Io, come quelli della mia generazione siamo cresciuti con le avventure di Goku e, il film ha preso in prestito solo i personaggi, neanche tutti infatti si notano grandi assenze come Crilin e il supremo e, anche quando sono presenti la loro storia è del tutto alterata, basti pensare al fatto che Goku non ha mai frequentato una scuola,è stato lui con le sue stesse mani ad uccidere il 'nonno' durante una luna piena e, soprattutto non è mai stato minimamente alleato di piccolo. Comunque sia lasciando perdere questa 'piccolezza' il film è talmente tanto pieno di cliché che il titolo sarebbe dovuto essere 'portatevi il cuscino da casa e scusate per il rumore' partendo dal fatto che il nostro protagonista è uno s**gato che ha conosciuto una donna bellissima ricchissima e si innamora perdutamente di lei e ovviamente alla fine della storia si mettono insieme. Al nostro protagonista sfigato muore il nonno/famiglia/cane etc... e decide di vendicare la famiglia ammazzata in modo drammatico e strappalacrime e, guarda caso si ritrova coinvolto in una guerra/complotto/magia che solo lui può risolvere o come nel nostro caso il nostro Son Goku utilizza degli alleati da quattro soldi. E cosa potevano proporre come contorno a cotante banalità se non una 'struggente' lotta interiore del protagonista che deve accettare tutti i suoi lati della personalità, compreso anche il suo lato malvagio alla dottor Jekyll e mr. Hyde anche se devo ammettere con mio grande disappunto che è l'unica cosa che non è cambiata nella trasposizione cinematografica del cartone animato. Parliamo del cast? Diciamo che non so dire se erano scadenti loro oppure era il contesto scadente.
Ma si può prendere Justin Chatwin per fare Goku? Chow Yun-Fat per Muten?. Questa è senz'altro una delle peggiori trasposizioni della storia, solo il film americano di "Ken il Guerriero" (quello con Chris Penn) è più brutto. "Dragonball Evolution" ha tutto a sfavore, una storia inutile, interpreti rubati al canile, costumi presi al mercato rionale di qualche paese sperso nel nord-est asiatico, effetti speciali poco speciali e poco a effetto, l'unica cosa carina di tutto il film è Emmy Rossum, che per quanto possa essere di bell'aspetto non salva di certo gli 80 minuti (e non 100 come sopra riportato, dato che dura un tubo, per fortuna), di stillicidio. Sconsiglio questo film a chiunque, forse lo farei vedere a qualche colpevole di qualche reato grave, ma a dirla tutta, non non sarebbe giusto neanche per loro vedere un film così tremendo.
questo film apparte che confonde un po troppo il presente con il passato!! però quello non è il peggio!!!! la cosa brutta è che ha rovinato uno dei cartoni più belli che abbiano mai fatto e poi un bambino con paint avrebbe fatto effetti speciali migliori!!! quindi perfavore basta idiozie!!! grazie do un uno perchè non posso mettere zero!!!
James Wong, già regista e sceneggiatore del primo e del terzo "Final Destination" torna sul grande schermo con un film di rara bruttezza: "Dragonball Evolution" è infatti un goffo tentativo di trasporre su pellicola una delle serie animate, secondo molti, più riuscite degli ultimi trent'anni, accolta dal pubblico con entusiasmo e affetto. Il film non è solo un ricettacolo di attori dalle performance più che deludenti, ma è anche un grande attentato alle aspettative dei milioni di fan (già delusi dal primo trailer messo in circolazione) e un fiasco sotto tutti gli altri aspetti: la trama è pressochè inesistente e vede un giovane Goku interpretato alle prese con i drammi della giovinezza (frequenta persino il liceo) da un Justin Chatwin che sembra un Big Jim imbambolato e incapace di seguire un plot tanto semplice; la sua vita cambia quando il suo amato nonno Gohan, unica figura paterna della sua vita e unico interprete accettabile in questo marasma sconfortante, viene ucciso dal Grande mago Piccolo (il televisivo vampiro Spike della serie tv "Buffy - l'ammazzavampiri", alias l'attore dalle dubbie capacità James Marsters, un demone che millenni prima aveva terrorizzato il pianeta e tornato dopo secoli di prigionia in un contenitore sigillato.
La prima cosa che viene da domandarsi guardando questa egm... trasposizione cinematografica, è se i produttori abbiano una benché minima concezione della parola manga e se abbiano letto (o guardato) anche un solo episodio della saga di Dragonball. Perché qui non stiamo parlando di un manga qualsiasi ma del Manga per eccellenza, un'opera intramontabile che ha lasciato il segno nella storia dei comics e dell'animazione giapponese. E non c'era da faticare molto visto che le idee brillanti, le trovate divertenti ed i personaggi ben caratterizzati erano già tutti lì. Bastava aprire un volumetto della serie, comprare una videocassetta o un DVD, che so, e limitarsi ad osservare con attenzione. Niente di più. E invece, prendiamo il tipico bulletto-sfi**to-per-finta uscito da qualche sit-com americana per teenagers, diamogli un taglio di capelli forzatamente spettinato per assomigliare all'originale e chiamiamolo Goku. Inseriamolo in un contesco confuso, con una casetta tipicamente giapponese in uno scenario di natura incontaminata tipicamente giapponese e poi, subito girato l'angolo, un college stile Bayside School in una cittadina californiana di provincia. Accostiamolo ad una Bulma ultraventenne con l'aria da lottatrice di kick boxing mancata, un genio delle tartarughe quarant'enne ed un Yamcha mechato, entrambi con tratti somatici tipicamente orientali giusto perché il fumetto viene da lì. Aggiungiamo quindi una fidanzata che non si sa bene dove viva nè cosa faccia per vivere, dato che per l'intero film compare nei luoghi più disparati, ovunque lui vada. Prendiamo infine il cattivo di turno, dipingiamolo di verde e mettiamolo a confronto col protagonista, nel frattempo partito alla ricerca delle sfere del drago, girando lì, intorno a casa. Ad uno hanno dimenticato le antenne, all'altro invece la coda, cosa che non impedirà comunque lo sfoggio di un effettuccio speciale nella trasformazione in gorilla mannaro durante l'eclissi. Cos'è rimasto di Dragonball? Solo i nomi, forse... Tanto valeva cambiarli e fare un B-movie evitando la spesa inutile del copyright di un capolavoro. Ora resta solo un dubbio da chiarire... Chi sarebbe la donna che lavora per Piccolo? Forse durante la visione mi sono distratto un po'...