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Autore 2 opinioni "illustri" su IL RITORNO DEL RE
GionUein

Reg.: 20 Mag 2003
Messaggi: 4779
Da: taranto (TA)
Inviato: 26-01-2004 16:59  
Autore: Tullio Kezich - Testata: Il corriere della sera


(...) Bisogna però riconoscere che Jackson riesce a spingere il cinema al limite delle possibilità e padroneggiando magistralmente gli effetti assomma battaglie a perdita d’occhio che riducono i ricordi di Ejzenstejn e Olivier a scaramucce (...) Il risultato è una sorta di allucinante simulazione purtroppo carente di emozione autentica. Lo spettatore è avvinto dalle immagini che gli sfarfallano davanti agli occhi, ma non c’è niente che lo stimoli nel profondo. C’era più commozione nelle lacrime del Corsaro nero che concludevano il mediocrissimo libro di Emilio Salgari. Quanto all’appello alla pace figuriamoci se non ci trova d’accordo, ma espresso com’è in una serie di pleonastiche vignette in sottofinale fa l’effetto di una camomilla dopo una sbornia ad alta gradazione alcolica. Tanto che rischia di essere controproducente: al posto di una pace debole, per il bene dello spettacolo quasi si spera che scoppi presto un’altra guerra.

Autore: Natalia Aspesi - Testata: La Repubblica



(...) L'inizio del terzo episodio è bucolico e nei colori Disney (...) Legolas è pettinato come Brooke di Beautiful (...) La massiccia elfa Arwen (Liv Tyler) lacrima come sempre ma poi rinuncia all'immortalità per accasarsi con l'eroico cavaliere Aragorn (...) Viggo Mortensen è l'unico sfizio concesso al pubblico femminile (...) Battaglie ed eroismi senza capo né coda (...) Tutta la saga di Tolkien-Jackson è prettamente virile, riporta nel cinema virtù considerate maschili quali il coraggio, l'audacia, la temerarietà, la lealtà, il sacrificio, il rispetto della legge, la fratellanza e, udite udite, il Trionfo del Bene sul Male, tutta roba ormai molto inattuale e fantasy come i quadri delle fate con Oberon e Titania che se la spassano (...) L'anello di Frodo con Jackson è nel suo genere altrettanto impressionante per le platee immense e meno raffinate di oggi

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Corben

Reg.: 28 Nov 2003
Messaggi: 638
Da: Parma (PR)
Inviato: 26-01-2004 18:28  
Trovo il secondo parere totalmewnte idiota....poi ognuno ovviamente la pensa come vuole.
_________________
"Qualcun'altro vuole negoziare?"
Bruce Willis - Il Quinto Elemento -

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SolidSnake

Reg.: 13 Mar 2003
Messaggi: 10561
Da: San Cesareo (RM)
Inviato: 26-01-2004 18:33  
Il secondo parere mi pare quello di una donna allupata: magari Natalia era in fibrillazione quel giorno.

Il primo ha praticamente detto che tutto il film è un mucchio di battaglie senza senso... quanto a profondità morale questo non batte nessuno...
_________________
Voi guardate verso l'alto, quando cercate elevazione. E io guardo in basso, perchè sono elevato.

Zarathustra, da COSI' PARLO' ZARATHUSTRA

http://nakash.myminicity.com

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poli73

Reg.: 24 Mar 2003
Messaggi: 228
Da: napoli (NA)
Inviato: 26-01-2004 19:15  
...ancora il commento della Aspesi purtroppo ho avuto il "piacere" di leggere il commento completo sul giornale .... mah

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mariano

Reg.: 01 Nov 2003
Messaggi: 2282
Da: san remo (IM)
Inviato: 26-01-2004 19:24  
Kecich mi ha tolto le parole dalla bocca..
_________________
Io accetto il caos, non so se il caos accetta me.

