecc, contestualizzare il tutto nel contesto culturale entro cui l'opera presa in esame agisce, mai il senso profondo dell'autore che, se è vera arte la sua, si contestualizza da solo. Così è stato, e sempre sarà.
Un dimensione del profondo essere trascendente dell'artista, a se stante, che sfugge alle regole dell'analisi, dunque del critico, non all'empatia del fruitore.
_________________ "Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel |
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Ahsaas
 Reg.: 18 Apr 2006 Messaggi: 779 Da: Parma - India (es)
| Inviato: 12-01-2007 22:22 |
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quote: In data 2007-01-12 15:47, sandrix81 scrive:
manca solo da dire che i neri corrono più veloci e ce l'hanno più grosso, poi siamo a posto.
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ecco, evitiamo. perchè se no irrimediabilmente dopo qualcuno dirà che gli asiatici ce l'hanno più piccoli. e dovrò postare una foto del mio pisello per dimostrare il contrario.
_________________
Like the naked leads the blind,
i know i'm selfish, i'm unkind
(and i'm in a race and i'm doin fine,
so fuck u)
[ Questo messaggio è stato modificato da: Ahsaas il 12-01-2007 alle 22:23 ] |
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sandrix81
 Reg.: 20 Feb 2004 Messaggi: 29115 Da: San Giovanni Teatino (CH)
| Inviato: 12-01-2007 22:31 |
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quote: In data 2007-01-12 18:36, AlZayd scrive:
Io non mi considero un critico, scrivo di cinema, mi diverto a mettere nero su bianco le mie impressioni, sensazioni, emozioni, personalissime, per un piacere letterario, ed anche un po' con lo spirito da bar dell sport.., infatti mi capita spesso di scontrarmi polemicamente con altri pareri.
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per scambiare impressioni e sensazioni bastano i forum e i blog; ma non c'è solo quello, e infatti dici "scrivo di cinema". ma la differenza tra fare il critico e scrivere di cinema quale sarebbe?
quote: In data 2007-01-12 18:36, AlZayd scrive:
Mai parlato della categoria in termini di meschinità e biecaggine, lo avrai sognato come al solito. Anzi.., apprezzo la critica seria, quella che studia il fnomeno con gli strumenti del sapere e della conoscenza, non dei prersonali rodimenti di culo. Carichi l'iperbole e fuggi gli argomenti, fraintendendo. Come sempre.
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carico l'iperbole perché per fortuna la lingua italiana ci ha dato questa possibilità; e comunque dicendo "il critico. Il quale acchiappa con la forchettina l'olivetta (...) dal piatto solo perchè la poverina è stanca.., dopo i tanti tentativi d'afferrarla..." non mi pare che descrivi molto positivamente la "categoria". tralaltro qui sei tu che vedi quello che vuoi vedere. io non ho distinto in critica seria e critica buffona, e non mi pare che tu l'abbia fatto in precedenza (ad esempio non l'hai fatto nel post da cui ho tratto questo stralcio).
quote: In data 2007-01-12 18:36, AlZayd scrive:
La vera arte è sempre "verità", per definizione. Non è solo pensiero, è soprattutto strumento della poesia. Nella quale non tutti devono necessariamente riconoscersi. Come l'arte critica, quella storicistica e letteraria, cui ho già fatto cenno, alla quale tu non appartieni e, con tali sballate premesse, mai apparterrai, così seguitando...
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mi sembra un bel discorso ma un po' sconnesso, o ti sei perso per idee e divagazioni, o non sei stato molto chiaro.
che l'arte sia sempre verità per definizione, mi pare una tua idea e anche piuttosto opinabile. dove cavolo sta la verità nell'arte? a parte che se fosse verità non ci sarebbe nulla da discuterne, ma comunque l'opera di una persona che vuole comunicare un'idea, un pensiero o quant'altro, decisamente non mi pare certificabile di verità.
i periodi seguenti del tuo discorso faccio fatica a interpretarli, anche perché danno decisamente l'impressione che ti interessasse più andare a parare alle solite begucce verso l'interlocutore che portare avanti una risposta o comunque un discorso.
io molto probabilmente finirò dietro una scrivania a far di conto, per cui quei discorsucci campati in aria sono anche piuttosto inutili.
quote: In data 2007-01-12 18:36, AlZayd scrive:
"pensatori, creatori, comunicatori, autori, artisti [navigatori, trasmigratori, santi e poeti.., come diceva la buonanima, invece no? ndr ] essi stessi, non tanto quanto i registi, ma nello stesso modo."
