Io credo sia un ottimo film,la storia ecclatante di questa donna,che pensava di fare del bene,pur facendo qualcosa di male!il film nn ha grossi colpi di scena,non'è brillante e veloce come qualc1 si puo aspettare ma tuttavia e ottimo,forse azzeccata questa lentezza,per rendere al meglio un'ottima recitazione della protagonista!
Questo film merita veramente un bel 10. E' stato realizzato con pochissimi mezzi economici, girato tutto in interni eppure non c'è un momento di imprecisione o di incertezza. Il ritmo è cadenzato come in una poesia, il tema dell'aborto affrontato con lucidità e saggezza priva di giudizi e pregiudizi. L'attrice protagonista è impeccabile come tutti gli altri personaggi. Finalmente un film serio e calibrato, lontano dalle americanate che continuano a propinarci senza sosta. Da non perdere.
Aspettavo da tanto questo film di cui la critica aveva parlato molto bene; e come spesso capita ad aspettative alte non sempre corrisponde un prodotto adeguato.
questo film non mi ha dato niente, non mi ha comunicato alcuna emozione, non mi ha insegnato niente e nn mi ha fatto riflettere su niente su cui già nn avessi abbondatemente riflettuto.la storia è vista e rivista, le figure spesso macchiettistiche; nn esiste in natura una persona così straordinariamente buona e generosa, mai stanca, mai nervosa, sempre con il sorriso (fisso e un po' ebete) eternamente stampato sulle labbra, anche quando in ginocchio lustra gli ottoni del camino. non esistono famiglie sempre così affiatate, dove regna un'armonia che niente può scalfire, dove si fa un coretto per darsi la buonanotte, dove una figlia mezzo scema cattura con un sorriso falsamente dolce un poveretto più scemo di lei. su cosa fa riflettere questo film? sul fatto che se si è ricchi si abortisce bene, con sicurezza e con uno psicologo accanto e che se invece si è poveri...la musica cambia? non lo avevamo mai sospettato in tutti questi anni, grazie al regista per averci aperto gli occhi! la protagonista passa quindi la prima parte del film a sorridere e commettere reati e la seconda parte a piagnucolare in maniera quasi insensata e spesso fastidiosa. una parola positiva la posso spendere per la sceneggiatura ricca di particolari ben studiati sopratutto nel mostrare lo squallore delle abitazioni inglesi delgli anni 50. ma per il resto...che noia e che film lungo e monotono!
Il tema dell’aborto è stato trattato in molte “salse” dalla filmografia contemporanea e non. leigh da sfogo a tutta la sua vis censoria nei confronti dei vizi e delle virtù della società anglosassone e alla sua originalità, un esercizio di non poco conto considerando che nella pellicola sono comunque rintracciabili i temi cardine della sua arte cinematografica e considerato anche che prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto.
londra 1950, vera (staunton) è una madre di famiglia, piccolo borghese, sulla cinquantina impeccabile e irreprensibile che ama il marito, corrisposta, adora i suoi figli, un maschio e una femmina che vivono con lei. lavora come donna delle pulizie, è sempre pronta a dare una mano a chi ne ha bisogno e in più da anni pratica l’aborto gratis alle ragazze “in difficoltà”. un giorno quest’ultima attività di vera verrà rivelata dando vita al caso giudiziario dell’anno.
dicevamo dell’aborto, il filo conduttore di gran parte del film insieme alla rappresentazione, quasi fiabesca e in alcuni momenti surreale e anche irritante, di questa famiglia inglese del primo dopoguerra, che il regista tratta in tutte le sue molteplici sfaccettature. il dramma che si cela dietro una situazione, l’ignoranza dietro un’altra e l’incoscienza alle spalle di un’altra ancora. passando magari per il pentimento tardivo di una giovane ragazza di colore e la paura di una moglie infedele.
il regista non si fa mancare neanche il paragone con chi, benestante e appartenente ad una famiglia ricca, arriva alla stessa conclusione ma con un altro “tatto”…
e’ difficile rintracciare nella storia di leigh una sorta di accusa nei confronti di questa pratica anzi, dal momento che vera viene scoperta diventa chiaro, da li alla fine, di cosa ci sta parlando realmente il regista. quello che il pluripremiato autore inglese ci rappresenta è un “semplice” e triste dramma familiare. con tutte le sue riflessioni, le sue amarezze, le sue speranze, le sue contraddizioni e le sue ambiguità.
e leigh conferma tutta la sua bravura nel mettere sulla pellicola quello che vuole dire, che sia condivisibile oppure no.
la fotografia è impeccabile, emozionante, potremmo dire “profumata” e i personaggi rischiano di “bucare” il grande schermo per quanto sono ben diretti, caratterizzati e approfonditi, in un aggettivo, teatrali.
ce ne è anche per la giustizia inglese, anche se ha il merito di essere molto rapida, che condanna vera. ma l’esatta pena per vera non è la galera, è sapere la sua famiglia “monca” che l’attende dopo averla comunque già perdonata. una vittoria nella sconfitta per la massaia “missionaria”.
Una storia raccontata con semplicità e obiettività, alla fine ci si chiede da quale parte stia il giusto, se dalla parte dell'ingenua Vera motivata da intenzioni positive ma erronee, o dalla parte della legge, intransigente ma giusta... e da parte mia non riesco a darmi una risposta... senza dubbio il merito del film è proprio quello di raccontare una storia e basta, così com'è, nel bene e nel male. Buona regia e bravi attori, non è un capolavoro ma un buon film senz'altro.