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missGordon

Reg.: 03 Gen 2002
Messaggi: 2327
Da: Roma (RM)
Inviato: 26-01-2004 19:31  
allora...se permettete vi posto anche quella del più giovane Roberto Nepoti per La Repubblica (lo trovo al momento uno dei più validi, quanto meno capace di contestualizzare il film nel genere cinematografico e nel periodo in cui viene proposto).

Io adoravo la signora Aspesi...ma da quando si occupa prevalentemente di moda se i film non sono ucraini sottotitolati in serbo non le piacciono proprio...


"Cinema, prima e dopo
il Signore degli anelli
di ROBERTO NEPOTI


Ora che lo abbiamo visto per intero, possiamo dirlo ad alta voce: Il signore degli anelli è un capolavoro. Tutto il cinema epico che verrà di qui in avanti dovrà farci i conti, come quello precedente li ha fatti (e scusare se è poco) con l'Aleksandr Nevskij di Ejzenstein. Benché Jackson abbia tenuto il meglio per la fine, capolavoro non vuol dire necessariamente film perfetto: nel Ritorno del re l'impostazione dei personaggi e l'evoluzione dei rapporti che li legano dà origine a una prima ora più rallentata - e tuttavia necessaria all'economia generale.

Avevamo lasciato i membri della Compagnia divisi: da una parte Gandalf, Aragorn, Legolas & co., vincitori della battaglia contro Sauron; dall'altra Frodo e Sam in viaggio verso la Montagna del Destino, in cui devono gettare l'anello per neutralizzarne il malefico potere. Ritroviamo i primi mentre si preparano ad affrontare un nuovo assalto delle forze di Mordor. Intanto Frodo è insidiato dal mostriciattolo schizoide Gollum, che lo guida verso l'antro di un gigantesco ragno carnivoro.

Anche il finale, che sistema i destini di tutti, è un po' tirato per le lunghe. Ma la parte centrale sorpassa le speranze più ambiziose, con le sue dimensioni monumentali e lo straordinario senso visivo di Jackson (la cavalcata di Gandalf dentro le mura di Minas Tirith è puro piacere per gli occhi), un regista che tocca livelli di autentica ispirazione, dando concretezza a tutti i sogni dei fan della fantasy e facendoti credere in un universo dal tempo e dalla topografia puramente immaginari.

Per vincere la titanica sfida anche Peter, come Aragorn, ha evocato i trapassati, chiedendo aiuto a quello che i vecchi produttori di Hollywood definivano "il più grande sceneggiatore di tutti i tempi", Bill Shakespeare: vedi l'episodio del pazzo re Denethor, il discorso alle truppe o l'agnizione di Eowyn, l'eroina che uccide chi nessun uomo partorito da donna poteva uccidere.

Tra aracnidi giganti, draghi, armate di guerrieri morti il terzo è anche l'episodio più cupo, perfino tenebroso della trilogia, con situazioni da repertorio horror (gli orchi che gettano con la catapulta i crani dei nemici dentro le mura della città sotto assedio) ispirati alla dark fantasy più pura e dura. Eppure Jackson, che ha giurato di non far mancare nulla ai propri spettatori, riesce a inserire anche momenti di humour: come le battute di Gimli, perfette per distendere un po' l'atmosfera, o le esibizioni del cattivo carattere di Gandalf, che rendono più umano il mistico Stregone Bianco. "



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"...Vivere è offrire se stessi, pensava; ed egli offrì se stesso..." E. Galeano

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riddick

Reg.: 14 Giu 2003
Messaggi: 3018
Da: san giorgio in bosco (PD)
Inviato: 26-01-2004 20:57  
trovo singolare che una donna, che dovrebbe essere particolarmente sensibile al tema, tiri avanti la fanfaluca di liv tyler sovrappeso.

