FilmUP.com > Forum > Critica il critico - Abbiamo davvero bisogno dei critici?
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FilmUP Forum Index > Cinema > Critica il critico > Abbiamo davvero bisogno dei critici?   
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Autore Abbiamo davvero bisogno dei critici?
Ahsaas

Reg.: 18 Apr 2006
Messaggi: 779
Da: Parma - India (es)
Inviato: 05-01-2007 23:56  
ma infatti ghezzi odia i critici.
_________________
"E' FINITA" SI DICE ALLA FINE

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 06-01-2007 03:46  
quote:
In data 2007-01-05 23:31, Ahsaas scrive:
quote:
In data 2007-01-05 16:05, sandrix81 scrive:
quote:
In data 2007-01-05 16:01, Peppard scrive:
Per quanto mi riguarda il cinema senza i critici continuerebbe ad esistere. I critici senza il cinema invece no.

secondo me no invece, i critici fanno la storia dell'arte tanto quanto gli artisti, anzi sono artisti essi stessi.

lascia stare mereghetti e compagnia brutta, e pensa a Sadoul, Balazs, Deleuze, Bazin, Delluc,... più quelli che sono stati sia critici che registi, Ejzenstein, Pudovkin, Truffaut Godard Rohmer Chabrol Rivette, Bogdanovich,...




si ma basta con la necrofilia perdio




Aggiungerei Bunuel alla lista di Sandrix e poi vediamo chi sono i vivi pur essendo morti e chi i morti pur essendo in vita.
_________________
"Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel

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Peppard

Reg.: 04 Gen 2007
Messaggi: 31
Da: Stockholm (es)
Inviato: 06-01-2007 09:50  
quote:
In data 2007-01-05 19:58, pkdick scrive:
mi pare poco produttivo scannarsi quando in effetti non state nemmeno parlando della stessa cosa. il tipo qui di cui non ricordo il nome parla un pò impropriamente di critici riferendosi a quelli che sono più che altro recensori (anche perchè di un film che esce ora al cinema, si è visto una volta e non si può ben contestualizzare non credo si possa parlare di vera critica). sandrix dicendo "ma lassa stà mereghetti e pensa a deleuze" non centra il punto della questione e il vero oggetto dell'attacco, anche perchè non è chiaro se dall'altra parte si abbia la minima idea di cosa sia la critica cinematografica nel senso inteso da sandrix. quindi dovreste minimo mettervi un pò d'accordo.

se posso dire la mia al nuovo arrivato, ci andrei cauto prima di dire tout court che chi è profondo conoscitore di un determinato argomento non abbia nulla da insegnarti. dire che un'arte possa fare a meno della sua componente critica la svilisce, e ci credo se mi dici che questa tua idea ha avuto consensi, perchè succede con ogni discorso scioccamente populista.

[ Questo messaggio è stato modificato da: pkdick il 05-01-2007 alle 19:59 ]



Grazie hai ragione, comunque la mia era un'opinione. A questo punto abbiamo ragione un po' tutti quanti. Meno male che non abbiamo tutti la stessa testa. Il mio era anche uno sfogo risultato da alcune cose che avevo letto e visto ultimamente.

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kagemusha

Reg.: 17 Nov 2005
Messaggi: 1135
Da: roma (RM)
Inviato: 06-01-2007 09:52  
quote:

si ma basta con la necrofilia perdio


non passa giorno su questo forum senza che Sandrix citi Godard e Alzayd proponga Bunuel come nobile esempio di una cosa qualsiasi

è una specie di tassa

[ Questo messaggio è stato modificato da: kagemusha il 06-01-2007 alle 09:53 ]

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dan880

Reg.: 02 Ott 2006
Messaggi: 2948
Da: napoli (NA)
Inviato: 06-01-2007 11:15  
io penso che almeno oggi i critici esprimono pareri positivi o negativi in base a:

-simpatia
-antipatia prevenuta
-perchè vengono pure pagati dalle produzioni per parlare bene di un film

vi faccio solo un esempio:

come può tullio kezich(uno dei critici più severi) affermare che Il Cartaio gli ha fatto chiudere gli occhi per la paura più volte! e che addirittura è il miglior film di argento!

se non è stato pagato dalla Medusa berlusconiana ditemi voi...

