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Mereghetti contro tutti |
oldboy83
 Reg.: 06 Gen 2005 Messaggi: 4398 Da: Mogliano (MC)
| Inviato: 30-06-2005 00:41 |
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Strano che ci sia sfuggito (immagino non a tutti) un gran numero circense che il Mereghetti ha esibito nel numero di Ciak di maggio (compleanno della rivista).
Riporto il testo per i non informati
"E la critica?
E' a un punto critico.
Riflessione sulle riviste di cinema italiane e sullo stato della critica in occasione dei vent'anni di Ciak. Quando ormai i periodici "militanti" sembrano pensati solo come palestre per esercizi accademici o narcisistici.
A che punto sta la pubblicistica cinematografica in Italia? E' migliore o peggiore del cinema che si trova di fronte? Ciak compie vent'anni di vita e anche se non è la rivista più longeva d'Italia, è quella con il progetto culturale più rischioso e arrischiato: confrontarsi con il cinema esistente (quindi, quello brutto come quello bello) per riuscire a trovare un equilibrio sostenibile tra informazione e analisi. Risultato non sempre ottenuto, ammettiamolo, ma caparbiamente inseguito (come si sforza di fare anche il settimanale Film TV), specie negli ultimi anni, tenendo conto dei limiti e condizionamenti che impongono l'essenza "industriale" e non solo "cinefila" dell'impresa.
Il problema vero, però, non è quello di dare i voti a questa o quella pubblicazione (in nome di quale autorità, poi) ma piuttosto di chiederci quale sia il quadro generale entro cui si muovono le riviste "di cinema". Per capire se esiste un progetto condivisibile o meno. Diciamo subito che il quadro non sembra dei più rosei, perchè le riviste di cinema che si vorrebbero più militanti (pensiamo a duellanti, a SegnoCinema, negli ultimi anni anche a Cineforum o a Filmcritica) troppe volte sembrano pensate non per parlare di cinema ma per offrire ai propri collaboratori l'occasione di fare sfoggio della propria cultura. Non è una differenza da poco, che spesso finisce per rivelarsi più indigesta del solito quando l'aspirazione degli scriventi si colora di velleità accademiche.
Allora il linguaggio diventa francamente improponibile e il livello di analisi critica sfiora l'autismo. Quando non regredisce nel narcisismo. Troppo pessimista? Diciamo meglio, troppo poco smemorato, perchè gli anni mi permettono di aver letto ben altre pubblicazioni, dove magari le analisi critiche potevano farsi discutibili (anch'io ho contribuito in anni passati a ingrossare l'elenco dei film o dei registi giudicati in maniera troppo univoca, non faccio fatica a confessarlo), ma lo spirito con cui erano scritte quelle note non rivelava mai tentazioni solipsisiche. Come si diceva allora "c'era un progetto" che faceva sì, per esempio, che riviste spesso lontanissime sul piano ideologico, si riconoscessero in un comune orizzonte cinematografico. Come fu, nella gloriosa stagione degli anni Sessanta, tra Ombre Rosse e Cinema & Film.
Oggi quella necessità sembra tragicamente sparita, di pari passi con l'imbarbarimento dell'idea stessa di "critica cinematografica", costretta a oscillare tra il tono salottiero e finto ironico della notule da quotidiani e quello semiologico - accademico dei mensili specializzati. Dice Bertrand Tavanier, che prima di essere un buon regista, era, ed è, un grandissimo critico, che una delle cose che lo mettono più di cattivo umore è leggere brutte recensioni ai film che ha amato. Sono parole su cui varrebbe la pena di riflettere perchè una "brutta recensione" non è necessariamente una recensione negativa, ma piuttosto un testo dove il film da analizzare non è più l'oggetto principale del discorso. Quando il recensore diventa più importante dell'opera, quando il film - fosse pure la peggior bufala del mondo - viene abbassato a pretesto per far sfoggio del proprio sarcasmo, o della propria cattiveria, o anche della propria "cultura", allora il critico (e la critica cinematografica) perde immediatamente il proprio ruolo e la propria funzione.
Non vuol dire essere necessariamente pedanti, vuol dire essere rispettosi e ricordare che il critico è sempre al servizio dello spettatore e del cinema. E mai viceversa. Altrimenti usciamo dal campo della critica ed entriamo in quello del pettegolezzo, della supponenza, della prevaricazione, tutte caratteristiche più adatte a primedonne, magari isteriche, che non a critici degni di questo nome."
vi (e mi) risparmio l'articolo del Mereghetti del mese dopo, e l'editoriale di Canova su duellanti di giugno.