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missGordon

Reg.: 03 Gen 2002
Messaggi: 2327
Da: Roma (RM)
Inviato: 26-01-2004 21:33  
quote:
In data 2004-01-26 20:57, riddick scrive:
trovo singolare che una donna, che dovrebbe essere particolarmente sensibile al tema, tiri avanti la fanfaluca di liv tyler sovrappeso.


concordo...io, da donna, la trovo bellissima...nelle scene finali la sua bellezza seplice e radiosa mi ha incantata...ma parlando dell'articolo...non so se ti è mai capitato di leggere gli articoli di Natalia Aspesi su "D" di Repubblica...sono davvero belli, ironici, intelligenti essenziali, solo che, credo con l'andare del tempo la signora stia diventando sempre più radical -snob (in tempi non sospetti si sarebbe detto acida) e forse questo la porta ad esprimere giudizi molto netti, nei quali l'ironia prende il sopravvento sull'analisi vera e propria

...questo sempre tanto per parlare e con tutto il rispetto possibile per illavoro e l'intelligenza di una giornalista del suo "rango".
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"...Vivere è offrire se stessi, pensava; ed egli offrì se stesso..." E. Galeano

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Bowman

Reg.: 07 Nov 2003
Messaggi: 1584
Da: Trento (TN)
Inviato: 27-01-2004 15:06  
Non possono dire che il film é senza sentimento, io sul finale e anche nelle scene tra Sam e Frodo confesso che mi sono sinceramente commosso.
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Visto il volto nell'orgasmo ne hai visto l'anima (Christian Troy)

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VromeoV
ex "arancino"

Reg.: 27 Ott 2003
Messaggi: 3288
Da: Napoli (NA)
Inviato: 28-01-2004 00:10  
Non picchiatemi ma io concordo in pieno con la Aspesi.
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E quando l'agnello aprì il settimo sigillo, si fece nel cielo un silenzio di circa mezz'ora. E vidi i sette angeli che stavano dinanzi a Dio, e furon loro date sette trombe…

Io amo Ingmar Bergman

Ho solamente una gran voglia di morire..

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vietcong

Reg.: 13 Ott 2003
Messaggi: 4111
Da: roma (RM)
Inviato: 28-01-2004 12:43  


la Aspesi fa pettegolezzo intelligente. ma sempre pettegolezzo è: "hai visto che pettinatura aveva quella? e quello lì? bono veramente!": il tutto ovviamente con ironia, brillantezza e stile eccellente.

Il problema è l'utilizzo che ne fa Repubblica: non è un critico (nè uno di quei sociologi prestati alla critica che se sanno fare un po' il loro lavoro qualcosa di importante la dicono ogni tanto), è uno Spettatore, più brillante di altri ma terribilmente superficiale, e quindi il suo non dovrebbe mai essere l'unico parere, soprattutto su un film importante che non sia solo una parata di star.

Ma se su un numero di repubblica l'unico parere sull'ultimo Kitano è il suo, io mi incazzo anche un po'. Stiamo parlando di un regista che viene a dirci delle cose importanti, sulla morte, la vita, il gioco, che sa rivoluzionare i canoni della rappresentazione (in Zatoichi non l'ha fatto, ma conta poco), e voi ci mandate la Aspesi. ma io non voglio sapere che 'c'era solo un giapponese attraente', NON LO VOGLIO SAPERE!

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La realtà è necessaria a rendere i sogni più sopportabili

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missGordon

Reg.: 03 Gen 2002
Messaggi: 2327
Da: Roma (RM)
Inviato: 29-01-2004 15:13  
Mi permetto di dissentire. La Repubblica non "usa" Natalia Aspesi come critico cinematografico. Generalmente affianca la sua opinione o quella della Bignardi alla recensione del critico vero e prorpio che nella fattispecie è appunto Nepoti del quale di seguito ti posto la recensione su Zatoichi


"Gran premio per la regia alla mostra di Venezia
Un film tra Kurosawa e gli spaghetti western di Leone
Il samurai di Kitano
una risposta a Tarantino
di ROBERTO NEPOTI


