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Barry Lyndon

Opinioni presenti: 114
Media Voto: Media Voto: 9 (9/10)

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Capolavoro.

(10/10) Voto 10di 10

Non merita un 10. Ma moltO di più. Inspiegabile a parole, un film fatto di amore senza l'amore, dell'odio privo di odio. Davvero UN CAPOLAVORO. Ancora oggi, nel 2011, certi film di 30-40 fa fanno davvero aprire il cuore



Hans, 19 anni, sassari.




uno dei massimi assoluti

(10/10) Voto 10di 10

un gran capolavoro. piu' lo vedo piu' lo amo. Un film da assaporare passo dopo passo, una fotografia sublime, una colonna sonora da brividi (Sarabande di Haendel da accapponare la pelle). Un film passionale, ed e' impossibile non immedesimarsi in Radmond Barry, tanti sono i lati della personalita' che svela: ingenuo ma anche crudele, avido ma anche generoso, codardo ma anche nobile. Strepitoso. La mia scena preferita: il duello finale. Otto minuti, 3 parole e tanta, tanta tensione. Con Sarabande in sottofondo. Inarrivabile!



Luigi, 42 anni, Milano (MI).




Il capolavoro di un Maestro

(10/10) Voto 10di 10

Straordinaria parabola sull’ascesa, trionfo e caduta di un eroico opportunista intriso d’apparente romanticismo, la celebre pellicola del 1975 ispirata dall’omonimo romanzo di William Makepeace Thackeray s’impone come una delle più riuscite, anche tecnicamente, del Regista, forse, più incisivo del ventesimo secolo. Di fatto, attraverso le accattivanti, solenni e malinconiche avventure di Redmond Barry, non a caso inserite nell’Europa del tardo XVIII secolo a cavallo tra la rivoluzione americana e quella francese, osserviamo l’inesorabile svolgersi del destino di un antesignano degli uomini dei nostri giorni, ignorante, dissoluto, indifferente, egocentrico e nondimeno potenzialmente assai dotato. Per Redmond, come per ciascuno di noi, parafrasando il “Maestro di danze” potremmo ricordare che: Del resto, il tema del “sonno” ad occhi aperti e della meccanicità umana, dei condizionamenti cui siamo sottoposti, dell’impossibilità di essere artefici del proprio destino, d’essere altro (nel migliore dei casi) che un mero testimone di eventi incontrollabili, in una parola dell’incapacità di “fare” quale caratteristica principale dell’uomo “tra virgolette” sembra proprio il motivo ricorrente di Kubrick, il suo autentico mito di riferimento. Detto questo, l’incalzante spettacolo, da teatro delle “marionette”, delle vicende di Barry Lyndon ed il palcoscenico della storia ove si svolgono permane un affresco straordinario dal quale è difficile distogliere l’attenzione, per giunta, rinnovabile con immutato piacere ogni qualvolta che se ne provi il bisogno, come per ogni grande opera d’arte, come per una tela neoclassica, una sonata di Händel o una poesia immortale, tutti motivi, peraltro, concretamente presenti e ricorrenti in questa pellicola. Laddove, i capitoli dell’emblematica vicenda si succedono inesorabili come le pagine di un libro dal finale già scritto, algidi, avventurosi, solenni o malinconici ciascuno richiamandoci alla nostra stessa futilità, risuonando del nostro fato ineluttabile e, forse, anche spingendoci a guardare altrove. Dai costumi alle luci, dalle inquadrature al ritmo, dai dialoghi ai commenti della voce narrante, sia amari, sia sarcastici, sia ironici e che richiamano all’autore originale del romanzo come ad un postumo testimone di fatti “realmente” accaduti, sebbene mai occorsi: nulla è stato lasciato al caso.



Valerio, 44 anni, Milano (MI).




Un film freddo?

(10/10) Voto 10di 10

Non capisco chi definisce questo film freddo. Io raramente piango al cinema, ma la scena del bimbo morente mi ha fatto versare fiumi di lacrime. Per non parlare di tutto il resto: il viso disfatto di Marisa Berenson dopo il funerale, l'odio viscerale del figliastro, le scene ai tavoli da gioco che descrivono tutta la corruzione di un'epoca. Tutto è talmente palpabile che ti entra fin dentro alle ossa.



Caterina, 48 anni, Parma (PR).




Stupendo

(10/10) Voto 10di 10

Kubrick più che un registra mi sembra un pittore. In più film ho notato delle scene paragaonabili a dei quadri stupendi. La sua metodica è eccezzionale, nei suoi film c'è una spasmodica ricerca per il dettaglio che riescono a far immedesimare lo spettatore come non mai. Per quanto riguarda questo film un altro capolavoro, meno enigmatico e fantasioso rispetto agli altri, la dimostrazione di un regista che è avanti ma che sa anche guardare indietro e raccontare il passato storico. Barry Lyndon: Storia stupenda, Protagonista bravissimo, scenografia straordinaria e sopratutto ha la più bella colonna sonora che abbia mai ascoltato. Un film di cui fino a pochi giorni fà non avevo nemmeno sentito parlare, e che ho apprezzato (sono uno che non ama le ambientazioni in esso trattate). Ennesimo capolavoro di un genio!!!!!!!!!!!!!!!!!



Piero, 26 anni, Avellino.





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