Voi che ne pensate?
_________________ Una sola cosa è certa: da questa vita non ne usciremo vivi. |
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royearle ex "meskal"
 Reg.: 06 Mag 2005 Messaggi: 6294 Da: napoli (NA)
| Inviato: 30-06-2005 00:49 |
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| Grazie oldboy per aver riportato l'articolo di Mereghetti, ne avevo sentito parlare e mi ero già espresso in termini un po' prevenuti su questo articolo altrove nella rete, ma leggendolo finalmente in maniera diretta, devo dire che sono molto d'accordo con le tesi del merenga. |
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pensolo
 Reg.: 11 Gen 2004 Messaggi: 14685 Da: Genova (GE)
| Inviato: 30-06-2005 01:01 |
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Lo avevo letto invece...che dire...a me Mereghetti piace poco o nulla come critico..ho visto anche una sua intervista su Raitre...dove ha motivato la sua avversione per Sergio Leone col fatto che non è il suo genere preferito. Ma dico..un critico si esprime così???
Posso anche concordare con alcuni passaggi del suo articolo...ma devo anche dire che la sua critica molto spesso cade nello schematismo e nella prevenzione
[ Questo messaggio è stato modificato da: pensolo il 30-06-2005 alle 01:03 ] |
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royearle ex "meskal"
 Reg.: 06 Mag 2005 Messaggi: 6294 Da: napoli (NA)
| Inviato: 30-06-2005 01:05 |
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quote: In data 2005-06-30 01:01, pensolo scrive:
Lo avevo letto invece...che dire...a me Mereghetti piace poco o nulla come critico..ho visto anche una sua intervista su Raitre...dove ha motivato la sua avversione per Sergio Leone col fatto che non è il suo genere preferito. Ma dico..un critico si esprime così???
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L'ho vista pure io quella, diceva di preferire i westwern classici in sostanza. Niente di male, il guaio è che poi certi giudizi tranchant su un maestro come Leone diventano, per via di quei dizionari di merda, la voce ufficiale della critica italiana. Ma è anche vero che chissenefrega. |
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oldboy83
 Reg.: 06 Gen 2005 Messaggi: 4398 Da: Mogliano (MC)
| Inviato: 30-06-2005 01:12 |
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io invece non sono molto d'accordo con Mereghetti. Soprattutto in questo passo:
"Oggi quella necessità sembra tragicamente sparita, di pari passi con l'imbarbarimento dell'idea stessa di "critica cinematografica", costretta a oscillare tra il tono salottiero e finto ironico della notule da quotidiani e quello semiologico - accademico dei mensili specializzati."
Qui mereghetti si da una zappata sui piedi... parla di critica con toni salottieri, gossippari fingendo di non sapere che il giornale per cui lavora non fa altro che pettegolezzo (molto meno di altri giornalacci da quattro soldi) magari non ironicamente, ma in maniera abbondante (e parla uno che ha l'abbonamento a Ciak e che quindi conosce la rivista). Per quanto rigurda l'aspetto semiologico accademico credo che qui Mereghetti sia completamente fuori strada: dicendo questo affermerebbe forse che i vari corsi di laurea in cinema e critica non servino a niente? il cinema è spesso studiato in semiotica, e, senza addentrarci in un campo ostico, credo sia naturale che un critico faccia uso della propria "cultura accademica" per l'analisi critica di film.
ma credo che il pensiero di mereghetti sia applicabile nei rapporti critica pubblico: Ciak vende tantissimo e lo legge anche "la casalinga di Voghera" che magari di cinema non ne capisce niente, duellanti (ad esempio) invece mira ad un pubblico di nicchia che studia (ma anche no) il cinema. E questo "progetto" di cui Mereghetti parla, a me sa di qualcosa di anacronistico: diversi punti di vista che seguono un principio generale... ma il cinema (come tutta la società, del resto) vuole uno studio da diversi (e per fortuna, a volte opposti) punti di vista.
E' un bene quindi avere riviste con orizzonti di vista diversi.
