film della gabbianella e un gatto, tratto dal libro di Sepulveda, che già avavo letto tuuutto di un fiato insieme al Gabbiano Jonatan liviston di BaCH. E’ una storia commuovente, e bellissima, è un racconto poetico di un’amicizia, un’intesa, un legame indissolubile tra un “pennuto” e un “gatto”, i due stringono una solida alleanza che scaturisce dalla promessa che zorba fa alla madre moribonda di fortunata, di non mangiare l’uovo, di allevare il cucciolo che nascerà e di insegnargli a volare. fortunata, intimamente chiamata fifì, crederà di essere un gatto, scoprirà di essere un uccello, finirà nelle grinfie dei topi di fogna, proverà a volare e infine ci riuscirà, un po’ come il gabbiano di bach capisce che è destinato a qualcosa di più di una semplice vita sulla terra.
Ottimo film nonostante i pochi mezzi economici di cui disponeva il regista.
Bellissimo film d'animazione, uno dei migliori che io abbia mai visto.
Trama originalissima incentrata su temi come il rispetto per il "diverso" e l'amore per la natura e per tutto quello che ci circonda.
Colonna sonora da brividi.
Per me è un capolavoro; complimenti vivissimi al regista.
Voto 10.
Un film di animazione pieno di poesia e buoni sentimenti, che mi ha fatto commuovere nella parte finale, complice anche la bella canzone di Ivana Spagna "So volare".
Consiglio a tutti questo film, che vorrebbe insegnarci a rispettare la natura e gli animali.
Il lungometraggio è tratto dal romanzo di Luis Sepulveda La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare, con la partecipazione di Sepulveda in qualità di doppiatore, e questo la dice lunga sul fatto che si sia riusciti a traspondere in qualche modo 120 pagine di romanzo in 70 minuti di cartone animato. Grazie alle canzoni, fatte da grandi artisti italiani, io credo che il cartone sia per certi versi ancor più evocativo del libro.
L'unica differenza di un certo rilievo, è che nel libro gli amici gatti chiedevano aiuto ad un uomo adulto, un poeta, nel cartone questo ruolo viene lasciato alla figlia, forse per far identificare meglio il potenziale target di mercato all'epoca della sua uscita nelle sale cinematografiche. Da sottolineare l'egregio doppiaggio, in particolare quello degli allora bambini che doppiarono Pallino, Nina, e la gabbianella.
E' forse poco noto, che il gatto Zorba sia realmente esistito, era il gatto dello scrittore, nel periodo in cui risiedette ad Amburgo, che morì di un male che non risparmia gatti né uomini, poco dopo la pubblicazione del libro a lui dedicato.