Perchè no, ma direi, al contrario, tanto quanto i registi ma non nello stesso modo. Evidente, pleonastico dover fornire ulteriori spiegazioni al riguardo.
| e invece sono stato ben attento a scrivere correttamente quella frase, per ricollegarmi del resto alla citazione con cui all'inizio del topic risposi a peppard.
superfluo fornire ulteriori spiegazioni al riguardo, poiché sarebbero solo motivo di nuove beghe o, alla meglio, di qualche frecciatina ironica.
quote: In data 2007-01-12 18:36, AlZayd scrive:
Il mio amico sarà anche frustrato per altri cazzi suoi, di sicuro non sul piano artistico. Lui sa cantare, riceve gratificazioni, guadagna una sacco di soldi, gira il mondo, scopa come un riccio.., tu invece sai appena belare, peraltro ad imitazioni de li pecure della... mannaggia la Majella!
| io invece sono stonato e suono male, ricevo insulti, non guadagno un cazzo, faccio sempre la spola pescara-bologna, non scopo, ma almeno non sparo cazzate e insul(s/t)i su una categoria solo perché ho il timore di poter trovarmi di fronte e dovere accettare dei giudizi negativi.
_________________ Quando mia madre, prima di andare a letto, mi porta un bicchiere di latte caldo, ho sempre paura che ci sia dentro una lampadina. |
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ermejofico
 Reg.: 17 Ago 2005 Messaggi: 662 Da: roma (RM)
| Inviato: 13-01-2007 12:17 |
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La cinematografia è l'unica arte in cui la critica sia nata quasi contemporaneamente al suo oggetto. Dalle pitture rupestri a, diciamo, Vasari (o Aristotele) passano millenni, mentre dal treno dei Lumiere a Ricciotto Canudo la bagatella di 15 anni appena. Da qui l'influenza enorme del pensiero cinematografico (in questo senso intendo "critica") sulla cinematografia.
_________________ "Che cosa te ne fai di una banca se hai perduto l'amore?" |
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AlZayd
 Reg.: 30 Ott 2003 Messaggi: 8160 Da: roma (RM)
| Inviato: 13-01-2007 19:35 |
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quote: In data 2007-01-12 22:31, sandrix81 scrive:
quote: In data 2007-01-12 18:36, AlZayd scrive:
Io non mi considero un critico, scrivo di cinema, mi diverto a mettere nero su bianco le mie impressioni, sensazioni, emozioni, personalissime, per un piacere letterario, ed anche un po' con lo spirito da bar dell sport.., infatti mi capita spesso di scontrarmi polemicamente con altri pareri.
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per scambiare impressioni e sensazioni bastano i forum e i blog; ma non c'è solo quello, e infatti dici "scrivo di cinema". ma la differenza tra fare il critico e scrivere di cinema quale sarebbe?
quote: In data 2007-01-12 18:36, AlZayd scrive:
Mai parlato della categoria in termini di meschinità e biecaggine, lo avrai sognato come al solito. Anzi.., apprezzo la critica seria, quella che studia il fnomeno con gli strumenti del sapere e della conoscenza, non dei prersonali rodimenti di culo. Carichi l'iperbole e fuggi gli argomenti, fraintendendo. Come sempre.
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carico l'iperbole perché per fortuna la lingua italiana ci ha dato questa possibilità; e comunque dicendo "il critico. Il quale acchiappa con la forchettina l'olivetta (...) dal piatto solo perchè la poverina è stanca.., dopo i tanti tentativi d'afferrarla..." non mi pare che descrivi molto positivamente la "categoria". tralaltro qui sei tu che vedi quello che vuoi vedere. io non ho distinto in critica seria e critica buffona, e non mi pare che tu l'abbia fatto in precedenza (ad esempio non l'hai fatto nel post da cui ho tratto questo stralcio).
quote: In data 2007-01-12 18:36, AlZayd scrive:
La vera arte è sempre "verità", per definizione. Non è solo pensiero, è soprattutto strumento della poesia. Nella quale non tutti devono necessariamente riconoscersi. Come l'arte critica, quella storicistica e letteraria, cui ho già fatto cenno, alla quale tu non appartieni e, con tali sballate premesse, mai apparterrai, così seguitando...