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Peppard

Reg.: 04 Gen 2007
Messaggi: 31
Da: Stockholm (es)
Inviato: 06-01-2007 22:50  
quote:
In data 2007-01-06 11:15, dan880 scrive:
io penso che almeno oggi i critici esprimono pareri positivi o negativi in base a:

-simpatia
-antipatia prevenuta
-perchè vengono pure pagati dalle produzioni per parlare bene di un film

vi faccio solo un esempio:

come può tullio kezich(uno dei critici più severi) affermare che Il Cartaio gli ha fatto chiudere gli occhi per la paura più volte! e che addirittura è il miglior film di argento!

se non è stato pagato dalla Medusa berlusconiana ditemi voi...



Oh meno male, pensavo di essere il solo.

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Schizobis

Reg.: 13 Apr 2006
Messaggi: 1658
Da: Aosta (AO)
Inviato: 08-01-2007 15:09  
quote:
In data 2007-01-04 18:16, Peppard scrive:
Credo siamo tutti capaci di fare una critica di quello che leggiamo o guardiamo e visto l'atteggiamento che spesso i "grossi" critici assumono penso che sarebbe ora di cominciare a dare loro meno importanza. Abbiamo tutti gusti, interessi, passioni differenti come può esserci utile l'opinione, anzi magari l'opinione sola è utile, oppure lo sfogo (per chissà quale frustrazione) di un perfetto sconosciuto che a sentirlo e guardarlo (tipo il signor Mereghetti) fare la sua critica fa anche un po' tristezza. Non sembra nemmeno mostrare passione per le cose che dice. È come guardare un robot programmato con una serie di frasi di turno. Non so. Io personalmente vivo all'estero e non mi capita tanto spesso di ascoltare la critica dei critici italiani. Ma una domanda che mi sono sempre posto è: come fanno a criticare un film dove gli attori sono doppiati? A questo punto come fanno a giudicare il lavoro di un attore e quindi le capacità? Liberiamoci di tutti questi critici che non fanno altro che mangiare sul lavoro di altri e nello stesso tempo più delle volte lo disprezzano.



Questo intervento generalizza un pò troppo e sembra partire da presupposti errati.
Prima di tutto Sgt Pepper si aspetta dai critici qualcosa che i critici non possono dare. L'inutilità del critico è assolutamente necessaria. Senza le frasi inutili ma vitali del critico non riusciremmo mai a guardare le cose da un altro punto di vista, a fare quell'invasione di campo che supera il semicerchio di 180 gradi che costringe le nostre menti limitate.
Il critico è assimilabile a un filosofo: inutile ma assolutamente imprescindibile per la nostra sopravvivenza mentale.
Spero non si confondano i critici con i pennivendoli o i semplici recensori.
Concordo con chi ha scritto che la vera critica cinematografica è assimilabile alla critica d'arte.

Sgt Pepper parte dal presupposto che sia sufficiente la sua opinione, insomma sa sbagliare da solo, non c'è bisogno di consigli altrui. Sembra più un motto da credere obbedire combattere, una disciplina militare, una forma di difesa da influenze nefaste?

Le pareti del cervello non hanno più finestre.

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 08-01-2007 18:29  
quote:
In data 2007-01-06 09:52, kagemusha scrive:
quote:

si ma basta con la necrofilia perdio


non passa giorno su questo forum senza che Sandrix citi Godard e Alzayd proponga Bunuel come nobile esempio di una cosa qualsiasi

è una specie di tassa

[ Questo messaggio è stato modificato da: kagemusha il 06-01-2007 alle 09:53 ]



Esattamente mio caro, è una specie di royalty per debiti mai estinti ed inestinguibili. Leggendo gli scritti sul cinema di Bunuel (anni '20, raccolti in "Un tradimento inqualificabile" - ed. Marsilio) ci si rende conto di cosa sia la critica cinematografica che usi un linguaggio moderno, semplice, comprensibile a tutti, tutt'altro che intellettualistico, direi universale, nel momento stesso in cui sconfigge le ingiurie del tempo.