_________________
- Solo come un ombrello su una macchina da cucire. -
[ Questo messaggio è stato modificato da: oldboy83 il 30-06-2005 alle 01:13 ] |
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pensolo
 Reg.: 11 Gen 2004 Messaggi: 14685 Da: Genova (GE)
| Inviato: 30-06-2005 01:12 |
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quote: In data 2005-06-30 01:05, meskal scrive:
quote: In data 2005-06-30 01:01, pensolo scrive:
Lo avevo letto invece...che dire...a me Mereghetti piace poco o nulla come critico..ho visto anche una sua intervista su Raitre...dove ha motivato la sua avversione per Sergio Leone col fatto che non è il suo genere preferito. Ma dico..un critico si esprime così???
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L'ho vista pure io quella, diceva di preferire i westwern classici in sostanza. Niente di male, il guaio è che poi certi giudizi tranchant su un maestro come Leone diventano, per via di quei dizionari di merda, la voce ufficiale della critica italiana. Ma è anche vero che chissenefrega.
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Sicuramente i suoi miti accertati sono Hawks e Peckinpah...comunque disconoscere Leone o negare la sua importanza nel genere mi pare troppo. Ovviamente anche io amo il western classico fatto bene...anche se non sopporto John Ford (non fatemene una colpa).
L'idea che mi sono fatto su di lui è che preferisca il film intimista..quello delle piccole cose e della quotidianità..quello che non cerca di volare troppo in alto ma cerchi una tesi e la sostenga fino alla fine.
Anche a me piace quel genere di pellicole...ma non sono prevenuto come lui...ad esempio verso Tornatore, Von Trier o Michalkov..che vengono totalmente sbriciolati dal suo dizionario (al quale non faccio mai riferimento per quel che riguarda la critica..ma solo per le informazioni)
Ammettiamo che anche un critico può avere i suoi gusti e farsi influenzare da quelli..e finiamola lì
_________________ Bart,voglio condividere con te le tre massime indispensabili per andare avanti nella vita.N°1:"Mi raccomando coprimi" N°2: "Miticooo!Ottima idea capo" N°3:"Era già così quando sono arrivato io" |
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alessio984
 Reg.: 10 Mar 2004 Messaggi: 6302 Da: Napoli (NA)
| Inviato: 30-06-2005 01:15 |
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quote: In data 2005-06-30 00:41, oldboy83 scrive:
vi (e mi) risparmio l'articolo del Mereghetti del mese dopo, e l'editoriale di Canova su duellanti di giugno.
| questo invece mi interessa molto.
Se trovi un po di tempo e non ti rompi le palle posta pure questo....
_________________ Preferiremmo volare sulla luna piuttosto che dire le parole giuste quand'è tempo di dirle |
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pensolo
 Reg.: 11 Gen 2004 Messaggi: 14685 Da: Genova (GE)
| Inviato: 30-06-2005 01:15 |
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quote: In data 2005-06-30 01:12, oldboy83 scrive:
io invece non sono molto d'accordo con Mereghetti. Soprattutto in questo passo:
"Oggi quella necessità sembra tragicamente sparita, di pari passi con l'imbarbarimento dell'idea stessa di "critica cinematografica", costretta a oscillare tra il tono salottiero e finto ironico della notule da quotidiani e quello semiologico - accademico dei mensili specializzati."
Qui mereghetti si da una zappata sui piedi... parla di critica con toni salottieri, gossippari fingendo di non sapere che il giornale per cui lavora non fa altro che pettegolezzo (molto meno di altri giornalacci da quattro soldi) magari non ironicamente, ma in maniera abbondante (e parla uno che ha l'abbonamento a Ciak e che quindi conosce la rivista). Per quanto rigurda l'aspetto semiologico accademico credo che qui Mereghetti sia completamente fuori strada: dicendo questo affermerebbe forse che i vari corsi di laurea in cinema e critica non servino a niente? il cinema è spesso studiato in semiotica, e, senza addentrarci in un campo ostico, credo sia naturale che un critico faccia uso della propria "cultura accademica" per l'analisi critica di film.
ma credo che il pensiero di mereghetti sia applicabile nei rapporti critica pubblico: Ciak vende tantissimo e lo legge anche "la casalinga di Voghera" che magari di cinema non ne capisce niente, duellanti (ad esempio) invece mira ad un pubblico di nicchia che studia (ma anche no) il cinema. E questo "progetto" di cui Mereghetti parla, a me sa di qualcosa di anacronistico: diversi punti di vista che seguono un principio generale... ma il cinema (come tutta la società, del resto) vuole uno studio da diversi (e per fortuna, a volte opposti) punti di vista.
E' un bene quindi avere riviste con orizzonti di vista diversi.
