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A beautiful mind

Opinioni presenti: 249
Media Voto: Media Voto: 8.5 (8.5/10)

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La matematica........non è un'opinione.

(5/10) Voto 5di 10

Quattro oscar a a beautiful mind, mi sembrano veramente troppi. io avrei dato solo quello della attrice non protagonista. il film era confezionato con la ricetta giusta per l'oscar: il grande attore del momento, la storia buonista quanto basta tratta da una vita vissuta realmente, la sceneggatura, proprio non originale, la conclusione commovente e ricca di silicone per trasporre la storia ai tempi di oggi, quasi che tutti gli americani, da vecchi, fossero così, ricordate il finale del soldato ryan? il soggetto del film era tuttavia interessante, perchè la vita di john nash deve essere stata interessante, anche se vissuta tra università ed ospedali psichiatrici, credo poco negli ambienti militari. i temi toccati erano attuali: lo studio delle materie scientifiche, in particolare della matematica, la schizofrenia, malattia invalidante, pericolosa che l'amore riesce a guarire più dell'elettroshock e dei farmaci, la guerra fredda etc. tutti temi interessantissimi e da proporre magari in più film. il limite di questo film è che mette troppa carne al fuoco e non aiuta a capire se il nesso tra essi sia effettivamente confluito nella persona di john nash, o se la schizofrenia sia stata provocata dai suoi studi o dalla contiguità con ambienti spionistici e militari che gli chiedevano "troppo" sui codici da decifrare e troppissimo sul suo coinvolgimeto emotivo nella ricerca di una presunta base sovietica in occidente per costruire (o far deflagrare?) la bomba atomica in occidente. il film lascia tutti questi importanti nodi irrisolti. dovrò leggermi la biografia per capire come stanno effettivamente le cose. invece è infarcito di luoghi comuni e storie edificanti quali il college, gli amici del college, il pub, gli studenti, propri di tutti i telefilm americani e degli stereotipi dell'america degli anni 50-60, o anche di quella di oggi? e che dire di lavagne e finestre piene di formule e numeri, ma è quella la matematica per gli americani? o della scoperta, quasi casuale, della chiave per risolvere.... che gli è valsa il premio nobel accenno solo alla matematica, perchè analoghe consideraioni potrebbero farsi anche per le altre problematiche che il film si limita solo a sfiorare, sul piano emotivo. la matematica è pura logica, che nel film non c'è nemmeno come comprimaria. basta pensare che nemmeno un cenno viene fatto ad esempio sulla differenza tra teoremi e postulati, che servono entrambi per risolvere i problemi e in una infinità di applicazioni. i giovani di oggi sanno che differenza c'è? quale migliore soddisfazione per uno studente di risolvere un complesso problema applicando dei semplici teoremi di trigonometria o di algebra anzichè fare credere che quello di john è stato un "lampo di genio"? credo che il film abbia trattato la vita di john nash per fare vincere l'oscar al film, non certo per fare amare la matematica alle giovani generazioni aldiquà e aldilà dell'oceano e nemmeno per fare capire a che serve.



Giuseppe, 55 anni, Milano.




Fantasmi della mente... ma anche fuori di noi!

(9/10) Voto 9di 10

Penso che i fantasmi creati dalla mente di John Nash possano anche essere interpretati come le persone, le cose, gli avvenimenti, esterni alla nostra persona, che ci impediscono di perseguire il nostro obiettivo fino in fondo. Solo l'amore riesce a impedire che il male - sia interno che esterno a noi - ci superi e ci ingoi! Stupendo film!



Claudio, 52 anni, Calangianus (SS).




Ziogiafo - film da non perdere ...

(9/10) Voto 9di 10

Russel Crowe, questa volta interpreta la difficile vita di un genio matematico premio Nobel, John Nash. Diretto da Ron Howard ( il famoso attore rosso della indimenticata serie televisiva "Happy days"). Storia emozionante ben interpretata dall'attore australiano, che, ancora una volta ha dato prova delle sue innumerevoli potenzialità. Il film tiene incollato lo spettatore allo schermo, coinvolgendolo in complessi giochi di strategia da 007, a tratti quasi un giallo, tanti i colpi di scena. Pur basandosi su una tematica sociale la pellicola ha dei ritmi sostenuti e mai blandi. Un grande finale premia tutti e in tutti i sensi sia lo scienziato,l'attore protagonista (ben truccato),la moglie (Jennifer Connelly) e infine il pubblico per la completezza della storia. Ottima idea ... per una bella serata ! Da vedere ! ziogiafo



Ziogiafo, 50 anni, Napoli (NA).




film europeo

(6/10) Voto 6di 10

Dapprima mi sono chiesto perche' film di questo spessore non vengano prodotti dalla cinematografia europea. Pochi effetti speciali, nulli i crash e l'uso del computer. Quando Hollywood si cimenta in questo genere mi chiedo dove e' finito la profondità del nostro cinema. Registi europei, sveglia!!Il film e' da vedere, però non decolla. Gli manca il pepe. E' alle volte un po' banale ( la vita in genere e' banale??) e non approfondisce. La realtà e l'immaginazione si confondono. Ma resto dell'idea che la pazzia è purtroppo una malattia. Delicata e misurata è la moglie ( auguri per una bella carriera all'attrice) e Crowe piu' invecchia e più peggiora.Frase da ricordare: devo resistere a non parlare all'immaginario.Mia frase finale: meglio vedere film che tendono ad affrontare temi "al limite" che stupide rincorse in automobile. P.S. La scena della corsa in macchina con relativi spari era vera o immaginaria???



maurizio, 50 anni, cabiate.




Non riuscito

(5/10) Voto 5di 10

Crowe è un grande attore, magari uno di quelli "ieratici", alla robert mitchum per intenderci, ma comunque con un viso e un fisico che riescono a piacere anche nei ruoli più svariati. il film però non è una storia autentica. il matematico-genio in questione era gay, innanzitutto, e howe, il regista, ha preferito tacere ciò: evidentemente gli sarebbe costato non pochi punti al momento della votazione per gli oscar. e poi: delle teorie matematiche del "prof" lo spettatore non apprende un bel nulla (secondo hollywood siamo una massa di ignoranti), né vengono descritte le tensioni classistiche che contribuirono a rammollire questa "beautiful mind" nel momento in cui lui, john nash, di origini proletarie, si trovò ad essere ammesso nell'elitaria università di princeton, piena di rampolli di famiglie-"bene". il tema della schizofrenia viene trattato meglio in molti altri film - vedi per esempio quelli del grande john cassavetes interpretati da gena rowlands. sorry, ma siamo di nuovo di fronte a un'ennesima farsa del cinema mainstream che stavolta si serve di persone realmente esistite per confezionare il solito prodotto costruito secondo lo schema x.



Peter, 49 anni, Monaco di Baviera (estero).





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