Non si tratta di una storia vera, e si vede. Non è stato tratto da un best seller, e si vede. Ora se Vera Drake è convinta di far bene... perchè non ne ha mai parlato con i suoi, in particolare con suo marito col quale è così tanto affiatata? Inietta dell'acqua saponata nel grembo delle donne ma poi se ne frega di sapere come sia andata a finire il giorno dopo!!?? Se ne frega dei nascituri di cui concorre all'eliminazione e si interessa delle povere donne gravide senza però minimamente interessarsi del motivo per cui vogliono abortire (magari per semplice egoismo) e poi se ne frega di crescere una figlia rincitrullita e bastonata! Poi quando la Polizia l'arresta sembra che abbia a che fare con la Regina d'Inghilterra! Davvero un bel film plausibile! Diamogli pure il Leone d'oro, ma se premiamo questi film vuol dire che stiamo raschiando il fondo del barile alla faccia della nostra gloriosa filmografia neorealista!
Film eccellente di Mike Leigh. Una storia semplice con un forte "vissuto" della protagonista ed una intensa partecipazione, anche del pubblico, quando viene scoperto il suo "segreto". Una sceneggiatura leggera che lascia ampio spazio ai bravissimi professionisti che recitano come attori non professionisti, questi sono gli ingredienti di questo bel film inglese ed europeo.
Punito al festival di Cannes e premiato a ragion veduta a Venezia, il film affronta un tema che taglia le coscienze in due: l'aborto.
Da qualunque parte lo si veda l'aborto è una punizione della donna che deve ricorrere ad altre donne per risolvere il suo problema, a meno che non abbia i soldi che risolvono tutto.
La innocenza di Vera è sottolineata dalla sua assoluta buona fede. Fino alla sua comparsa davanti ai giudici ed al suo pianto liberatore, lei non si rende conto di compiere un reato, ma di fare il bene di quelle povere ragazze. Non si capisce perchè nel film non compaia la vera mammana morale, quella cioè che procurava i contatti a Vera, prendendosi i soldi e vendendole a basso costo i generi alimentari da borsa nera. Altri protagonisti di secondo piano sono la cognata ed il fratello del marito, che annunciano, guarda caso, l'attesa di un bambino proprio la notte in cui la polizia viene ad arrestarla. Ma si può forse giustificare la sfumatura di questi, pur importanti protagonisti del film? Forse l'unica spegazione è che la storia è per Vera, che con la sua dolcezza e la sua maternità "aiutava" con i suoi rudimentali aggeggi.
Su suggerimento di un mio amico che si dice "esperto" di cinema sono andato a vedere questo film.
la delusione è stata totale. mi sono addormentato dopo 5 minuti.
meglio vacanze di natale 91!
Meglio sarebbe stato se il film fosse stato tratto da un fatto di cronoca vera o almeno da un best seller. Senza questi ingredienti la trama, rimediata dai mestieranti della cinematografia, ne risente. Manca quasi totalmente l'aspetto introspettivo di Vera Drake. Chissà perchè Vera Drake, così convinta di fare del bene, a tal punto di fregarsene di annullare delle prospettive di vita, non si preoccupa mai di sapere cosa sia effettivamente successo il giorno dopo alla puerpera in cui ha incubato la saponata, chissà perchè mantiene il segreto anche nei confronti del marito con cui è così affiatata, chissà perchè la polizia la tratta con le pinze dorate come se fosse la Regina d'Inghiletrra, chissà perchè questo film, al di là di farci riflettere un po' sul tema nonostante la scialbietà dell'incedere, dovrebbe piacermi?
Aspettavo da tanto questo film di cui la critica aveva parlato molto bene; e come spesso capita ad aspettative alte non sempre corrisponde un prodotto adeguato.
questo film non mi ha dato niente, non mi ha comunicato alcuna emozione, non mi ha insegnato niente e nn mi ha fatto riflettere su niente su cui già nn avessi abbondatemente riflettuto.la storia è vista e rivista, le figure spesso macchiettistiche; nn esiste in natura una persona così straordinariamente buona e generosa, mai stanca, mai nervosa, sempre con il sorriso (fisso e un po' ebete) eternamente stampato sulle labbra, anche quando in ginocchio lustra gli ottoni del camino. non esistono famiglie sempre così affiatate, dove regna un'armonia che niente può scalfire, dove si fa un coretto per darsi la buonanotte, dove una figlia mezzo scema cattura con un sorriso falsamente dolce un poveretto più scemo di lei. su cosa fa riflettere questo film? sul fatto che se si è ricchi si abortisce bene, con sicurezza e con uno psicologo accanto e che se invece si è poveri...la musica cambia? non lo avevamo mai sospettato in tutti questi anni, grazie al regista per averci aperto gli occhi! la protagonista passa quindi la prima parte del film a sorridere e commettere reati e la seconda parte a piagnucolare in maniera quasi insensata e spesso fastidiosa. una parola positiva la posso spendere per la sceneggiatura ricca di particolari ben studiati sopratutto nel mostrare lo squallore delle abitazioni inglesi delgli anni 50. ma per il resto...che noia e che film lungo e monotono!