_________________
- Solo come un ombrello su una macchina da cucire. -
[ Questo messaggio è stato modificato da: oldboy83 il 30-06-2005 alle 01:13 ]
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Quel passo aveva colpito anche me per lo stesso motivo...concordo con te..Ciak non è certo un giornale di nicchia o che miri ad un pubblico poco vasto. Ho trovato quella frase una vera zappata..come dici tu.
_________________ Bart,voglio condividere con te le tre massime indispensabili per andare avanti nella vita.N°1:"Mi raccomando coprimi" N°2: "Miticooo!Ottima idea capo" N°3:"Era già così quando sono arrivato io" |
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pensolo
 Reg.: 11 Gen 2004 Messaggi: 14685 Da: Genova (GE)
| Inviato: 30-06-2005 01:17 |
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quote: In data 2005-06-30 01:15, alessio984 scrive:
quote: In data 2005-06-30 00:41, oldboy83 scrive:
vi (e mi) risparmio l'articolo del Mereghetti del mese dopo, e l'editoriale di Canova su duellanti di giugno.
| questo invece mi interessa molto.
Se trovi un po di tempo e non ti rompi le palle posta pure questo....
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Letta anche quella...in sostanza risponde ad una mail ironica di un critico di Duellanti sul suo primo articolo...cercando di difendere la sua tesi
_________________ Bart,voglio condividere con te le tre massime indispensabili per andare avanti nella vita.N°1:"Mi raccomando coprimi" N°2: "Miticooo!Ottima idea capo" N°3:"Era già così quando sono arrivato io" |
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oldboy83
 Reg.: 06 Gen 2005 Messaggi: 4398 Da: Mogliano (MC)
| Inviato: 30-06-2005 01:18 |
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quote: In data 2005-06-30 01:15, alessio984 scrive:
quote: In data 2005-06-30 00:41, oldboy83 scrive:
vi (e mi) risparmio l'articolo del Mereghetti del mese dopo, e l'editoriale di Canova su duellanti di giugno.
| questo invece mi interessa molto.
Se trovi un po di tempo e non ti rompi le palle posta pure questo....
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c'ho provato ma mi si sono crepate le palle degli occhi (e pure le altre...).
Comunque posterò appena potrò...
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- Solo come un ombrello su una macchina da cucire. -
[ Questo messaggio è stato modificato da: oldboy83 il 30-06-2005 alle 01:19 ] |
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royearle ex "meskal"
 Reg.: 06 Mag 2005 Messaggi: 6294 Da: napoli (NA)
| Inviato: 30-06-2005 01:38 |
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quote: In data 2005-06-30 01:12, oldboy83 scrive:
io invece non sono molto d'accordo con Mereghetti. Soprattutto in questo passo:
"Oggi quella necessità sembra tragicamente sparita, di pari passi con l'imbarbarimento dell'idea stessa di "critica cinematografica", costretta a oscillare tra il tono salottiero e finto ironico della notule da quotidiani e quello semiologico - accademico dei mensili specializzati."
Qui mereghetti si da una zappata sui piedi... parla di critica con toni salottieri, gossippari fingendo di non sapere che il giornale per cui lavora non fa altro che pettegolezzo (molto meno di altri giornalacci da quattro soldi) magari non ironicamente, ma in maniera abbondante (e parla uno che ha l'abbonamento a Ciak e che quindi conosce la rivista). Per quanto rigurda l'aspetto semiologico accademico credo che qui Mereghetti sia completamente fuori strada: dicendo questo affermerebbe forse che i vari corsi di laurea in cinema e critica non servino a niente? il cinema è spesso studiato in semiotica, e, senza addentrarci in un campo ostico, credo sia naturale che un critico faccia uso della propria "cultura accademica" per l'analisi critica di film.
ma credo che il pensiero di mereghetti sia applicabile nei rapporti critica pubblico: Ciak vende tantissimo e lo legge anche "la casalinga di Voghera" che magari di cinema non ne capisce niente, duellanti (ad esempio) invece mira ad un pubblico di nicchia che studia (ma anche no) il cinema. E questo "progetto" di cui Mereghetti parla, a me sa di qualcosa di anacronistico: diversi punti di vista che seguono un principio generale... ma il cinema (come tutta la società, del resto) vuole uno studio da diversi (e per fortuna, a volte opposti) punti di vista.
E' un bene quindi avere riviste con orizzonti di vista diversi.
