FilmUP.com > Forum > Critica il critico - Abbiamo davvero bisogno dei critici?
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FilmUP Forum Index > Cinema > Critica il critico > Abbiamo davvero bisogno dei critici?   
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Autore Abbiamo davvero bisogno dei critici?
sandrix81

Reg.: 20 Feb 2004
Messaggi: 29115
Da: San Giovanni Teatino (CH)
Inviato: 20-01-2007 14:30  
per una volta che credevo si potesse tornare sui binari della discussione... vabbè
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Quando mia madre, prima di andare a letto, mi porta un bicchiere di latte caldo, ho sempre paura che ci sia dentro una lampadina.

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 20-01-2007 16:08  
Vabbè, dammi un po' di tempo e ci torno, scusa per l'enfasi... e nel frattempo vai a farti fottere!

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sandrix81

Reg.: 20 Feb 2004
Messaggi: 29115
Da: San Giovanni Teatino (CH)
Inviato: 20-01-2007 20:29  
ahahah mi hai rotto il cazzo porca majella!
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Quando mia madre, prima di andare a letto, mi porta un bicchiere di latte caldo, ho sempre paura che ci sia dentro una lampadina.

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penny68

Reg.: 14 Nov 2005
Messaggi: 3100
Da: palermo (PA)
Inviato: 22-01-2007 20:06  
Infatti..
I Critici siamo noi, nessuno si senta offeso..

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penny68

Reg.: 14 Nov 2005
Messaggi: 3100
Da: palermo (PA)
Inviato: 22-01-2007 20:32  
quote:
In data 2007-01-16 19:30, AlZayd scrive:
Mi ripeto - ma dico anche cose novelle per le quali non hai risposte - perchè mi illudo tu possa almeno capire, non dico condividere.

Pia illusione, ultimo giro, ultima corsa, poi la giostra chiude: qui non stiamo prendendo in esame una determinata, specifica, opera di critica d'arte, nè dibattendo se la stessa sia auenticamente arte o meno, bensì, dico io, che la verità artistica, e vale in generale, per ogni forma d'arte, prima o poi emerge, se è vera arte. Mi sembra così banale...

La sincerità è la virtù dei giovani pallottini; non è contemplata in arte, quale valore morale ed ideologico. L'arte è bugiarda per definizione, poichè trascende il concetto prosaico del bene e del male e dell'analisi.

Sei tu semmai la vestale pura dell'esattezza notarile, quando enunci queste teorie:

"compito del critico è proprio portare a galla quei processi inconsci e subconsci che portano l'autore a fare propri quei processi intellettivi che concorrono, senza che lui probabilmente se ne renda conto, a determinare la sua poetica. per dirla in altra maniera, evidenziare quelle associazioni mentali spontanee attraverso cui l'autore parla (spontaneamente, appunto) di sé."

E fu così che la spontaneità finisce tra i rulli compressori dell'analisi critico-sinceristica... La poetica di un artista non ha bisogno della certificazione critica per essere avvertita in tutta la sua incontrollabile verità. Diventa la critica un pretesto per fare della buona o cattiva letteratura.
Oppure buona o cattiva analisi scientifico/storicistica, partendo da dati oggettivi e ..bla bla bla.., già detto al riguardo.

Bellissime riflessioni, Peppe..
Quando credo che tu attribuendo all'Arte un contenuto di Verità, voglia in definitiva dare spessore al concetto di Rivelazione.
Parliamo, infatti, di Creazione che non nasce ex abrupto, ma da una volontà ben precisa che ha intuito, ponderato e realizzato secondo precise scelte. Scelte assolutamente personali, sebbene nel quadro di un processo di identificazione ad un canone.
Guai a voler vedere in un prodotto creativo sotto denominazione di Arte, finito, concluso, già inserito in un contesto storico ed estetico ben definito, qualcosa che "avrebbe" altro da dire in qualunque contesto postumo.Perchè in questo caso, si ricadrebbe solamente nell'orbita dell'interpretazione che, come tale,offre numerose e varie proiezioni.
Presumere ciò che un artista voglia comunicarci con le sue opere, fuori dal codice scelto, vuol dire, in qualche misura, "falsificare" l'atto creativo stesso.
Si pensi alla miriade di interventi di restauro "distruttivo" condotti su opere d'arte in nome dell'interpretazione e della presunzione.