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mi sembra un bel discorso ma un po' sconnesso, o ti sei perso per idee e divagazioni, o non sei stato molto chiaro.
che l'arte sia sempre verità per definizione, mi pare una tua idea e anche piuttosto opinabile. dove cavolo sta la verità nell'arte? a parte che se fosse verità non ci sarebbe nulla da discuterne, ma comunque l'opera di una persona che vuole comunicare un'idea, un pensiero o quant'altro, decisamente non mi pare certificabile di verità.
i periodi seguenti del tuo discorso faccio fatica a interpretarli, anche perché danno decisamente l'impressione che ti interessasse più andare a parare alle solite begucce verso l'interlocutore che portare avanti una risposta o comunque un discorso.
io molto probabilmente finirò dietro una scrivania a far di conto, per cui quei discorsucci campati in aria sono anche piuttosto inutili.
quote: In data 2007-01-12 18:36, AlZayd scrive:
"pensatori, creatori, comunicatori, autori, artisti [navigatori, trasmigratori, santi e poeti.., come diceva la buonanima, invece no? ndr ] essi stessi, non tanto quanto i registi, ma nello stesso modo."
Perchè no, ma direi, al contrario, tanto quanto i registi ma non nello stesso modo. Evidente, pleonastico dover fornire ulteriori spiegazioni al riguardo.
| e invece sono stato ben attento a scrivere correttamente quella frase, per ricollegarmi del resto alla citazione con cui all'inizio del topic risposi a peppard.
superfluo fornire ulteriori spiegazioni al riguardo, poiché sarebbero solo motivo di nuove beghe o, alla meglio, di qualche frecciatina ironica.
quote: In data 2007-01-12 18:36, AlZayd scrive:
Il mio amico sarà anche frustrato per altri cazzi suoi, di sicuro non sul piano artistico. Lui sa cantare, riceve gratificazioni, guadagna una sacco di soldi, gira il mondo, scopa come un riccio.., tu invece sai appena belare, peraltro ad imitazioni de li pecure della... mannaggia la Majella!
| io invece sono stonato e suono male, ricevo insulti, non guadagno un cazzo, faccio sempre la spola pescara-bologna, non scopo, ma almeno non sparo cazzate e insul(s/t)i su una categoria solo perché ho il timore di poter trovarmi di fronte e dovere accettare dei giudizi negativi.
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Ho scritto, in proprio e in risposta ai tuoi slogan, tutto ciò che avevo da dire, qui.., in quest'ambito. Non serve che mi ripeta; non ho voglia di ridire le stesse cose. Trovo inutile parlare con te che come sempre bari e rimescoli le carte, attribuendomi pensieri ed intenzioni mai espressi, glissando su altri aspetti che ho ben chiarito e ai quali non dai strumentalmente peso, o che proprio non ci arrivi a capire. In ogni caso il limite è il tuo. Seguiti a fare domande e non fornisci risposte, se non mediante grossolani slogan.
La vera arte è sempre verità, perchè è la testimonianza "sincera" di un processo creativo in atto; materia increata, pur nella ricorsività dei paradigmi, nello scenario di un patrimonio linguistico comune, in un travaglio interiore, espressione del profondo, dello spirito, della psiche, delle memorie, del bagaglio culturale, con tutto ciò che ne consegue, poichè l'arte mostra ciò che nella vita non esiste come possibilità: la poesia, il "duende" e la trasfigurazione (che sono più o meno la stessa cosa).