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Però la tendenza al vaniloquio narcisistico, poco attento a quello che in teoria dovrebbe essere l'oggetto della critica, lo sfoggio di cultura fine a se stesso e non finalizzato alla migliore comprensione dei film e del cinema, sono trappole in cui i critici italiani delle riviste cadono spesso, e gli strumenti di discipline come la semiologia vengono spesso applicati in maniera non rigorosissima. La questione fondamentale che Mereghetti coglie è quella della funzione della critica, che deve essere anche secondo me quella di favorire nel pubblico una maggiore comprensione del cinema, e non semplice esercizio retorico che lascia il tempo che trova, indirizzare in questo modo il pubblico verso il cinema migliore, ed eventualmente darsi battaglia su quale esso sia.
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oldboy83
 Reg.: 06 Gen 2005 Messaggi: 4398 Da: Mogliano (MC)
| Inviato: 30-06-2005 01:52 |
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quote: In data 2005-06-30 01:38, meskal scrive:
quote: In data 2005-06-30 01:12, oldboy83 scrive:
io invece non sono molto d'accordo con Mereghetti. Soprattutto in questo passo:
"Oggi quella necessità sembra tragicamente sparita, di pari passi con l'imbarbarimento dell'idea stessa di "critica cinematografica", costretta a oscillare tra il tono salottiero e finto ironico della notule da quotidiani e quello semiologico - accademico dei mensili specializzati."
Qui mereghetti si da una zappata sui piedi... parla di critica con toni salottieri, gossippari fingendo di non sapere che il giornale per cui lavora non fa altro che pettegolezzo (molto meno di altri giornalacci da quattro soldi) magari non ironicamente, ma in maniera abbondante (e parla uno che ha l'abbonamento a Ciak e che quindi conosce la rivista). Per quanto rigurda l'aspetto semiologico accademico credo che qui Mereghetti sia completamente fuori strada: dicendo questo affermerebbe forse che i vari corsi di laurea in cinema e critica non servino a niente? il cinema è spesso studiato in semiotica, e, senza addentrarci in un campo ostico, credo sia naturale che un critico faccia uso della propria "cultura accademica" per l'analisi critica di film.
ma credo che il pensiero di mereghetti sia applicabile nei rapporti critica pubblico: Ciak vende tantissimo e lo legge anche "la casalinga di Voghera" che magari di cinema non ne capisce niente, duellanti (ad esempio) invece mira ad un pubblico di nicchia che studia (ma anche no) il cinema. E questo "progetto" di cui Mereghetti parla, a me sa di qualcosa di anacronistico: diversi punti di vista che seguono un principio generale... ma il cinema (come tutta la società, del resto) vuole uno studio da diversi (e per fortuna, a volte opposti) punti di vista.
E' un bene quindi avere riviste con orizzonti di vista diversi.
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Però la tendenza al vaniloquio narcisistico, poco attento a quello che in teoria dovrebbe essere l'oggetto della critica, lo sfoggio di cultura fine a se stesso e non finalizzato alla migliore comprensione dei film e del cinema, sono trappole in cui i critici italiani delle riviste cadono spesso, e gli strumenti di discipline come la semiologia vengono spesso applicati in maniera non rigorosissima. La questione fondamentale che Mereghetti coglie è quella della funzione della critica, che deve essere anche secondo me quella di favorire nel pubblico una maggiore comprensione del cinema, e non semplice esercizio retorico che lascia il tempo che trova, indirizzare in questo modo il pubblico verso il cinema migliore, ed eventualmente darsi battaglia su quale esso sia.
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verissimo, capita anche questo... a volte troppi termini aulici e recensioni arzigogolate danno fastidio e tendono ad allontanare.
Ma i problemi sono anche altri... com'è qualitativamente il pubblico cinematografico? che significa "cinema migliore"? è tutto molto e troppo soggettivo per arrivare ad una teoria generale della critica. Il pubblico che guarda solo ed esclusivamente film blockbuster (e la fetta è molto grande) se ne frega della critica di duellanti o di mereghetti?
Perchè spendere chiacchiere e parole inutile sulla critica e non lavorare invece praticamente sul pubblico stesso, magari con una maggiore educazione cinematografica, attraverso una eventuale proliferazione di sale d'essai, cineforum, cineclub?
E' questo che mi stupisce dell'articolo di Mereghetti: criticare la critica italiana, cioè autocriticarsi egoisticamente senza considerare il pubblico o considerarlo per quantità e non in qualità...
ma mi sa che sono andato fuori tema e l'ora è abbastanza tarda...