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sandrix81

Reg.: 20 Feb 2004
Messaggi: 29115
Da: San Giovanni Teatino (CH)
Inviato: 22-01-2007 20:57  
beh credo che nessuno sano di mente vedendo un Griffith possa dire che parla del vietnam
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penny68

Reg.: 14 Nov 2005
Messaggi: 3100
Da: palermo (PA)
Inviato: 22-01-2007 21:15  
quote:
In data 2007-01-22 20:57, sandrix81 scrive:
beh credo che nessuno sano di mente vedendo un Griffith possa dire che parla del vietnam


Credo che il delirio sia un altro argomento.

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 23-01-2007 00:53  
quote:
In data 2007-01-22 20:32, penny68 scrive:
Presumere ciò che un artista voglia comunicarci con le sue opere, fuori dal codice scelto, vuol dire, in qualche misura, "falsificare" l'atto creativo stesso.
Si pensi alla miriade di interventi di restauro "distruttivo" condotti su opere d'arte in nome dell'interpretazione e della presunzione.



Naturalmente concordo con tutto, Penny, quoto in particolare questa frase perchè lo dici in un modo esemplare quel che avrei voluto dire anch'io là dove mi è però mancata la capacità di sintesi.

Insomma.., sono sotto gli occhi di tutti le arbitrarie interpretazioni critiche che durano giusto il tempo di una moda mentre l'arte - che giustamente è rivelazione, io cercavo di cavarmela con il sinonimo verità -
supera i confini temporali e spaziali. E' il tempo che fa maturare le sorbe.., al sole e/o nella paglia, basta saper aspettare, evitando di introdurle nelle serre della maturazione affrettata, indotta, che le fa sembrare belle alterandone però irrimediabilmente la fragranza, il sottile, sensuale e rotondo sapore "nature".
Si.., la critica, quella che si crede "faro nella notte", è arte(fazione)...


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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 23-01-2007 01:10  
quote:
In data 2007-01-22 20:57, sandrix81 scrive:
beh credo che nessuno sano di mente vedendo un Griffith possa dire che parla del vietnam




Beh, se la critica si deve far carico di riflessioni profonde e illuminanti come questa.., mi convinco ancora di più che se ne possa fare tranquillamente a meno.


Che poi Griffith in un certo qual modo parlava - in una sorta di divinazione artistica: no tempo, no spazio - anche del Vietnam, in un'opera "pacifista", altamente simbolica, che affronta le violenze e gli orrori della guerra, le "intolerance" , le sopraffazioni, gli imbarbarimenti, ecc, di tutte le guerre già che contrappone ed omologa epoche lontanissime e diverse tra loro.., quindi perhè no anche proiettata nel futuro della sporca guerra vietnamita? Le guerre sono tutte uguali, da che mondo è mondo. Cambiano le tecniche... il sangue è sempre colorato di rosso...

E questa non vuole essere un critica... chiamalo se vuoi un delirio.., ma ci terrei a che una volta tanto argomentassi fuor della (solita) scorciatoia...
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"Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel

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sandrix81

Reg.: 20 Feb 2004
Messaggi: 29115
Da: San Giovanni Teatino (CH)
Inviato: 23-01-2007 12:25  
è che avete un'idea dell'arte con cui non mi trovo affatto d'accordo, divinatoria, esoterica, missioni verità rivelazioni...
per me è qualcosa di molto più concreto, nel senso (anche) di tangibile, e d'altronde è per questo che considero la critica non solo più dignitosa e legittima di quanto facciate voi, ma anche più utile e autonoma, forma di operato d'arte tanto creativa quanto un film, tanto costruttiva quanto un dipinto, tanto suggestionante quanto una scultura.
ed è sempre per questo che non faccio distinzioni tra artisti (quelli bravi) e non artisti (quelli scarsi), o tra critici e scribacchini pennivendoli; questa sì che mi sembra una scorciatoia di comodo.
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Quando mia madre, prima di andare a letto, mi porta un bicchiere di latte caldo, ho sempre paura che ci sia dentro una lampadina.