Il lavoro del critico non può essere paragonato a quello dell'artista perchè il critico non crea nulla, ma solo prosaicamente specula, analizza, cerca di contestualizzare, ecc, il lavoro dell'artista, restando sul piano dell'imperfetta e spesso aribrariamente perniciosa speculazione intellettuale. Dove invece l'arte è, per definizione, perfezione. Dove non lo fosse, non è arte. La critica, quella seria, di cui ho già detto, raggiunge livelli di poesia solamente sul piano della letteratura, fine autentico ed ultimo del lavoro critico (che di per se, se solo finalizzato alla speculazione di cui sopra, resterebbe limitato/limitante e fallace/relativo, se non anche coercitivo) che in definitiva prende a pretesto il fare critica, così come uno scrittore "normale" prende a pretesto il raccontare una storia (ed è così vero ciò che si possono raccontare le più belle storie del mondo in baniera bestia, e al contrario le più brutte in modo eccelso) per fare arte letteraria (e vale naturalmente anche per l'autore cinematografico: che tristezza il termine filmaker!), dove naturalmente la storia ha il suo rilevante peso/significato. Non ho mai offeso, nei termini che mi vai falsamente attribuendo, i critici d'assalto.., quelli che si sentono "santi, navigatori, poeti...", ecc, (insomma quelli che tu difendi) e che vantano pretese da faro/guida, volendosi sostituire con le parole all'arte di FARE arte, fare cinema. Falsi profeti del nulla (se poi da facente parte della categoria - qualora non millantassi - trovi il mio franco dire offensivo, ciccia!, tanto più che alla suddetta va tutto il mio rispetto per il piacere che ha di parlare di cinema, meno quando si arroga certi ruoli, compiti, competenze e finalità che non può affatto vantare), dove ho tra l'altro, senza dubbio (ma sai leggere?) e chiaramente distinto, parlato della categoria degli storici, studiosi del cinema, ecc, e non serve riprecisare ancora una volta, tanto tu le cotiche sugli occhi non te le toglierai mai, nè smetterai di fare il pesce in barile, o lo struzzo.
Stop! Solo dico che il mio amico - a differenza di come fai tu così giovane e già così arrogante - la pensa in quel modo sui critici musicali (sugli equivalenti dei tuoi "poeti, santi, navigatori".., non sulla critica "altra" di cui ho detto) per sincera convinzione personale, e senza complessi di sorta, dal momento che non ha nulla da temere da loro, visto che quasi tutti ne parnano in maniera più che positiva, se non entusiastica. Inoltre lui è consapevole della sua ottima arte, soddisfatto della sua splendida carriera. Non è un'invenzione, non volevo fare lo sbrodolone nel tirare in ballo il mio amico "importante"; l'ho fatto ad esemplificazione, affinchè si sappia, e si sa, che tantissimi sono gli autentici creatori che contribuiscono ad alimentare il fuoco sacro dell'arte, disposti a sostenere che i critici che parnano di loro - nel bene e nel male - sono dei falliti artisti, frustrati e invidiosi, con la pretesa di essere infallibili fari nella notte...
E con questo non voglio generalizzare, nè dare la cosa per giusta o scontata, ma solo prospettare un dato di fatto, una realtà. Una delle tante, tutte meritevoli di essere prese in considerazione e valutate senza pregiudizi e fondamentalismi, rinunciando alla difesa d'ufficio fatta con gli slogan.
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AlZayd
 Reg.: 30 Ott 2003 Messaggi: 8160 Da: roma (RM)
| Inviato: 13-01-2007 19:38 |
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quote: In data 2007-01-12 22:22, Ahsaas scrive:
quote: In data 2007-01-12 15:47, sandrix81 scrive:
manca solo da dire che i neri corrono più veloci e ce l'hanno più grosso, poi siamo a posto.
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ecco, evitiamo. perchè se no irrimediabilmente dopo qualcuno dirà che gli asiatici ce l'hanno più piccoli. e dovrò postare una foto del mio pisello per dimostrare il contrario.
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Like the naked leads the blind,
i know i'm selfish, i'm unkind
(and i'm in a race and i'm doin fine,
so fuck u)
[ Questo messaggio è stato modificato da: Ahsaas il 12-01-2007 alle 22:23 ]
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Non so a cosa e a chi si riferiva il Sandro con quella battuta alla norcina, ma in ogni caso vi mando a cagare entrambi tanto per non far torto a nessuno.
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"Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel
[ Questo messaggio è stato modificato da: AlZayd il 13-01-2007 alle 19:39 ] |
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