Colgo l'occasione per dire che la critica d'arte non esiste; esiste una buona e una cattiva letteratura, un orizzonte poetico vasto e uno ristretto. Folle colui che ritene una critica cinematografica - di quelle normali... - in grado di fungere da guida per il lettore/spettatore.
Altra cosa è la letteratura cinematografica, l'approfondimento critico che spazia nei diversi ambiti artistici e si basa su dati oggettivi, nell'analizzare i linguaggi comuni dell'arte (quelli della riconoscibilità, comuni denominatori del "sentire" e della speculazione intellettuale), poichè, pur tra tanta giusta ed inalienabile soggettività, esiste e come il dato oggettivo che funge da punto di partenza per tutta una serie di ghirigori soggettivi.

Ti propongo la lettura di questa
recensione, che (non) sembra scritta oggi.., su La Passione di Giovanna d'Arco di Dreyer "composta" da Bunuel nel 1927, prima di girare il suo primo film, non perchè mi senta in obbligo di pagargli una tassa, ma per sconfinata ed affettuosa ammirazione, grato al lui(s) per aver contrubuito con la sua straordinaria esistenza a far diventare un po' meno gretta la mia...





[ Questo messaggio è stato modificato da: AlZayd il 08-01-2007 alle 18:43 ]

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Peppard

Reg.: 04 Gen 2007
Messaggi: 31
Da: Stockholm (es)
Inviato: 09-01-2007 11:45  
quote:
In data 2007-01-08 15:09, Schizobis scrive:
quote:
In data 2007-01-04 18:16, Peppard scrive:
Credo siamo tutti capaci di fare una critica di quello che leggiamo o guardiamo e visto l'atteggiamento che spesso i "grossi" critici assumono penso che sarebbe ora di cominciare a dare loro meno importanza. Abbiamo tutti gusti, interessi, passioni differenti come può esserci utile l'opinione, anzi magari l'opinione sola è utile, oppure lo sfogo (per chissà quale frustrazione) di un perfetto sconosciuto che a sentirlo e guardarlo (tipo il signor Mereghetti) fare la sua critica fa anche un po' tristezza. Non sembra nemmeno mostrare passione per le cose che dice. È come guardare un robot programmato con una serie di frasi di turno. Non so. Io personalmente vivo all'estero e non mi capita tanto spesso di ascoltare la critica dei critici italiani. Ma una domanda che mi sono sempre posto è: come fanno a criticare un film dove gli attori sono doppiati? A questo punto come fanno a giudicare il lavoro di un attore e quindi le capacità ? Liberiamoci di tutti questi critici che non fanno altro che mangiare sul lavoro di altri e nello stesso tempo più delle volte lo disprezzano.



Questo intervento generalizza un pò troppo e sembra partire da presupposti errati.
Prima di tutto Sgt Pepper si aspetta dai critici qualcosa che i critici non possono dare. L'inutilità del critico è assolutamente necessaria. Senza le frasi inutili ma vitali del critico non riusciremmo mai a guardare le cose da un altro punto di vista, a fare quell'invasione di campo che supera il semicerchio di 180 gradi che costringe le nostre menti limitate.
Il critico è assimilabile a un filosofo: inutile ma assolutamente imprescindibile per la nostra sopravvivenza mentale.
Spero non si confondano i critici con i pennivendoli o i semplici recensori.
Concordo con chi ha scritto che la vera critica cinematografica è assimilabile alla critica d'arte.

Sgt Pepper parte dal presupposto che sia sufficiente la sua opinione, insomma sa sbagliare da solo, non c'è bisogno di consigli altrui. Sembra più un motto da credere obbedire combattere, una disciplina militare, una forma di difesa da influenze nefaste?

Le pareti del cervello non hanno più finestre.



Forse, ma mi ricordo una scena in un film di Nanni Moretti (Caro Diario) dove se la prende con un recensore-critico-boh. Ve la ricordate?
Mi vengono anche in mente certi libri (una piccola deviazione) di arte dove con una serie di linee l'autore-critico-recensore-boh spiega come l'artista abbia deciso la composizione. Pensate davvero che un artista prima di dipingere si metta a fare quei ragionamenti?
Poi comunque come fa un critico a parlare di un regista che non gli piace? Succede spesso.
Mah, solo un pensiero.

