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Tutto il bene del mondo

Opinioni presenti: 5
Media Voto: Media Voto: 7.5 (7.5/10)

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Quando non hai nulla da fare.

(6/10) Voto 6di 10

Di certo non è la pretesa del film quella di entrare in chissà quale cineforum quindi il mio commento si adegua. Il fine del film era una commedia piacevole, romantica, comunque leggera anzi leggerissima. Certo, qualche situazione un po' meno banale la si poteva anche tirare fuori ma alla fine va bene anche così. Se non hai nulla da fare e vuoi un film che magari di faccia riposare la mente, scegli questo. Veloce, indolore, spensierato.



matteo, 22 anni, polignano (BA).




guardatelo

(10/10) Voto 10di 10

Non voglio raccontare la storia, non servirebbe... questo film va guardato, non sono un sentimentale ma è il primo film in vita mia che mi ha fatto piangere sul finale... un'interpretazione fantastica, un ritmo lento e avvolgente che mi ha incollato allo schermo...



Marco, 26 anni, Lainate (MI).




Dolore argentino

(7/10) Voto 7di 10

Film forte e delicato, intriso di tristezza, velato dall’inizio alla fine di una struggente malinconia che la colonna sonora, sottofondo costante, non omette di sottolineare. Di nuovo l’Argentina e il suo lascito di ferite e crudelta’ nelle anime dei protagonisti. E’ un film per pochi e soprattutto incomprensibile e quasi privo di senso per chi ignora le vicende della storia recente argentina. Semplice e superba l’interpretazione di Monica Galan, toccanti gli sguardi, pieni del passato, tra i due protagonisti. E’ la speranza il messaggio della scena finale? Forse soltanto un sogno ormai troppo difficile da realizzare.



Monica, 40 anni, Ancona.




Piccole emozioni interiori

(8/10) Voto 8di 10

Non so come mai i film di agresti, fatti della gente e dei paesaggi malinconici di una argentina che ancora non ha trovato la sua tranquillità interiore, ti si aggrappano dentro come episodi di vita vissuta in prima persona. commuovono e divertono, interessano e non annoiano, lontani anni luce dalle produzioni hollywoodiane... forse perchè il regista argentino parla con il cuore del suo paese e delle persone che lo vivono, forse perchè i personaggi che ci presenta potremmo essere noi, o qualcuno a cui vogliamo bene. e' un film che consiglierei a chiunque, soprattutto a chi ha dimenticato cosa sono i sentimenti.



Francesco, 33 anni, Verona.




il mondo alla fine del mondo

(7/10) Voto 7di 10

un ottimo film di un regista argentino non tanto conosciuto. Alejandro Agresti. non adatto ai palati desiderosi di effetti speciali e sequenze mozzafiato. L'argentina è un paese povero, e non se li può permettere gli effetti speciali, a meno di non diventare amerika. E Agresti, per fortuna rimane argentino. La trama narra (e non racconta ma si fa scoprire)di un uomo che ha deciso di seppellire il suo passato rifugiandosi in un paesino sull'oceano a fare il panettiere. E' un mare povero popolare, mille anime di inverno cinquantamila d'estate, una torvaianica degli anni sessanta, senza la gioia di vivere e le speranze degli italiani dell'epoca, davanti al quale si raccolgono i naufraghi di un argentina ferita. Ferita dalle torture e dagli stupri, dalla guerra perduta, dalla recessione economica che fa apparire tutto più lontano e più lento. Ma è in questa lentezza che ti avvolge come una nebbia in un cielo avaro di sole, che la storia di Cholo, l'uomo che non voleva ricordare di vivere, si dipana e si sconvolge sotto i colpi decisi di una ex moglie malata ( come l'argentina ) e di due figlie, la più grande anche figlia sua, che hanno deciso forse e spero come tanti altri giovani sudamericani, di non arrendersi alla comoda e spettrale rimozione di un passato brutalmente ingombrante. Assieme ed intorno a loro altre figure emblematiche, degne di Garcia Marquez, come l'ex-pilota che insegna a volare all'ometto tiepido di 55 anni, come soprattutto al maestro di canto, l'unico "meno vecchio", che incita il protagonista a sperare se non in un mondo migliore, almeno in uno meno peggiore. con amore, agresti concede speranza al suo paese, un paese malato come Isabelle ( splendida interprete Monica Galan ) un paese di orfani (come l'ottima Julieta Cardinali), un paese fatto soprattutto di naufraghi. Che sperano ancora in un mondo "meno peggiore". Sotto gli occhi attenti di bambini per i quali i rimedi possono essere molto peggiori dei mali. Nel mondo alla fine del mondo, brilla ancora la stella della speranza.



Daniele, 50 anni, Firenze.





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