Una scena del film
Due film di samurai circolano in contemporanea per i nostri schermi. L'uno, americano - "Kill Bill" di Tarantino - è un omaggio al cinema giapponese; l'altro, nipponico, è un tributo a quello americano. Magari suona un po' assurdo, eppure i risultati sono straordinari in entrambi i casi. Con Zatoichi (gran premio per la regia a Venezia), Kitano richiama in servizio un eroe mitico del cinema del Sol Levante anni 60, interpretato da uno stesso attore (Shintaro Katsu) in un centinaio tra film e telefilm.

lui stesso il personaggio del titolo, giocatore professionista e massaggiatore cieco ma capace di fare in mille pezzi i sette samurai con cinque colpi di spada. La traccia narrativa ricalca, a grandi linee, quella di "Joijmbo" di Akira Kurosawa, ripresa da Sergio Leone in "Per un pugno di dollari" - un impassibile giustiziere libera un villaggio dalla tirannia di due bande rivali - sommandovi la "second story" di una coppia di (presunte)geishe, animate da propositi di vendetta.

Takeshi s'ispira largamente a Clint Eastwood nel prototipo dello spaghetti western: non è un crociato, ma un individualista scettico che, alla fine, prende la parte delle vittime. Vi aggiunge, di proprio, una dimensione tragicomica inedita non tanto per il genere (il film di spada giapponese include componenti burlesche), quanto per il suo protagonista e spolvera su tutto un senso di leggerezza che fa di Zatoichi un film di raro divertimento, ad onta dei pezzi d'anatomia affettati e delle arterie che spruzzano getti di sangue come fossero geyser.

Basti dire che dal repertorio del cinema di samurai, riletto con la libertà più disinvolta, fanno spesso capolino la situazione surreale, la gag, la farsa (il "sumo" che corre intorno alla casa lanciando grida) alla Monty Python. A tratti s'affaccia alla memoria l'insuperato John Ford (di cui c'è almeno una citazione diretta: la ricostruzione della casa della vedova), per come il film amalgama l'epica con il comico, la cura formale col gusto della narrazione.

Quanto a "Beat" Kitano, nella parte del Massaggiatore sembra un John Wayne più stoico e molto più ironico, dando forma a un cavaliere errante - sorriso enigmatico, capelli tinti di biondo, sciabola rosso sangue - che entra di prepotenza nel pantheon degli strani eroi del cinema postmoderno. Non bastasse, il regista chiude su un epilogo in forma di musical, una gioiosa danza macabra che fa(letteralmente) resuscitare i morti. I più rigorosi lo accusano di cedimenti al gusto occidentale: ma, a suo tempo, non si disse lo stesso di Kurosawa?
"

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vietcong

Reg.: 13 Ott 2003
Messaggi: 4111
Da: roma (RM)
Inviato: 29-01-2004 19:46  

Ho letto quel pezzo, ma mi pare di ricordare (non sono sicuro al cento per cento ma credo fosse così) che usci solo qualche giorno dopo il frivolo intervento della Aspesi. così come il lungo commento postato da gionuein è apparso da solo senza la recensione del Nepoti o di quell'altro che non mirocordo come si chiama -Agostini?- ma che mi piace un po' di più. Quanto alla Bignardi (curiosamente un'altra che di Kitano non aveva capito un cazzo, quando divenne famoso in Italia), non scrive più recensioni, credo per occuparsi di Locarno.
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lyla87

Reg.: 09 Gen 2004
Messaggi: 1585
Da: palermo (PA)
Inviato: 30-01-2004 14:28  
Il secondo parere non mi piace proprio...LOTR non è solo un film di guerra!!
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I want to be free...

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khristianx

Reg.: 30 Gen 2004
Messaggi: 7
Da: roma (RM)
Inviato: 31-01-2004 00:18  
Io ho solo una domanda da fare riguardo al film... che fine ha fatto saruman?

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