_________________
- Solo come un ombrello su una macchina da cucire. -
[ Questo messaggio è stato modificato da: oldboy83 il 30-06-2005 alle 01:53 ] |
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pensolo
 Reg.: 11 Gen 2004 Messaggi: 14685 Da: Genova (GE)
| Inviato: 30-06-2005 01:59 |
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quote: In data 2005-06-30 01:38, meskal scrive:
quote: In data 2005-06-30 01:12, oldboy83 scrive:
io invece non sono molto d'accordo con Mereghetti. Soprattutto in questo passo:
"Oggi quella necessità sembra tragicamente sparita, di pari passi con l'imbarbarimento dell'idea stessa di "critica cinematografica", costretta a oscillare tra il tono salottiero e finto ironico della notule da quotidiani e quello semiologico - accademico dei mensili specializzati."
Qui mereghetti si da una zappata sui piedi... parla di critica con toni salottieri, gossippari fingendo di non sapere che il giornale per cui lavora non fa altro che pettegolezzo (molto meno di altri giornalacci da quattro soldi) magari non ironicamente, ma in maniera abbondante (e parla uno che ha l'abbonamento a Ciak e che quindi conosce la rivista). Per quanto rigurda l'aspetto semiologico accademico credo che qui Mereghetti sia completamente fuori strada: dicendo questo affermerebbe forse che i vari corsi di laurea in cinema e critica non servino a niente? il cinema è spesso studiato in semiotica, e, senza addentrarci in un campo ostico, credo sia naturale che un critico faccia uso della propria "cultura accademica" per l'analisi critica di film.
ma credo che il pensiero di mereghetti sia applicabile nei rapporti critica pubblico: Ciak vende tantissimo e lo legge anche "la casalinga di Voghera" che magari di cinema non ne capisce niente, duellanti (ad esempio) invece mira ad un pubblico di nicchia che studia (ma anche no) il cinema. E questo "progetto" di cui Mereghetti parla, a me sa di qualcosa di anacronistico: diversi punti di vista che seguono un principio generale... ma il cinema (come tutta la società, del resto) vuole uno studio da diversi (e per fortuna, a volte opposti) punti di vista.
E' un bene quindi avere riviste con orizzonti di vista diversi.
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Però la tendenza al vaniloquio narcisistico, poco attento a quello che in teoria dovrebbe essere l'oggetto della critica, lo sfoggio di cultura fine a se stesso e non finalizzato alla migliore comprensione dei film e del cinema, sono trappole in cui i critici italiani delle riviste cadono spesso, e gli strumenti di discipline come la semiologia vengono spesso applicati in maniera non rigorosissima. La questione fondamentale che Mereghetti coglie è quella della funzione della critica, che deve essere anche secondo me quella di favorire nel pubblico una maggiore comprensione del cinema, e non semplice esercizio retorico che lascia il tempo che trova, indirizzare in questo modo il pubblico verso il cinema migliore, ed eventualmente darsi battaglia su quale esso sia.
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Concordo con te..spesso lo stroncaggio arzigogolato è all'ordine del giorno...la ricerca del termine più raffinato o sarcastico a tutti i costi. E la critica pulita e oggettiva ne viene senza dubbio penalizzata.
Credo che molti attuino questa tattica in maniera inconscia..usandola a sproposito come un gesto di distizione che li possa porre fuori dal marasma generale della critica stessa..ma in questo modo finiscono solo per svilire la stessa privandola del suo vero significato e scopo.
Ma come diceva old si è fatto tardi..e Morfeo insistentemente mi attira verso se..
_________________ Bart,voglio condividere con te le tre massime indispensabili per andare avanti nella vita.N°1:"Mi raccomando coprimi" N°2: "Miticooo!Ottima idea capo" N°3:"Era già così quando sono arrivato io" |
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royearle ex "meskal"
 Reg.: 06 Mag 2005 Messaggi: 6294 Da: napoli (NA)
| Inviato: 30-06-2005 02:19 |
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Sarò mica un po' noioso? |
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oldboy83
 Reg.: 06 Gen 2005 Messaggi: 4398 Da: Mogliano (MC)
| Inviato: 30-06-2005 02:21 |
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makkestaiaddì!!! io c'ho proprio sonno!
_________________ Una sola cosa è certa: da questa vita non ne usciremo vivi. |
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