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Querelle de Brest

Opinioni presenti: 10
Media Voto: Media Voto: 7.5 (7.5/10)

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Un film triviale

(4/10) Voto 4di 10

Dico subito che non m'è piaciuto. In primo luogo non si tratta di cinema vero, bensì di teatro, sia pur impreziosito da un abile gioco di luci e da scenografie abbastanza indovinate. Quindi: unità di luogo, d' azione e di tempo sono rispettate. In secondo luogo, troppa inutile trivialità: l'omosessualità tra marinai è ostentata in continuità e fa pensare che Fassbinder, usando il pretesto di un film ispirato a "Querelle de Brest" abbia in realtà inteso, estetizzare e persino giustificare la propria omosessualità. Questo film dev'essere costato assai poco perché scarno di scenografia e pure girato in pochissimi tempo (4 settimane!) Che Fassbinder si sia suicidato poco dopo questo film dichiartivo non meraviglia più di quel tanto. Ormai aveva toccato il fondo e non fu più capace di risalire.



Marco Brenni, Lugano, 60 anni, Lugano (estero).




un viaggio di introspezione

(8/10) Voto 8di 10

querelle non è un film sui rapporti umani o sull'amore querelle è un film su querelle: tutto quanto ruota intorno al protagonista ed al suo percorso. Il libro da cui è tratto rasenta la perfezione, il film è molto bello ma se ci buttiamo nelmanierismo, facciamolo completamente: capisco che la visione possa risultare un pò lenta è stato girato in un teatro e pezzi della scenografia e colori sono rappresentazioni di stati d'animo. ma il gioco fra i personaggi è un pò falsto e le dinamiche non si capiscono bene: Gil, il ragazzo che sta prendendo la stessa strada di querelle, è interpretato da un attore troppo adulto e così non ha senso e poi a parte la performance canora che fa venire la pelle d'oca, Lisianne è un pò "fuori fuoco". Lisianne è donna e già per questo è un elemento di contrasto, ma non è una cosa positiva come ad esempio nei film di marco Ferreri dove la donna è vita e salvezza, Lisianne è umana, troppo umana. io credo che il centro della trama sia proprio lei che non capisce l'amore fraterno, che non capisce le dinamiche dell'amore al punto da crdere che le scazzottate e i sorrisi di jo e robert abbiano qualcosa di sessuale e che i due possano al fine gnerare un figlio. quando querelle va a trovare gil, nel momento in cui lo bacia passa in secondo piano anche il fatto che lo sta per tradire ed i suoi pensieri e rimorsi che di solito lo assalgono sono distratti dalla passione; credo che sia questo il tema centrale di querelle: l'amore fine a sè stesso che non serve al piacere fisico che non serve a generare (anche prchè i personaggi sono TUTTI uomini e l'unica donna è troppo vecchia) ma serve a generare la vita attraverso il contatto umano.



Rosa, 26 anni, catanzaro (CZ).




Un persorso della mente su sfondo giallo e arancione

(9/10) Voto 9di 10

E' uno dei pochi film che non mi stanco di rivedere, ci scopro sempre qualcosa di nuovo, una parte di rwf vicino a terminare la sua ricerca. un viaggio nel torbido, il torbido della mente umana, di chi cerca di riconoscersi nel mondo, cerca la perfezione, la sintesi tra se' e cio' che lo circonda. certo non eroi borghesi, non ci sono famiglie con figli e il papà che porta a casa lo stipendio, sono personaggi che si riconoscono non nel ruolo che hanno nella società ma nel come si presentano, nono con la sua figura imponente al banco del "la feria", mario inquietante, sempre ripreso di lato, il fratello robert, che passa il tempo (non scorrono giorni, nel film, ma tempo immutabile, percorso mentale e non reale) con una ormai quasi sessantenne jeanne moreau, una realtà decadente in cui querelle porta la sua ricerca vera di un senso.



Gianni, 48 anni, Viareggio (LU).




Non passa inosservato

(6/10) Voto 6di 10

Mi trovo in difficoltà nel giudicare questo film di Fassbinder dell'82.Lo faccio quando ho ancora negli occhi il recente "Shortbus". Che dire? La messa in scena è impeccabile,gli attori sostengono bene il ruolo,particolarmente affascinanti le scene d'assieme dei marinai.Sembrano dei quadri viventi. Il contenuto? Un capolavoro? Non direi.Fassbinder non ci dice nulla di nuovo sul sottile confine tra amore e odio,vita e morte,omosessualità e eterosessualità. Il film è diventato nel tempo un piccolo classico,eppure non mi convince e non mi "riempie",non è memorabile.



Michele, 38 anni, Venezia.




Non capisco...

(5/10) Voto 5di 10

Non sono un gran conoscitore di Fassbinder, ma questo film non lo riesco ad apprezzare. L'ho visto la settimana scorsa al cinema, e devo ammettere che per i primi dieci minuti sono rimasto molto affascinato dal tutto: scenografia, dialoghi, voce fuori campo, luci, costumi, attori... Ma poi? Tutto è diventato monotono e ripetitivo... l'idea geniale della scenografia non si è sviluppata in niente di più concreto e mi è perciò apparsa "inutile"; la luce tremendamente ridondante non ha fatto che stordirmi... il voler mettere a tutti i costi frasi profonde e filosofiche inserite come didascalie, mi è parsa una forzatura, non le sentivo necessarie e non mi davano niente in più a quello che già vedevo. In più mi sembra riduttivo affermare che sia un film sull'omossessualità... parla di un lato dell'omossessualità, ma a mio parere il più squallido. Certamente questo film aveva un senso e un valore quando uscì anni fa, ma adesso credo che sia sorpassato e restano vivi solo i suoi punti deboli... Come mio giudizio finale dico che mi è parso monotono ed estremamente squallido. Una vera opera secondo me deve essere immortale... questo film fa sicuramente parte della storia del cinema, ma ha ormai perso tutto il suo fascino e non si può dire che è bello. Al film do un 1, agli attori un bel 10 (credo che siano stati estremamente bravi nei loro ruoli) e a Fassbinder un otto per il coraggio di aver girato un film del genere (non sono sarcastico).



Daniele, 24 anni, Pisa.





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