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Eros

Opinioni presenti: 19
Media Voto: Media Voto: 4.5 (4.5/10)

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Che delusione!

(1/10) Voto 1di 10

In relazione alla letteratura, Alessandro Baricco una volta ha detto (più o meno)che coloro che scrivono si dividono in due grandi categorie: QUELLI CHE RACCONTANO DELLE STORIE E QUELLI CHE NOMINANO LE COSE. In questo caso è peggio, perché non sono state né raccontate delle storie, né tanto meno sono state nominate le cose. Mi viene in mente "Film blu" e la maestria di Kieslowski (l'ho scritto bene?). Un saluto, Carlo Leonardi.



Carlo, 54 anni, Narni (TR).




W l'arte

(6/10) Voto 6di 10

L'artistico trittico prefigurato dai media si risolve in un dubbioso e angosciante interrogativo.. antonioni resta legato a clichè degli anni 70,mitici ma inadatti,con figure femminili calate da un immaginario erotico riscontrabile sulle riviste burda così in voga nei mitici seventies italiani.... nel secondo episodio si gioca un pò troppo con una comicità felliniana in cui l'ex interprete di chaplin rimane troppo ingolfato dalla leggerezza dell'episodio in se... la terza traccia è provvida di luoghi comuni amorosi,ma non pesa sul totale del film....esalta il lavoro di regia e montaggio ma non rimarrà purtroppo negli annali....



Antonio, 32 anni, Bari.




Amore, inutile finestra (sic!)

(5/10) Voto 5di 10

Montato diversamente rispetto alla presentazione veneziana, "eros", film a episodi sui fremiti passionali e sulle tentazioni erotiche, è per due terzi un disastro, per un terzo uno squarcio di piacere nel petto. se alla kermesse lagunare "il filo pericoloso delle cose" di michelangelo antonioni(?) chiudeva rovinosamente il trittico, per l'uscita in sala i distributori hanno deciso, provvidenzialmente, di lasciare il posto d'onore a "la mano" di wong kar-wai, concedendo agli spettatori l'opportunità di cancellare l'angosciosa inconcludenza dei primi due episodi con un frammento di cinema che mette i brividi. antonioni - o meglio tonino guerra - inanella una serie impressionante di triviali banalità spacciate per laceranti folgorazioni, descrivendo con esilarante goffaggine la crisi di una coppia tanto ricca quanto idiota. nel verbosissimo "equilibrium" soderbergh si balocca col bianco e nero anni '50 e con l'illuminazione contrastata, raccontando i pruriti erotici di un analista deontologicamente scorretto alle prese con un tediosissimo paziente. basti dire che il volo di un aeroplanino di carta dalla finestra di un grattacielo è il momento più indovinato dell'episodio. fin qui la disperazione, rincarata dal lagnoso tormentone "michelangelo antonioni" ("amore, inutile finestra..."), cantilenato dalla voce flautata di caetano veloso, ed esasperata dagli ammiccanti disegni di lorenzo mattotti. ultimo frammento: sale in cattedra wong kar-wai e ci delizia con trentacinque minuti di cinema "lombare", sempre più rarefatto, sempre più estremo nella definizione di un universo figurativo fatto di sfioramenti, di desideri lancinanti, di passioni esclusive. ogni inquadratura è un delirio di sensualità sublimata, un fiammeggiare di tensione erotica inappagata, una struggente architettura di negazioni amorose trasfigurate in vertiginosa passionalità. cinema, in una parola.



Alessandro, 33 anni, Pisa.




Antonioni omaggia il cinema

(10/10) Voto 10di 10

non credo sia possibile non apprezzare la maestria con cui antonioni nella sua ultima opera ritrae volti,presenze, paesaggi, luoghi più in generale. Ancora una volta ad interessarlo sono i momenti, di cui risce a fissare persino gli istanti impercettibili, conflittuali del campo relazionale tra un uomo e una donna. Sofisticato nei piani-sequenza ,ermetico nell'intreccio amoroso. Sullo sfondo delle tematiche a lui tradizionalmente care, prende piede lentamente il disicanto della fragilità coniugale, l'asfissia logorante della coppia,l'incomprensibilità dell'evoluzione sentimentale. la ricerca è sempre viva nella pellicola così come gli stimoli che costringono lo spettatore ad una serrata riflessione sulle dinamiche sociali che ruotano attorno alla figura femminile. Antonioni non ha più bisogno di stupire, questo è evidente. Gli intenti polemici hanno ceduto il posto ad uno sguardo riposato, stanco, forse rassegnato. Incursioni del dettaglio sull'affresco rinsaldato dallo splendore degli ambienti. Gli altri episodi del film rischiano di non essere degni di attenzione.



Cristiano, 25 anni, Parma (PR).




Eros? insomma...

(7/10) Voto 7di 10

Antonioni è uno dei più grandi registi italiani, sicuramente il mio preferito, i suoi film degli anni '60 sono tra i più belli e importanti mai realizzati... detto questo, bisogna però aggiungere che il suo ultimo grande film è stato "professione reporter" (1975) e che i pochi film fatti dopo non sono un granché... così, il suo "il filo pericoloso delle cose" risulta il meno bello dei 3 episodi di questo "eros", anche per colpa degli orrendi dialoghi di tonino guerra (d'altra parte, cosa aspettarsi da uno che si è ridotto a fare la pubblicità ai supermercati, al grido di "l'ottimismo è il profumo della vita"?). scarsi anche gli attori. meglio andarsi a vedere i passati capolavori di antonioni e lasciar perdere questo senile passo falso... l'episodio "equilibrium" è il tipico soderbergh: bello nella forma (3 momenti con differenti colori: bianco e nero, blu e seppia), meno interessante nel contenuto. ci lascia col dubbio: cosa era sogno e cosa realtà? ma in fondo, ci importa poco... il terzo episodio, "la mano" di wong kar-wai, è il migliore dei 3 e riesce a risollevare il film. un episodio intenso e commovente, che conferma che wong è uno dei migliori registi degli ultimi anni. ed è anche l'unico episodio in cui c'è veramente dell'eros, nella scena del primo incontro tra il giovane sarto e la donna. negli altri episodi l'erotismo latita... voto medio: 7



Manuele, 28 anni, Udine.





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