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Peppard

Reg.: 04 Gen 2007
Messaggi: 31
Da: Stockholm (es)
Inviato: 09-01-2007 11:55  
quote:
In data 2007-01-08 15:09, Schizobis scrive:
quote:
In data 2007-01-04 18:16, Peppard scrive:
Credo siamo tutti capaci di fare una critica di quello che leggiamo o guardiamo e visto l'atteggiamento che spesso i "grossi" critici assumono penso che sarebbe ora di cominciare a dare loro meno importanza. Abbiamo tutti gusti, interessi, passioni differenti come può esserci utile l'opinione, anzi magari l'opinione sola è utile, oppure lo sfogo (per chissà quale frustrazione) di un perfetto sconosciuto che a sentirlo e guardarlo (tipo il signor Mereghetti) fare la sua critica fa anche un po' tristezza. Non sembra nemmeno mostrare passione per le cose che dice. È come guardare un robot programmato con una serie di frasi di turno. Non so. Io personalmente vivo all'estero e non mi capita tanto spesso di ascoltare la critica dei critici italiani. Ma una domanda che mi sono sempre posto è: come fanno a criticare un film dove gli attori sono doppiati? A questo punto come fanno a giudicare il lavoro di un attore e quindi le capacità ? Liberiamoci di tutti questi critici che non fanno altro che mangiare sul lavoro di altri e nello stesso tempo più delle volte lo disprezzano.



Questo intervento generalizza un pò troppo e sembra partire da presupposti errati.
Prima di tutto Sgt Pepper si aspetta dai critici qualcosa che i critici non possono dare. L'inutilità del critico è assolutamente necessaria. Senza le frasi inutili ma vitali del critico non riusciremmo mai a guardare le cose da un altro punto di vista, a fare quell'invasione di campo che supera il semicerchio di 180 gradi che costringe le nostre menti limitate.
Il critico è assimilabile a un filosofo: inutile ma assolutamente imprescindibile per la nostra sopravvivenza mentale.
Spero non si confondano i critici con i pennivendoli o i semplici recensori.
Concordo con chi ha scritto che la vera critica cinematografica è assimilabile alla critica d'arte.

Sgt Pepper parte dal presupposto che sia sufficiente la sua opinione, insomma sa sbagliare da solo, non c'è bisogno di consigli altrui. Sembra più un motto da credere obbedire combattere, una disciplina militare, una forma di difesa da influenze nefaste?

Le pareti del cervello non hanno più finestre.



Comunque grazie per l'intervento, mi rendo conto di come, in confronto a tanti di voi, sono oramai limitato nell'uso della lingua italiana vivendo da tanti anni all'estero. Certamente fa differenza, forse se avessi usato altri termini... mah

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Schizobis

Reg.: 13 Apr 2006
Messaggi: 1658
Da: Aosta (AO)
Inviato: 09-01-2007 15:59  
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In data 2007-01-09 11:55, Peppard scrive:
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In data 2007-01-08 15:09, Schizobis scrive:
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In data 2007-01-04 18:16, Peppard scrive:
Credo siamo tutti capaci di fare una critica di quello che leggiamo o guardiamo e visto l'atteggiamento che spesso i "grossi" critici assumono penso che sarebbe ora di cominciare a dare loro meno importanza. Abbiamo tutti gusti, interessi, passioni differenti come può esserci utile l'opinione, anzi magari l'opinione sola è utile, oppure lo sfogo (per chissà quale frustrazione) di un perfetto sconosciuto che a sentirlo e guardarlo (tipo il signor Mereghetti) fare la sua critica fa anche un po' tristezza. Non sembra nemmeno mostrare passione per le cose che dice. È come guardare un robot programmato con una serie di frasi di turno. Non so. Io personalmente vivo all'estero e non mi capita tanto spesso di ascoltare la critica dei critici italiani. Ma una domanda che mi sono sempre posto è: come fanno a criticare un film dove gli attori sono doppiati? A questo punto come fanno a giudicare il lavoro di un attore e quindi le capacità ? Liberiamoci di tutti questi critici che non fanno altro che mangiare sul lavoro di altri e nello stesso tempo più delle volte lo disprezzano.