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 23-01-2007 15:58  
Non puoi giungere a conclusioni del genere perchè come al solito non hai capito nulla, o ti fermi solo su ciò che ti fa comodo capire, o che solamente riesci ad afferrare, in un insieme di idee, ipotesi, suggestioni che non ti permetto di stravolgere, minimizzare, usare a tuo piacimento.

Ad esempio su Griffith, concreto e tamgibile, come su tante altre questioni poste, quale il respiro cosmico dell'arte che la rende per l'appunto trascendente ed insieme concreta, tangibile, cosa legata alla Natura, che è territorio sacro, dunque non del tutto umana, e terrena, dunque profondamente "affettuosa", anguilleggi. Sei superficiale e arrogante. Ben venGHIno le differenti opinioni, purchè espresse con più acume, al limite con maggior onestà intellettuale.
E' giunto il momento di scrivere la parola fine su questa discussione.



[ Questo messaggio è stato modificato da: AlZayd il 23-01-2007 alle 16:03 ]

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 23-01-2007 16:18  
quote:
In data 2007-01-23 12:25, sandrix81 scrive:
considero la critica non solo più dignitosa e legittima di quanto facciate voi, ma anche più utile e autonoma, forma di operato d'arte tanto creativa quanto un film, tanto costruttiva quanto un dipinto, tanto suggestionante quanto una scultura.




A parte la scorciatoia di contrapporre il "nostro" pensiero a quello della critica - cosa che di per se non spega nulla, non la bontà di quella, troppa grazia nel far(ci) questo onore - per quale motivo la critica sarebbe come la descrivi tu? Io ho già detto al riguardo, argomentando in maniera articolata. Tu no, se non mediante slogan e postulati scarni, a limite ridicoli.

" ed è sempre per questo che non faccio distinzioni tra artisti (quelli bravi) e non artisti (quelli scarsi), o tra critici e scribacchini pennivendoli; questa sì che mi sembra una scorciatoia di comodo."

A me sembra che voler omologare un Mollica (ma anche un Fofi, un Di Giammatteo, un Magrelli, ecc) qualunque a un intellettuale come Bazin, o a un intellettuale/artista come Tarkowskji (e non cito, come esempio, mestieranti e creatori d'altri ambiti artistici) sia una comica scorciatoia per il precipizio...
Oppure un voler infiorare quel palcoscenico della mediocrità cui ambiresti esibirti ed essere consacrato come artista...

Non potevo non rispondere...


_________________
"Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel

[ Questo messaggio è stato modificato da: AlZayd il 23-01-2007 alle 16:21 ]

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sandrix81

Reg.: 20 Feb 2004
Messaggi: 29115
Da: San Giovanni Teatino (CH)
Inviato: 23-01-2007 16:22  
quote:
In data 2007-01-23 16:18, AlZayd scrive:
A parte la scorciatoia di contrapporre il "nostro" pensiero a quello della critica

veramente il voi era inteso in contrapposizione a me, non alla critica.
_________________
Quando mia madre, prima di andare a letto, mi porta un bicchiere di latte caldo, ho sempre paura che ci sia dentro una lampadina.

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kagemusha

Reg.: 17 Nov 2005
Messaggi: 1135
Da: roma (RM)
Inviato: 23-01-2007 19:05  
finito così?

e su, continuate...

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penny68

Reg.: 14 Nov 2005
Messaggi: 3100
Da: palermo (PA)
Inviato: 23-01-2007 20:32  
Nulla di esoterico, procediamo solo sui carboni ardenti della fenomenologia e dell'esegesi.
Vorrei solamente identificato il concetto di "pratica" nell'ambito dell'Arte e della Critica.
Grazie anticipatamente, Sandrix.

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