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Ballo a tre passi

Opinioni presenti: 55
Media Voto: Media Voto: 5 (5/10)

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Continua così Baddore...!

(10/10) Voto 10di 10

Stupendo, profondo, poetico. Ma non tutti hanno sensibilità ed intelligenza per capirlo.



Alessandro, 26 anni, CAgliari.




Non è questione di radici

(10/10) Voto 10di 10

Perchè molti miei compatrioti pensano di essere insultati dal Mereu? In ciò vedo molta ignoranza, gente che tiene e vuole continuare a tenere gli occhi chiusi. La Sardegna è un Continente in mianiatura e il film vuole mostrarne alcune sfaccettature originali, ma che non sfuggono dalla realtà. Non è assolutamente vero che mostra un popolo arretrato, questo lo vede chi guarda il film con un distacco tale da non riuscire a capirne il senso. Ho letto troppe digressioni sul tema tra le vostre opinioni e quasi nessuno ha colto la particolarità del film. Sarà che qualcuno ha la coda di paglia? Se volete leggere qualcosa su chi ci ha ritenuti un popolo stupido, sporco e ignorante allora leggetevi "Raccontar Fole" di Sergio Atzeni, e allora si che vi incazzerete.



Salvatore, 22 anni, Bologna (NU).




Bellissimo

(10/10) Voto 10di 10

A me è piaciuto tanto...... lo visto e rivisto piu' volte va capito il senso dietro ogni stagione....non ce volgarità e da sarda l'interno e reale.....grande salvatore continua cosi



Eleonora, 25 anni, Sassari (SS).




La mia terra, una poesia antica.

(10/10) Voto 10di 10

La sardegna sviscerata, portata agli estremi, per approdare all'essenza dell'essere sardo, del sentirsi sardo. la consapevolezza d'un popolo che non sa quanto puo' valere. ho colto nelle immagini vere e simboliche di questo film, tutto l'amore che provo per questa mia terra, ma anche l'odio, la vergogna. una sorta di "tenerezza", ma quanto mai, mi son sentita risollevata. questa è la sardegna, questi sono i sardi. un popolo che da sempre rifugge le proprie passioni, speranze, lotte per la propria sopravvivenza. un modo di "vivere" passivo, quasi obbligato, mai spensierato, attivo, emotivo. alla fine però, dove va un sardo quando muore? prende lo stesso aereo d'una giovane donna francese, che allegramente ha vissuto sicura di sè, fino a quando ha perso la vita giocando con una delle sue passioni: il volo. ed anche il vecchio sardo che triste di solitudine, ricordava la "vita" sulle note d'una musica del suo passato, assieme ad una prostituta felice della sua felicità, ha "dovuto" prendere il volo verso un altro mondo, magari migliore, ma sempre un pò spaventato, timoroso. i ricordi per lui erano la vita, la sua vita. l'ignoto è per lui la paura, l'inconsapevolezza. il volo, rappresenta la voglia di vivere, la gioia di vivere, l'ottimismo, l'azione, la liberta'. i ricordi, altro non sono che il tessuto d'una vita spesso non vissuta, ma solo "immaginata", solo sfiorata. rivivere il proprio passato continuamente, rende l'essere umano privo d'iniziativa, di scopi. il volo, diventa così il simbolo della vita e della morte. la vita della giovane donna francese che viene affrontata con gioia, senza paura, con spensieratezza. la morte del vecchio uomo sardo, che privo di vita, è costretto a prendere un aereo che altrimenti mai avrebbe preso, e la morte, l'ha colto proprio nel momento in cui egli gustava quei "brandelli" di vita in parte vissuta, in parte solo desiderata. quando però arriva il momento, non c'è posto per i rimpianti, ora. ecco perchè lui ha bisogno del sostegno dei suoi ricordi, ecco perchè lui non va da solo, ma accompagnato da colei la quale è morta pilotando il suo aeroplano. in sintesi, il volo rappresenta il destino, che ognuno di noi è libero d'affrontare in diversi modi, ma che pur sempre alla fine decide le sorti di tutti. i sardi, timidamente inerti di fronte al loro destino, affrontano la vita senza eroismo. ligi, onesti, ma senza quella presa di coscienza di sè, che non permette loro di far valere le proprie pulsioni. e' stata raccontata la vera sardegna, quella degli avi, quella che ci portiamo dentro tutti noi sardi, anche ipiù giovani nelle viscere della nostra coscienza. ho apprezzato questo regista, poichè è riuscito attraverso un suo percorso interiore, utilizzando dei simboli, in questo caso immagini, ad estrapolare dal mio essere interiore, sentimenti sottesi e profondi dei quali, a livello conscio, ignoravo l'esistenza. il principio, e la fine...



Daniela, 27 anni, Assemini (CA).




incantevole

(10/10) Voto 10di 10

incantevole



Alessandro, 20 anni, Nuoro.





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