Questo intervento generalizza un pò troppo e sembra partire da presupposti errati.
Prima di tutto Sgt Pepper si aspetta dai critici qualcosa che i critici non possono dare. L'inutilità del critico è assolutamente necessaria. Senza le frasi inutili ma vitali del critico non riusciremmo mai a guardare le cose da un altro punto di vista, a fare quell'invasione di campo che supera il semicerchio di 180 gradi che costringe le nostre menti limitate.
Il critico è assimilabile a un filosofo: inutile ma assolutamente imprescindibile per la nostra sopravvivenza mentale.
Spero non si confondano i critici con i pennivendoli o i semplici recensori.
Concordo con chi ha scritto che la vera critica cinematografica è assimilabile alla critica d'arte.

Sgt Pepper parte dal presupposto che sia sufficiente la sua opinione, insomma sa sbagliare da solo, non c'è bisogno di consigli altrui. Sembra più un motto da credere obbedire combattere, una disciplina militare, una forma di difesa da influenze nefaste?

Le pareti del cervello non hanno più finestre.



Comunque grazie per l'intervento, mi rendo conto di come, in confronto a tanti di voi, sono oramai limitato nell'uso della lingua italiana vivendo da tanti anni all'estero. Certamente fa differenza, forse se avessi usato altri termini... mah



Non allergherei il campo alla lingua.
Direi solo limitato e basta....

_________________
True love waits...

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Peppard

Reg.: 04 Gen 2007
Messaggi: 31
Da: Stockholm (es)
Inviato: 09-01-2007 16:53  

[/quote]

Non allergherei il campo alla lingua.
Direi solo limitato e basta....


[/quote]

I think this was uncalled for.
Tror att du vet allt?
Spiegati... volevi essere spiritoso?

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Peppard

Reg.: 04 Gen 2007
Messaggi: 31
Da: Stockholm (es)
Inviato: 09-01-2007 17:12  

[/quote]

Non allergherei il campo alla lingua.
Direi solo limitato e basta....


[/quote]

Peccato che sto per pubblicare un libro per un editore inglese con introduzione di Terry Gilliam. E peccato anche che mi chiamano per fare seminari alle università. Peccato che le faccio in inglese perchè in italiano non ne sono capace. Peccato anche che qualche anno fa ho avuto un Face to Face in un film festival una session dopo Godard. Peccato che in una delle mie classi ho avuto uno dei fotografi di Lars Von Triar. E peccato che le lezioni ed i seminari li faccio solo per divertimento. Peccato anche che da anni vivo e lavoro all'estero e che ogni volta che si deve fare qualche cosa in Italia sfuma tutto in chiacchiere. Nel senso che sono tutti bravi a parlare, usare paroloni eccetera e poi alla fine quando si deve concretizzare restano soltanto le chiacchiere. Peccato davvero... poi siccome non ci conosciamo da che cosa deduci my "limitation"?
Piuttosto tu in che modo hai a che fare con il cinema e la critica? Curiosità.

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Ahsaas

Reg.: 18 Apr 2006
Messaggi: 779
Da: Parma - India (es)
Inviato: 09-01-2007 18:47  
fra l'altro scopro oggi che persino Filmtv (già abbastanza commerciale) è in bancarotta e chiuderà ben presto.
_________________
"E' FINITA" SI DICE ALLA FINE

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sandrix81

Reg.: 20 Feb 2004
Messaggi: 29115
Da: San Giovanni Teatino (CH)
Inviato: 09-01-2007 19:12  
quote:
In data 2007-01-09 17:12, Peppard scrive:
Nel senso che sono tutti bravi a parlare, usare paroloni eccetera e poi alla fine quando si deve concretizzare restano soltanto le chiacchiere.

questo è vero. non per campanilismo, ma l'unica istituzione completamente affidabile qui è la cineteca di bologna.
_________________
Quando mia madre, prima di andare a letto, mi porta un bicchiere di latte caldo, ho sempre paura che ci sia dentro una lampadina.

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